- giacché io già lo faccio ora nei mie sogni
e per questo non vedo l’ora che il sole tramonti-
ti chiedo solo di non usare le mie stesse parole
che ora ti canto nei miei sogni.
Ma quando verrai,
se vorrai di nuovo cercarmi,
non dirmi che ti sono mancato...
che non hai smesso di pensarmi;
non usare qualche semplice schema d’amore,
per rincominciare a prendermi le mani.
Anche se c’è sempre la convinzione che forse
tu non mi cercherai più
perché impegnata nei tanti sogni di uno “sconosciuto”
- che non riconosci essere me -
che ti parla d’amore ogni notte.
Ma quando vorrai di nuovo camminare,
per ascoltare il canto d’amore,
come nel più bel sogno d’amore delle tue notti,
non far arrossire la luce del sole,
come fanno due amanti al loro primo bacio,
quando inaspettatamente ritroverai me…
E quando verrai di nuovo verso me
con la voglia di chiamare finalmente per nome
quell’ uomo che ti parla d’amore nei tuoi sogni,
e mi riconoscerai dalla voce
come potranno i tuoi occhi mentire ai miei occhi
quando capirai che quel “sconosciuto” che viene
a cercarti nei tuoi sogni ogni notte
sono io.
Ti prego però non dirmi che invano ci siamo smarriti;
che avevamo chiuso gli occhi
e per un attimo
perdere l’orientamento di noi due.
Quando riprenderai le mani miei nelle tue
Io ti dirò:
”Lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore...”
Ma io già lo so che tu non verrai a cercarmi
e le mie mani resteranno senza presa anche stanotte.
Io continuerò a
sognarti venire da me
con il desiderio di stringere le tue mani alle mie;
mentre io continuerò a dirti ogni notte:
“lasciami stare,
si è fatto tardi,
ho un appuntamento...
devo parlare stanotte d’amore
alla donna del mio cuore”
di cloroformio
in fondo
è un liquido limpido,
seghetto per fiale
nella bocca
lungo il labbro rosso,
crack di congelamento
sulla rotta
Scott Amundsen.
L'ala in fiamme
e lo schianto ,
adrenalina da sbarco
a irrorare
i miei piedi
troppo grandi
i baci freddi
fra mio padre
e mia madre,
comete in fuga
nella gola rimaneva
solo grandine.
La cameretta
in antartide,
quanto ero ingenuo
a far finta di niente,
abbracciare e vestire
quell'uniforme di ghiaccio,
traiettorie e squarcio
nelle rapide sequenze
spazio-tempo.
forse è adesso,
uno sbaglio o un condizionato riflesso....
Cento passi oltre il confine,
là dove c’è casa mia,
con pareti intrise di nostalgia.
La vita è adesso,
l’amore sospeso,
un debito da pagare con il cuore.
Guardi avanti e non torni più indietro,
di mistero è scritto il domani,
insegui ticchettii
che vorresti fermare con le mani,
il tempo corre, non lo puoi fermare.
Così anche se non credi,
porti croci appiccicate addosso,
forse perché la vita
è solo un artificioso paradosso,
dato in dono dal destino.
nella fredda mattina
di fine ottobre.
Il sole cercava spazio
fra la nuvole,
ma la tempesta imperversava.
Dentro di me
un tornado
fa danni, confonde, fa male.
La rugiada della mattina
si confonde
con le gocce che rigano il viso.
La strada é lunga
i pensieri, la rabbia,
il dolore, aumentano.
Ciao papà...
Sei arrivato
al tuo ultimo
viaggio...
La sedia
é rimasta vuota
ancora una volta.
Il dolore ritorna indietro
di molti anni,
uguale con la stessa forza.
Mi consola solo il pensiero
che ritrovi la mamma,
ricordati di portare il mio abbraccio.
Ciao papà...
Fi colori della notte
nel fruscio di malinconie
e mistero.
Vibra lo stesso silenzio della solitudine
il nero tormento del buio,
del vuoto la paura
che dentro ti assale.
… Ma poi la speranza,
l’attesa di una luce
e la gioia della rinascita
a quell’alba nuova…

Quel soffio di vento
che unì le nostre essenze
con una melodia di canto primordiale
percorrendo il canyon della nostra pelle
allacciò le mostre vite
congiungendole
in amalgama di pensieri e d’intenti
in cui sole e nuvole
furono la nostra scrittura
mentre le nostre voci
divennero stretto nodo
emanante vibrazioni
scaturite da profondità inesplorate
da cui ancora fuoriescono emozioni
ad un ritmo
che si rispecchia nelle nostre iridi.
