Cerco la quiete e trovo apatia
di quei pensieri gagliardi,
sogni che nell'animo son occulti,
son scrigno di titanica paura;

voglio scoprirmi come albero spoglio,
emancipare da questo buio ego,
volar dalla realtà senza nesso
sino a giungere nell'altro orizzonte.

Bivio mentale privo di segnali,
nel cuore giaciono aitanti ricordi
ne rammento qualsiasi  frammento
mutando in turista di fiumi tersi

deṣìo nel dejavu di quei tempi
li',anche quelle amare delusioni,
sono custodite nel prisco tempio
dove vi è più oro di Re Mida.

Or che son barca sguarnita di remi
vagabondo in dei smarriti sentieri,
oscillo la tra fobia e il coraggio
e il dubbio divenuto timoniere.

Il vuoto regnante del mio spirito
simboleggia una tempesta di vento
di pietà digiunante,soffia forte
d'ostilità  ricco,deriva dona

il rischio capitano del viaggio
l'insicurezza vi è una ospite
ed io,di loro so' battello,vedo
la mia meta distante un oceano.
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Profilo Autore: Vincenzo98  

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