Amico mi senti?...
Sopra di te in poco spazio
c'è un po' di terra mossa
un portafiori di cristallo
pieno di acqua fresca                                      
con una rosa rossa.
Dentro di me di te resta
la tua presenza fissa
e la voce scolpita
la passione per le rose
e per la pesca.
Ah!Se tu vedessi amico mio
la rosa rossa qui sopra!...
 
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Profilo Autore: francesco  

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Ti ho portato un ricordo,
un nostro sogno che avevamo scritto insieme,
le parole che non ti ho detto,
un fiore rosso di rimpianto.
Ti ho portato un sorriso,
vorrei tanto che lo vedessi,
ha ancora intriso il profumo del tuo ultimo bacio,
mentre con le mani ti rubavo le lacrime.
Ti ho portato la mia anima,
lascia che si unisca alla tua,
il cielo è l’aspettativa dei desideri,
li congiunge con chi vive sulla Terra.
Oggi ti ho portato una preghiera
tra queste lapidi bianche,
forse potranno sembrare solo inutili parole,
ma te le porgo con la speranza
che un giorno possano farci di nuovo incontrare.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Forte scuote la passione

mentre bevo la linfa

che scorre nelle vene.

Ha un sapore nero

il bianco candore della morte.

Ha un vestito scuro il manto che avvolge la luce.

Ha suono stridulo l'amore per la fine.

Dopo me il nulla sarà.

Non volti, non sguardi rivolti,

disinvolti,

sconvolti.

Non guarderà alcuno al sacello,

sfracello

del corpo,

disgusto mortale,

banale,

sacrale,

eppur normale.

Leggerà fra altri il ricordo

contorto,

immaginifico e immaginario

immaginato e dimenticato.

Tempo d'angusto essere,

essere angusto non tempra,

non costringe,

eppur costretto in forma non voluta,

desiderata,

agognata,

ripudiata,

odiata,

amata.

Or discerni tu al di là

senza soluzione,

tocchi, non percependo.

Non sai,

mai saprai.

Spengi un lume per me,

spengilo e sfoglia il libro dei sapienti

fallo per me

ancora una volta,

ancora e ancora

finché non darà il giudizio suo.
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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Ah, su un ponte

che va verso il sole

la noia anche degli angeli!

Lasciano cadere

palme tiepide

in rametti sulla ghiaia,

spaventano invano

i pastorelli nelle loro tombe.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Dentro uno sguardo,
infinite emozioni,
infinite vibrazioni.
Due occhi profondi ti rapiscono,
ti fanno viaggiare,
ti fanno sognare.
Nell' attimo in cui
si specchiano con i tuoi,
una nuova carezza
ti cattura,
ti conquista,
ti fa ballare.
Diventa..
vibrazione d' amore.
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Profilo Autore: Passione infinita  

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Doveava chiederti
in ginocchio scusa,
per essere nato.
Che vuoi farci,
un caso predestinato.
Noie e fastidi:
dalla culla prorompevano
vitali vagiti.
E turbavano il tuo sonno.
Il sonno del giusto.
Il piccoletto cresceva
e si ammalava.
Imparava a camminare
e giocava.
Quante cose osava!
Avrebbe dovuto
stare chiuso nel grembo.
Nove mesi di burrasca;
poi un posto fisso
in fondo al limbo.
Il vagito
è idioma forte e comprensibile.
Non esige acqua o latte.
Urla senza ritegno
alla tua innata perfidia.
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Profilo Autore: Fedel Franco Quasimodo  

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Non è la bellezza
delle cose circostanti
l'eleganza di un gesto,

o la dolcezza di un sorriso
a renderci importanti,

quanto,
ciò che di nobile,
e buono si possiede.

L'amore che nasce dal cuore,
che proietta verso la vita,
sempre nuova
e bella da scoprire,
non si compra
a buon mercato,

germoglia come seme
dentro un'anima
incline ad abbracciare
le cose più semplici.

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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Servirebbe
  riprendere in mano il fuoco
avere nuovi giorni di febbre
 braccia convulse 
  lacrime senza freno .
Un nuovo abbaglio dell’anima
-pupille dilatate
-la vastità del petto
e forse- lo stomaco vuoto.
Servirebbe!
Servirebbe
una lunga stagione morente
e un caldo profondo
    per il fermento dei pensieri.
    Riconciliare- la primitiva educazione gotica
  con un nuovo Rinascimento -senza pari!


