Questa vita è una canzone da cantare in due
Ma ho perso gli accordi nella sabbia e tu non ricordi le parole , cosi questa spiaggia ci accoglie nell'assordante silenzio dell attesa, mentre il vento distratto sfiora il mi cantino.
Hai un foglio bianco io avevo la penna ma sai quanto sono disordinato, forse l'ho lasciata sul sedile polveroso del treno, vicino alla poesia che non ti ho ancora letto, quella scritta senza usare parole ma solo fotogrammi dei nostri incontri.
Forse un giorno me la leggerai dagli occhi permettendo al mondo di scomparire.
Questa vita è una canzone da cantare in due, ma ho perso gli accordi nella sabbia e tu non ricordi le parole, però ho ancora l dita anche se non tutte funzionano bene, quindi facciamo così, io inizio a suonare,tu chiudi gli occhi e lascia che le note tocchino il fondale, perché quando succede ti senti scuotere dentro e le palpebre diventano lo schermo di un cinema all'aperto su cui incessantemente si susseguono quei fotogrammi di cui ti parlavo.
Continuerò ad arpeggiare sulla piega delle tue labbra che sorridono fino a quando con le prime luci dell'alba, ne sono sicuro,ti tornerà la voglia di cantare.
Ma ho perso gli accordi nella sabbia e tu non ricordi le parole , cosi questa spiaggia ci accoglie nell'assordante silenzio dell attesa, mentre il vento distratto sfiora il mi cantino.
Hai un foglio bianco io avevo la penna ma sai quanto sono disordinato, forse l'ho lasciata sul sedile polveroso del treno, vicino alla poesia che non ti ho ancora letto, quella scritta senza usare parole ma solo fotogrammi dei nostri incontri.
Forse un giorno me la leggerai dagli occhi permettendo al mondo di scomparire.
Questa vita è una canzone da cantare in due, ma ho perso gli accordi nella sabbia e tu non ricordi le parole, però ho ancora l dita anche se non tutte funzionano bene, quindi facciamo così, io inizio a suonare,tu chiudi gli occhi e lascia che le note tocchino il fondale, perché quando succede ti senti scuotere dentro e le palpebre diventano lo schermo di un cinema all'aperto su cui incessantemente si susseguono quei fotogrammi di cui ti parlavo.
Continuerò ad arpeggiare sulla piega delle tue labbra che sorridono fino a quando con le prime luci dell'alba, ne sono sicuro,ti tornerà la voglia di cantare.
2 commenti
Dolce fregiarsi di vento
nelle notti in caduta nel nome di un Dio
ai loro riguardi
adorano miti
tributo in quel sole di fango
Celebrano l'odissea
nelle macerie di loro
gaio e' il traguardo
nel bel gesto d 'autore
Rimane veleno ora...
quello che è stato violato
triste è l'inchino
tra comparse e fanfare
Resta ...
mio dolce Amore
nello spergiurare ogni odio
Settembre vive
negli astri che non hanno sipario
in ogni tua rosa
che di spine non vuole morire!
nello spergiurare ogni odio
Settembre vive
negli astri che non hanno sipario
in ogni tua rosa
che di spine non vuole morire!
E volere volare sopra l’imprescindibile
verdi velluti a distesa - implacabile bellezza -
plasmati da vorticosi venti
e giallo, così abbagliante da sopraffare
Sapresti dirmi se un girasole piange
quando la stella va a dormire?
Campagne impazzite di colori
verdi velluti a distesa - implacabile bellezza -
plasmati da vorticosi venti
e giallo, così abbagliante da sopraffare
Sapresti dirmi se un girasole piange
quando la stella va a dormire?
Campagne impazzite di colori
e un ondeggiare lieve accompagnava i baci
Nell'imbuto che versa il tempo
da un universo all'altro
io precipito scomposto
nel tronco di cono in basso
e tu stai
- perché di te vedo la luce -
precipitando dal tronco di cono dell'imbuto
in alto.
Ti ritroverò nell'altro, lucciola o sole,
cura della mia acluofobia.
Non sarà l'altro, diverso da questo, ma
quantomeno non causato da un big-bang scoppiato
tra le mani di non so chi.
