Si infrangono voci 
in un infinito di scuro
di colline nel silenzio di luci 
E cercarti in un sorriso
che di verde dona il perdono 
da questo sepolcro 
nel tramonto di mattine 
che di parabole
non sanno asservire 
Le visioni
e il tuo tremare nei sogni
nel conforto di sguardi
dove si adagia il presente
e di aria nuova
si svela il tuo viso!
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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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Sì fosse n'auciello 'nun me sentesse perzo, 

pecchè sapesse sempe truvà ll'esatto verzo.

'Ncopp'â 'na fenestella comm'â n'angioletto, 
te cantasse 'na canzona piglianno 'o do di petto.

M'appresentasse a tte come 'nu cardillo giallo,
pe te da 'nu vaso ncopp'â vocca toja 'e curallo.

Zumpettianno zumpettianno te desse 'nu murzillo, 
senza te ne fa addunà 'npont'ô naso pezzerillo.

Mentre tu m'allungasse quacche mmullechella 
te desse 'nu pezzechillo 'ncopp'ê mmane belle.

Si fosse n'auciello cinguettannete ammore, 
te cantasse 'e ccanzone c'aggio scritto c'ô core.

Si fosse n'auciello che mme firasse 'e cumbinà:
cu murzille e pizzechille te facesse 'nnammurà...

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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Nostrum
il mare
lieto quell'ammarare
esotico il momento

il bagno di sudore
filtra lo schiumoso agitare

penetra

fino al fondo del suo stare
di bagliori luci e raggi
illumina

ipnotizza

mette in dispensa
quella calma
sopraggiunta

lui che non ha modo
di far altro

intanto
il mondo pensa
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Scriverò di te
quando l’ultimo scalino azzurro
dietro me perderà colore
per frantumarsi sulla terra.

Giunto alla regione estrema
mi sdraierò sul feto d’una nuvola,
inizierò a girare il nastro
e ti vedrò a colori.

Scriverò di te
sulle sfere del nuovo ossigeno.
Narrerò del nostro amore
e ne descriverò i colori.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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donnevino

Al chiar di luna vorrei cogliere l’artemisia
per preparare una magica pozione
che ti riporti a me, mio diletto.
Di dolce assenzio m’ inebrierei
nell’attesa del tuo ritorno,
un calice colmo ne berrei.
Potremmo brindare insieme quel giorno.
Ecco che la luna dispettosa
s’adombra e va a seguire la penombra,
s’ammanta del suo velo scuro,
mi rimane solo la paura
di quel buio che rimbomba
sussurrando un silenzio senza eco,
d’un tempo senza tempo che fu.

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Profilo Autore: genoveffa frau  

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Sciolta nel vortice -spirale d'amanti-

fumo la sete dei giorni tardivi, irrequieti

che la frangia d'aria porta al mio esserci ancora...

dove si potevano mangiare anche le fragole,

more, lamponi

dove tele tessute in giornata impaurivano mani

Codarda lasciavo la temuta presa

e in me solo il brivido di pericolo e del “farmi senso”

allontanava bramar di sapori

Erano tempi persi d'estati ancor pargole

ove ogni giorno era un morso alla vita

sciacquandomi esso d'acqua in fontana




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Profilo Autore: Aita Carla  

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Troppo rumore che tormenta l'anima 

troppe parole che inquinano il cuore

Umanità accatastata e incattivita 
difficile non accumulare inutili oggetti 

Troppi pensieri per i nostri diversi colori 
siamo tutti sulla stessa barca chiamata terra 

Silenziosamente
ricordo il tuo sorriso e il canto della ninna nanna 

Silenziosamente
ricordo il pesco e la mia manina che raccoglieva

Silenziosamente
ricordo una panchina e tu che mi dicevi ti amo


Non mi resta che rimanere in silenzio 
e sperare di rinascere migliore.