IL Quarto Stato: di Pellizza da Volpedo
L'immagine può contenere: una o più persone, persone in piedi, persone che camminano e spazio all'aperto
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Profilo Autore: Hera  

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Il sole era caldo
il verde manto del prato invitante
ci sedemmo, il mio sguardo triste
perso in un vuoto senza meta
Una dolce carezza posasti
sul mio viso, i tuoi occhi
davano voce al tuo cuore, mi avvicinai piano
posai un bacio leggero sulle tue labbra
La realtà sfumò tra le tue braccia,
il mio corpo cedette al calore
al desiderio da anni sopito,
ero donna come fosse la prima volta
Chiusi gli occhi, fu passione travolgente
tutto dimenticai sentivo solo il piacere
del tuo corpo sul mio, la tua dolcezza
nel farmi tua come un prezioso dono
mi riportò alla giovinezza ormai smarrita
Quando tutto finì, ti dissi “ora vai voglio star sola”
presa coscienza dell'atto avvenuto
la paura si impossessò di me
ti osservavo smarrito allontanarti adagio
La pelle strofinai come impazzita
vedevo gli occhi tuoi amore mio,
come avevo potuto
il mio corpo ho ceduto, tradirti così
il senso di colpa invase il cuore
Sentivo comunque una sensazione piacevole
ero ancora una donna, potevo ancora essere amata,
amare, che peccato mai ho fatto
mi addormentai presa dalla stanchezza
quando gli occhi riaprii il mio letto
mi avvolgeva morbido e caldo, un incubo oppure un sogno,
 serena che non fosse realtà ….
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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Un istante, calore e poi freddo;
dolore e poi pace;
vita e poi morte.

Un istante per decidere
se smettere di soffrire e ricominciare;
un istante per premere il grilletto,
con la canna rivolta verso
il punto in cui nasce il dolore.

Un istante per disegnare sul terreno
una fra le più belle rose rosse,
mentre si è stesi sul suolo freddo
con gli arti che cominciano a intorpidirsi.

E aspettare che arrivi quella con la falce
oppure sua sorella con il nostro cuore in mano.

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Profilo Autore: Tommaso Alongi  

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Oh dolce rima, oh grandiosa passione

oh ghirigoro dello scrivere inutile

Vi amo



Si, perché nessun affabulare è all’altezza

del topo che gode

nessuno ha riprodotto le spalle affaccendate

e non è del tutto scontato che nel sesso

il rosso tramonti col blu



Oh mie gru, puntate il braccio alla luna

mettete in basso il biancore

come scorre sui ciottoli in riva

trovate il modo di nascondere

la meraviglia del mascara, la sofisticazione nelle guance

quel guardare insistente il passante

e cercare profitto in una siepe



Sia benedetto l’amore di sempre

non questo decadere impotente

di pianeta senza musica

nell’odore di cemento e impalcature fatiscenti



Ma non lo vedete?

Scorre il giorno banale

i bar si riempiono senza soluzioni accettabili

le vie se ne vanno per proprio conto

proclamando indipendenza dai palazzi



Soltanto un guizzo veloce è realmente eccitato

da una fogna all’altra accende la vita
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Profilo Autore: fintipa2  

Questo autore ha pubblicato 118 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Non vorrei più visitare le pietre
per non calpestare i violini. Suonano
per anime, ghirlande e tutto il resto.

Dopo, l’aria del silenzio è la stessa

che viene a notte a coprirci- nessuno
chiamò indietro mio padre da radici di selci
né si attivò una linea segreta.
Quel fumo lento che ruba ciocche ai roseti
senza un sibilo, seguimmo
costernati di perdita.

Se almeno ora vedessi

gli incroci delle sue vie, dove svelto
va a cercare pane fresco per cena

ma è uscito lasciando le chiavi

e la porta getta altre spine
-un legno rinato per poco
appena a spezzarlo, il riposo.








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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Sbavano
lacerati
contusi


emo-dinamici
emo-statici
emo-rragici

Brulicano
presi nella rete
e s’intrecciano

Amori di Carta

così facili
veloci
infiammabili alternative
di restare copie

- incastrate nella stampante
 
gracchiante e rotta -
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Profilo Autore: sasha  

Questo autore ha pubblicato 264 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Non è lo stesso il buio

sulle lapidi bianche 

del nero che torce la schiena dei vivi

come diverso è il sole 

che muove i colori dell'erba 

tra le crepe dei marmi.

Occhi aperti dal tempo

vigilano croci spuntate 

e l'olezzo dei fiori

inchinati alla terra

nel lamento dei morti.
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Profilo Autore: Diego Bello  

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Solerte viaggia la mente
Dentro una goccia di sogno
Trasporta pani lievitati e nocciole
A saziare la fame d'amore,
Che irrompe nel petto e chiude la gola.
Quasi fatta d'aria essa stessa,
Filtra tra pulviscolo e respiri.
S'insinua, toglie il fiato.
Pone mesti sorrisi
E pesante resta il cuore.
Non ancor doma di cercare
S'invola tra finestre socchiuse,
Poi si posa stanca su un cuscino,
Ad attendere la notte
Cesellata di stelle,
Per avere ancora sulla pelle
Il profumo di te.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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