Amico mi senti?...
Sopra di te in poco spazio
c'è un po' di terra mossa
un portafiori di cristallo
pieno di acqua fresca
con una rosa rossa.
Dentro di me di te resta
la tua presenza fissa
e la voce scolpita
la passione per le rose
e per la pesca.
Ah!Se tu vedessi amico mio
la rosa rossa qui sopra!...
Sopra di te in poco spazio
c'è un po' di terra mossa
un portafiori di cristallo
pieno di acqua fresca
con una rosa rossa.
Dentro di me di te resta
la tua presenza fissa
e la voce scolpita
la passione per le rose
e per la pesca.
Ah!Se tu vedessi amico mio
la rosa rossa qui sopra!...
7 commenti
Ti ho portato un ricordo,
un nostro sogno che avevamo scritto insieme,
le parole che non ti ho detto,
un fiore rosso di rimpianto.
Ti ho portato un sorriso,
vorrei tanto che lo vedessi,
ha ancora intriso il profumo del tuo ultimo bacio,
mentre con le mani ti rubavo le lacrime.
Ti ho portato la mia anima,
lascia che si unisca alla tua,
il cielo è l’aspettativa dei desideri,
li congiunge con chi vive sulla Terra.
Oggi ti ho portato una preghiera
tra queste lapidi bianche,
forse potranno sembrare solo inutili parole,
ma te le porgo con la speranza
che un giorno possano farci di nuovo incontrare.
un nostro sogno che avevamo scritto insieme,
le parole che non ti ho detto,
un fiore rosso di rimpianto.
Ti ho portato un sorriso,
vorrei tanto che lo vedessi,
ha ancora intriso il profumo del tuo ultimo bacio,
mentre con le mani ti rubavo le lacrime.
Ti ho portato la mia anima,
lascia che si unisca alla tua,
il cielo è l’aspettativa dei desideri,
li congiunge con chi vive sulla Terra.
Oggi ti ho portato una preghiera
tra queste lapidi bianche,
forse potranno sembrare solo inutili parole,
ma te le porgo con la speranza
che un giorno possano farci di nuovo incontrare.
Forte scuote la passione
mentre bevo la linfa
che scorre nelle vene.
Ha un sapore nero
il bianco candore della morte.
Ha un vestito scuro il manto che avvolge la luce.
Ha suono stridulo l'amore per la fine.
Dopo me il nulla sarà.
Non volti, non sguardi rivolti,
disinvolti,
sconvolti.
Non guarderà alcuno al sacello,
sfracello
del corpo,
disgusto mortale,
banale,
sacrale,
eppur normale.
Leggerà fra altri il ricordo
contorto,
immaginifico e immaginario
immaginato e dimenticato.
Tempo d'angusto essere,
essere angusto non tempra,
non costringe,
eppur costretto in forma non voluta,
desiderata,
agognata,
ripudiata,
odiata,
amata.
Or discerni tu al di là
senza soluzione,
tocchi, non percependo.
Non sai,
mai saprai.
Spengi un lume per me,
spengilo e sfoglia il libro dei sapienti
fallo per me
ancora una volta,
ancora e ancora
finché non darà il giudizio suo.
mentre bevo la linfa
che scorre nelle vene.
Ha un sapore nero
il bianco candore della morte.
Ha un vestito scuro il manto che avvolge la luce.
Ha suono stridulo l'amore per la fine.
Dopo me il nulla sarà.
Non volti, non sguardi rivolti,
disinvolti,
sconvolti.
Non guarderà alcuno al sacello,
sfracello
del corpo,
disgusto mortale,
banale,
sacrale,
eppur normale.
Leggerà fra altri il ricordo
contorto,
immaginifico e immaginario
immaginato e dimenticato.
Tempo d'angusto essere,
essere angusto non tempra,
non costringe,
eppur costretto in forma non voluta,
desiderata,
agognata,
ripudiata,
odiata,
amata.
Or discerni tu al di là
senza soluzione,
tocchi, non percependo.
Non sai,
mai saprai.
Spengi un lume per me,
spengilo e sfoglia il libro dei sapienti
fallo per me
ancora una volta,
ancora e ancora
finché non darà il giudizio suo.
Dentro uno sguardo,
infinite emozioni,
infinite vibrazioni.
Due occhi profondi ti rapiscono,
ti fanno viaggiare,
ti fanno sognare.
Nell' attimo in cui
si specchiano con i tuoi,
una nuova carezza
ti cattura,
ti conquista,
ti fa ballare.
Diventa..
vibrazione d' amore.
infinite emozioni,
infinite vibrazioni.
Due occhi profondi ti rapiscono,
ti fanno viaggiare,
ti fanno sognare.