Ti aspetto.
da un universo all'altro
io precipito scomposto
nel tronco di cono in basso
e tu stai
- perché di te vedo la luce -
precipitando dal tronco di cono dell'imbuto
in alto.
Ti ritroverò nell'altro, lucciola o sole,
cura della mia acluofobia.
Non sarà l'altro, diverso da questo, ma
quantomeno non causato da un big-bang scoppiato
tra le mani di non so chi.
Ti aspetto.
Cammino lentamente senza sosta
nel bosco dove vi regna silenzio,
volano delle foglie verdi assenzio
dal vento che alla quiete s'accosta,
d'incanto la calma del luogo si sposta,
mutando in pioggia priva di licenzio
e con i miei curiosi occhi evidenzio
la tristezza che gli è stata imposta. (Al Bosco)
nel bosco dove vi regna silenzio,
volano delle foglie verdi assenzio
dal vento che alla quiete s'accosta,
d'incanto la calma del luogo si sposta,
mutando in pioggia priva di licenzio
e con i miei curiosi occhi evidenzio
la tristezza che gli è stata imposta. (Al Bosco)
In realtà quando te ne vai me ne vado.
Me ne vado non appena giri l'angolo ed il mondo nascosto arrossisce sul tuo volto.
Oppure quando hai gli occhi dipinti di malinconia
ed io non so riportarti al presente.
Nell'istante in cui vedo che i panni cuciti
dalla vita sulla tua pelle diventano troppo stretti,
mettendo in pericolo il tuo sorriso
e quindi la mia felicità, me ne vado.
Anche io come te riporto l'anima tra le ciminiere delle fabbriche per posarlasui sacchetti dell'immondizia semiaperti,
levo le radici dalla terra lasciandole seccare sull'asfalto,
se sono accanto alle tue.
Perché non posso esser spirito fino a quando sarai carne e non potrò esser giorno fino a quando sarai notte.
Ho un deserto di silenzi tra le mani che sarà sorgente se tu sarai parola.
Se quando me ne andrò, tu verrai via con me.
Aquila fiera dal volo maestoso,
Indomita sorvoli su noi,
Ti riempi di vento,
E nel tuo planare,
C'è il respiro del tempo,
E dei tuoi avi il ricordo.
Sulle rocce antiche
Forgiate dalla pioggia,
Deponi i tuoi artigli in attesa.
Nel tuo sguardo una fiamma riluce,
E il rostro ricurvo che incute,
Ti fanno più dura.
Incantesimo e magia
Ti sono sorelle.
Non hai limiti, lo spazio ti ricopre e ti assembla.
Ora..
Sospinta solo da penne e ossa fragili
Cancellando gravezze e gravità,
Nessuna folata dividerà il nostro volo.
Fianco a fianco,
Sarà aria e cielo, sarà libertà.
Indomita sorvoli su noi,
Ti riempi di vento,
E nel tuo planare,
C'è il respiro del tempo,
E dei tuoi avi il ricordo.
Sulle rocce antiche
Forgiate dalla pioggia,
Deponi i tuoi artigli in attesa.
Nel tuo sguardo una fiamma riluce,
E il rostro ricurvo che incute,
Ti fanno più dura.
Incantesimo e magia
Ti sono sorelle.
Non hai limiti, lo spazio ti ricopre e ti assembla.
Ora..
Sospinta solo da penne e ossa fragili
Cancellando gravezze e gravità,
Nessuna folata dividerà il nostro volo.
Fianco a fianco,
Sarà aria e cielo, sarà libertà.
… fossi nato da te
non dal tuo ventre
neppure dalle tue mani
o sotto le tue ciglia
ma dalla tua bocca…
avrei posseduto il mare
dalla tua lingua;
l’incanto della tua parola.
Mi sarei Intrattenuto
nel tuo recinto
dove nascono le correnti
per ascoltare l’oceano nell’aria;
camminare poi
sulle pareti in fiore
della tua bocca
e scavare un passaggio sotterraneo
e sbucare così nel tuo cuore.
Mai avrei assaporato
il contorcimento improvviso
della luce dei tuoi occhi.