Noi due sotto la rima aulica del cielo
navigando tra le rive delle nostre braccia.
Quando in noi il tutto si fa plumbeo
se il suono di un vento
non coglie calore
per dartelo
per non farti gelare
il sangue quando
il silenzio si fa sentire
che non vuole proprio
saperne di renderti felice
come una fiammella delicata
che desidera essere alimentata
per restare a lungo accesa
sforzandosi di scaldarti
finchè non ha finito di bruciare
quella piccola sopravvivenza
legata ad un piccolo moccolo
Se me l'avessero narrato
di una notte insonne
di questi occhi sconosciuti
che mi avrebbero inondato l'anima di fiori
e raggiunta alla foce del desiderio
se mi avessero raccontato questa favola e i suoi intenti
la sua morale indistinta
il suo corpo e la stola con cui mi ricopre
tela e fondo di un cobalto immemore
non avrei creduto al suo nero sfondo
occhi che di madreperla mi vestono
e m'intonano i loro segreti
nella benedizione della carne e dei seni
perpetuo moto del tuo corpo nel mio
in cerca dell’ignoto e dei suoi segni,
del brodo dell’origine, dell’argine celeste,
della lettura telepatica dell’anima
nella distensione dei sensi. E i quadrati
dei cateti uguali a quello dell’ipotenusa,
-geometrie triangolari a rischio implosione-
i lati della realtà, ogni nucleo è denso
prima della sottrazione d’energia. Corpi
a contatto come torce, l’incandescenza
è il reato, la macchia sullo stato di quiete.
Perché chi ha sete deve bere alla fonte
dell’acqua del piacere, delle sere nel peccato
della trasparenza, fuochi che cambiano colore
all’esistenza, giochi d’amore nella vasca
con l’acqua ad amplificare le vibrazioni della pelle.
E stelle sul cruscotto del cielo, anni luce
distanti da ogni palpito, eternità in un bagliore.
le iridi illuminate splendono
ed il sogno cambia loro il colore.
Strati di cielo su cui invento stelle cangianti
per sopravvivere all'oscurità
matrice d'ogni inquietudine
mentre i ricordi son onde di un antico oceano
che tornano flusso impetuoso nel cuore
e mi naufraga - la pioggia - sulle labbra
contratte, dispiaciute.
I sogni sono solo macchie abbozzate
ellissi imperfette come carezze negate
Ricordi - solo ricordi !
Vento solo vento
- nel nostro mondo- di sopra;
- l'incanto è rotto...ma la memoria reclama!
Sulle valli assolate,
Tintinnii di foglie gialle
Suonano melodie.
Strappi di cielo
Tra nuvole amare.
Continua il viaggio della stagione,
Arrossata da sentimenti e cuore.
Sotto il vento che scende a valle
Carico d'odore di legno e parole
C'è una dolce nostalgia
A far spazio nel cuore.
A creare pertugi dove lacrime
Ancora da versare si nascondono.
Ora, la mente riposa
Circondata da assolvenza di nebbia
Che piano sale.
nei miei discorsi confusi
e scuoti la testa
abbozzando un sorriso.
Mi piace mio figlio
che cammina nel mondo
senza chiedermi niente.
Mi piace il mio gatto,
la mattina del sabato
e il venerdì sera.
Mi piacciono le luci
ora che viene Natale.
Mi piace la fame
mi piace la sete,
mi piace l'amore
e l'amore che dona la vita.
Ed infine mi piace
la gente a cui poco interessa
quello che penso e che scrivo
perchè il mondo
non aspetta nessuno e prosegue.
Ecco mi piace
che il mondo prosegua.

Non conto le stelle stanotte
sono stanca di sentirmi osservata
quegli occhi leggono l’anima.
Chiudo spiragli di luce
fuori dalle palpebre
lascio che s’appendano agli uggiosi pensieri,
parassiti che succhiano vita
in ossessivi amplessi.
Non partoriranno nel mio spazio
vagheranno nel nulla
mostrando talenti ai grigi crateri.
Nuovi universi
blaterano fuori dal coro
depositando alienanti pensieri.
Il tuo guanciale deserto
al petto stringerò,
nel conforto dell’oscurità
testimone del dolore
la clessidra filtrerà il tempo.
Granelli di sabbia gratteranno orbite
nell’intermittenza tra disagi miagolanti,
nude fessure sbirciano con occhi sgranati
il lento scivolar delle ore.
Nelle notti di perenne disagio
il coraggio ha radici profonde.