Nell' attimo in cui
si specchiano con i tuoi,
una nuova carezza
ti cattura,
ti conquista,
ti fa ballare.
Diventa..
vibrazione d' amore.
Doveava chiederti
in ginocchio scusa,
per essere nato.
Che vuoi farci,
un caso predestinato.
Noie e fastidi:
dalla culla prorompevano
vitali vagiti.
E turbavano il tuo sonno.
Il sonno del giusto.
Il piccoletto cresceva
e si ammalava.
Imparava a camminare
e giocava.
Quante cose osava!
Avrebbe dovuto
stare chiuso nel grembo.
Nove mesi di burrasca;
poi un posto fisso
in fondo al limbo.
Il vagito
è idioma forte e comprensibile.
Non esige acqua o latte.
Urla senza ritegno
alla tua innata perfidia.
in ginocchio scusa,
per essere nato.
Che vuoi farci,
un caso predestinato.
Noie e fastidi:
dalla culla prorompevano
vitali vagiti.
E turbavano il tuo sonno.
Il sonno del giusto.
Il piccoletto cresceva
e si ammalava.
Imparava a camminare
e giocava.
Quante cose osava!
Avrebbe dovuto
stare chiuso nel grembo.
Nove mesi di burrasca;
poi un posto fisso
in fondo al limbo.
Il vagito
è idioma forte e comprensibile.
Non esige acqua o latte.
Urla senza ritegno
alla tua innata perfidia.
Non è la bellezza
delle cose circostanti
l'eleganza di un gesto,
o la dolcezza di un sorriso
a renderci importanti,
quanto,
ciò che di nobile,
e buono si possiede.
L'amore che nasce dal cuore,
che proietta verso la vita,
sempre nuova
e bella da scoprire,
non si compra
a buon mercato,
germoglia come seme
dentro un'anima
incline ad abbracciare
le cose più semplici.
Servirebbe
riprendere in mano il fuoco
riprendere in mano il fuoco
avere nuovi giorni di febbre
braccia convulse
lacrime senza freno .
Un nuovo abbaglio dell’anima
-pupille dilatate
-la vastità del petto
e forse- lo stomaco vuoto.
Servirebbe!
Servirebbe
Servirebbe!
Servirebbe
una lunga stagione morente
e un caldo profondo
per il fermento dei pensieri.
Riconciliare- la primitiva educazione gotica
con un nuovo Rinascimento -senza pari!
IL Quarto Stato: di Pellizza da Volpedo


Il sole era caldo
il verde manto del prato invitante
ci sedemmo, il mio sguardo triste
perso in un vuoto senza meta
Una dolce carezza posasti
sul mio viso, i tuoi occhi
davano voce al tuo cuore, mi avvicinai piano
posai un bacio leggero sulle tue labbra
La realtà sfumò tra le tue braccia,
il mio corpo cedette al calore
al desiderio da anni sopito,
ero donna come fosse la prima volta
Chiusi gli occhi, fu passione travolgente
tutto dimenticai sentivo solo il piacere
del tuo corpo sul mio, la tua dolcezza
nel farmi tua come un prezioso dono
mi riportò alla giovinezza ormai smarrita
Quando tutto finì, ti dissi “ora vai voglio star sola”
presa coscienza dell'atto avvenuto
la paura si impossessò di me
ti osservavo smarrito allontanarti adagio
La pelle strofinai come impazzita
vedevo gli occhi tuoi amore mio,
come avevo potuto
il mio corpo ho ceduto, tradirti così
il senso di colpa invase il cuore
Sentivo comunque una sensazione piacevole
ero ancora una donna, potevo ancora essere amata,
amare, che peccato mai ho fatto
mi addormentai presa dalla stanchezza
quando gli occhi riaprii il mio letto
mi avvolgeva morbido e caldo, un incubo oppure un sogno,
serena che non fosse realtà ….
Un istante, calore e poi freddo;
dolore e poi pace;
vita e poi morte.
Un istante per decidere
se smettere di soffrire e ricominciare;
un istante per premere il grilletto,
con la canna rivolta verso
il punto in cui nasce il dolore.
Un istante per disegnare sul terreno
una fra le più belle rose rosse,
mentre si è stesi sul suolo freddo
con gli arti che cominciano a intorpidirsi.
E aspettare che arrivi quella con la falce
oppure sua sorella con il nostro cuore in mano.
dolore e poi pace;
vita e poi morte.
Un istante per decidere
se smettere di soffrire e ricominciare;
un istante per premere il grilletto,
con la canna rivolta verso
il punto in cui nasce il dolore.