Se fossi nato da te
non avrei lasciato a nessun altro
il sapore della tua pelle;
sarei divenuto
il dissidente sulle tue labbra,
il ribelle di mani non mie;
avrei reso un agguato a chiunque
avesse desiderato
attraversare il sentiero del tuo sguardo
Se fossi nato da te
tutto il mio amore
lo avresti trovato
nel lungo,
interminabile respiro mio
uscito da te.
non dal tuo ventre
neppure dalle tue mani
o sotto le tue ciglia
ma dalla tua bocca…
avrei posseduto il mare
dalla tua lingua;
l’incanto della tua parola.
Mi sarei Intrattenuto
nel tuo recinto
dove nascono le correnti
per ascoltare l’oceano nell’aria;
camminare poi
sulle pareti in fiore
della tua bocca
e scavare un passaggio sotterraneo
e sbucare così nel tuo cuore.
Mai avrei assaporato
il contorcimento improvviso
della luce dei tuoi occhi.
Se fossi nato da te
non avrei lasciato a nessun altro
il sapore della tua pelle;
sarei divenuto
il dissidente sulle tue labbra,
il ribelle di mani non mie;
avrei reso un agguato a chiunque
avesse desiderato
attraversare il sentiero del tuo sguardo
Se fossi nato da te
tutto il mio amore
lo avresti trovato
nel lungo,
interminabile respiro mio
uscito da te.
Tempi di marionette, i fili collegati al soffitto,
i pupi invece stanno al muro, in vendita
al miglior offerente. Chi alza il sinistro,
chi il destro e viceversa, tra un gesto e l’altro
non c’è più differenza, l’astinenza dalla libertà
è già nei libri di storia, la gloria della pestilenza
dura quanto un battito di ciglia, assomiglia
alla foglia morta che volteggia nell’aldilà.
E se è vero che infine un riscatto ci sarà,
che è nei geni dell’uomo farsi guglia
dopo aver sfiorato l’abisso, sarà resistenza
un’altra volta quando scopriremo la cecità
di chi scrive solo al presente. Il baratro
sfiorato sarà oscuro solo per il cuore maldestro:
vedi, vediamola così, siamo ancora in perdita,
ma ora lo sguardo può tornare diritto.
“Il riso abbonda sulla bocca degli stolti”
ed io stolta sono
e ne vado fiera
che mai si dica di me “donna seria”
con mano a sole unghie laccate
gelata di calli assenti
sorgente di freddo sfregare
Abbondano sorrisi tolti alla vita
Quella di tram
di bus ormai vuoti
di vite senza trama
di dolori ammazzati sotto a un ponte
e tu non moristi fuori
ed io stolta sono
e ne vado fiera
che mai si dica di me “donna seria”
con mano a sole unghie laccate
gelata di calli assenti
sorgente di freddo sfregare
Abbondano sorrisi tolti alla vita
Quella di tram
di bus ormai vuoti
di vite senza trama
di dolori ammazzati sotto a un ponte
e tu non moristi fuori
E tante lodi
alla pacifica vendetta del brachiosauro
il ponte d’ossa
sui turbamenti dell’evolvere.
Da quintessenza, muto
il citoplasma che s’espande:
non s’è negato l’atomo alla scienza,
così una macchia fragile
rivela che l’essenza
-d e s o s s i r i b o-
non è principio, ma un’accoglienza.
Raggiunto il bosco è il cielo il suo riparo
azzurro ancora intatto brilla vivo
quando il respiro fa tremare un faro
e il sale brucia il sonno del sollievo.
Sente il sicuro lui, la furia spenta
nel fumo nero al letto di metallo
nel sangue del fratello al cimitero
di Castelrosso, al prato del pastore.
Poi il nero-solo-nero come il cielo
e come i guanti stretti sul bastone.
Nebbia che cade - punta di un macigno -
la madre che gli tira giù il cappello.
Lontano inverno, la carezza cede
al vento e buio il bacio che ha strozzato.
azzurro ancora intatto brilla vivo
quando il respiro fa tremare un faro
e il sale brucia il sonno del sollievo.
Sente il sicuro lui, la furia spenta
nel fumo nero al letto di metallo
nel sangue del fratello al cimitero
di Castelrosso, al prato del pastore.
Poi il nero-solo-nero come il cielo
e come i guanti stretti sul bastone.
Nebbia che cade - punta di un macigno -
la madre che gli tira giù il cappello.
Lontano inverno, la carezza cede
al vento e buio il bacio che ha strozzato.