Un istante per disegnare sul terreno
una fra le più belle rose rosse,
mentre si è stesi sul suolo freddo
con gli arti che cominciano a intorpidirsi.
E aspettare che arrivi quella con la falce
oppure sua sorella con il nostro cuore in mano.
Oh dolce rima, oh grandiosa passione
oh ghirigoro dello scrivere inutile
Vi amo
Si, perché nessun affabulare è all’altezza
del topo che gode
nessuno ha riprodotto le spalle affaccendate
e non è del tutto scontato che nel sesso
il rosso tramonti col blu
Oh mie gru, puntate il braccio alla luna
mettete in basso il biancore
come scorre sui ciottoli in riva
trovate il modo di nascondere
la meraviglia del mascara, la sofisticazione nelle guance
quel guardare insistente il passante
e cercare profitto in una siepe
Sia benedetto l’amore di sempre
non questo decadere impotente
di pianeta senza musica
nell’odore di cemento e impalcature fatiscenti
Ma non lo vedete?
Scorre il giorno banale
i bar si riempiono senza soluzioni accettabili
le vie se ne vanno per proprio conto
proclamando indipendenza dai palazzi
Soltanto un guizzo veloce è realmente eccitato
da una fogna all’altra accende la vita
oh ghirigoro dello scrivere inutile
Vi amo
Si, perché nessun affabulare è all’altezza
del topo che gode
nessuno ha riprodotto le spalle affaccendate
e non è del tutto scontato che nel sesso
il rosso tramonti col blu
Oh mie gru, puntate il braccio alla luna
mettete in basso il biancore
come scorre sui ciottoli in riva
trovate il modo di nascondere
la meraviglia del mascara, la sofisticazione nelle guance
quel guardare insistente il passante
e cercare profitto in una siepe
Sia benedetto l’amore di sempre
non questo decadere impotente
di pianeta senza musica
nell’odore di cemento e impalcature fatiscenti
Ma non lo vedete?
Scorre il giorno banale
i bar si riempiono senza soluzioni accettabili
le vie se ne vanno per proprio conto
proclamando indipendenza dai palazzi
Soltanto un guizzo veloce è realmente eccitato
da una fogna all’altra accende la vita
Non vorrei più visitare le pietre
per non calpestare i violini. Suonano
per anime, ghirlande e tutto il resto.
Dopo, l’aria del silenzio è la stessa
che viene a notte a coprirci- nessuno
chiamò indietro mio padre da radici di selci
né si attivò una linea segreta.
Quel fumo lento che ruba ciocche ai roseti
senza un sibilo, seguimmo
costernati di perdita.
Se almeno ora vedessi
gli incroci delle sue vie, dove svelto
va a cercare pane fresco per cena
ma è uscito lasciando le chiavi
e la porta getta altre spine
-un legno rinato per poco
appena a spezzarlo, il riposo.
Non è lo stesso il buio
sulle lapidi bianche
del nero che torce la schiena dei vivi
come diverso è il sole
che muove i colori dell'erba
tra le crepe dei marmi.
Occhi aperti dal tempo
vigilano croci spuntate
e l'olezzo dei fiori
inchinati alla terra
nel lamento dei morti.
sulle lapidi bianche
del nero che torce la schiena dei vivi
come diverso è il sole
che muove i colori dell'erba
tra le crepe dei marmi.
Occhi aperti dal tempo
vigilano croci spuntate
e l'olezzo dei fiori
inchinati alla terra
nel lamento dei morti.
Solerte viaggia la mente
Dentro una goccia di sogno
Trasporta pani lievitati e nocciole
A saziare la fame d'amore,
Che irrompe nel petto e chiude la gola.
Quasi fatta d'aria essa stessa,
Filtra tra pulviscolo e respiri.
S'insinua, toglie il fiato.
Pone mesti sorrisi
E pesante resta il cuore.
Non ancor doma di cercare
S'invola tra finestre socchiuse,
Poi si posa stanca su un cuscino,
Ad attendere la notte
Cesellata di stelle,
Per avere ancora sulla pelle
Il profumo di te.
Dentro una goccia di sogno
Trasporta pani lievitati e nocciole
A saziare la fame d'amore,
Che irrompe nel petto e chiude la gola.
Quasi fatta d'aria essa stessa,
Filtra tra pulviscolo e respiri.
S'insinua, toglie il fiato.
Pone mesti sorrisi
E pesante resta il cuore.
Non ancor doma di cercare
S'invola tra finestre socchiuse,
Poi si posa stanca su un cuscino,
Ad attendere la notte
Cesellata di stelle,
Per avere ancora sulla pelle
Il profumo di te.