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Profilo Autore: Barbara  

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Cosi la notte
lentamente sfuma i contorni
senza parole
una luna tonda immerge i pensieri sui tetti.

Si chiudono le finestre
pochi sguardi dai vetri

hanno l'odore
dell'erba bagnata .


Nascosto il temporale
rimane poesia

in una goccia .


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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Prendevo un tempo perso
e sognavo pupazzi e templi d'amore.
Correvo e lasciavo scie di sogni
dietro ruote infangate.
Le ore del tempo erano fragili
nei miei momenti del tempo perso.
Vivo ancora nei mille percorsi
del Sole di marzo,
vivo nelle scritte pietre dei nomi,
nelle sonorità dei moli,
nelle eternità delle smosse mani.
Conto le rughe del volto
e siedo sui gradini del mio monumento,
siedo nel tempo d'un secondo empio
vittima di passato scempio.
E sognavo di pupazzi e fili
nella valle dei templi
fra mari e sentieri di terra,
nelle scritte d'un istante di guerra.
Morivo nelle zolle aride,
nelle fila di glicini appesi
al sospiro dell'Oriente.
Morivo nei profumi delle parole scritte,
mentre un carretto trasportava le grida del mattino.
Morivo lentamente nella valle delle sentenze
lasciando sgretolare ogni lembo di pelle
dalla tua voce lontana,
dalla tua mano sanguinante.
Ora sono polvere bagnata dalle piogge inesistenti
nel mio tempo perso,
ora sono canto d'amore,
nel rivolo d'un sorriso inesorabilmente disperso.

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Profilo Autore: Giancarlo Gravili  

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Ti vedo sola e tremante li fuori
che bussi inerme ai miei pensieri.
Non temere, entra nel mio cuore,
nel tuo mondo tira vento,
si, dico a te... a te che stai leggendo.
Lo so, è la stagione del silenzio,
quindi non farò nessun discorso,
non servono parole
per disarmare l'orgoglio
e scacciar via il dolore.
Avanti, vieniti a riscaldare,
non senti anche tu il calore dell'amore?
Basta un sorriso, uno sguardo sincero,
qui c'è la cura per ogni paura,
la spiegazione per ogni incomprensione.
Abbracciami, abbracciami adesso,
che la vita si dilegua senza dar tregua;
ti dirò tutto senza uso di parole,
ancora una volta ti donerò il mio cuore.
Dai, fai presto, che la notte incombe,
stringimi con la luce del Sole
e avvolgi l'infinito del mio immenso amore.
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Profilo Autore: Vito Marco Giuseppe  

Questo autore ha pubblicato 117 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Come un mare infinito, 
ti donerò la mia dolcezza.
Sentirai le onde arrivare
ad accarezzare i tuoi piedi.
Il sole accarezzerà il tuo viso
e illuminerà i tuoi occhi.
Ti fermerai la sera
a guardare le stelle,
pensando all' infinito.
Con un dolce sussurro arriverò
e finalmente ti abbraccerò!
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Profilo Autore: Passione infinita  

Questo autore ha pubblicato 181 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Il crepuscolo dipinge le primule

ciò non basta per esaltare

la tua graziosa pelle di seta

bambina tenera, creatura serena

io e te soli in questa capanna

nella favolosa foresta incantata.

Fuoco che sostenta il mio demone

crepitio che rilassa il mio angelo

resta coperto piccolo amore

si innalza la luna ma scende il gelo.

Dalla finestra osservo il concerto

lupi che cantano la ninna nanna

scruto un riflesso sul vetro appannato

mi gratto la barba, il respiro si affanna

sul ritratto dell’innocenza

che giace sola e senza peccato.

Aiutami Dio, è così bella

distoglimi da certi pensieri

il suo corpo non voglio toccare

tengo a bada gli impulsi più neri.

Sono un amico, l’orsacchiotto peloso

“il letto è grande, fammi scaldare,

ho tanto freddo senza i vestiti”

tu non ascolti e continui a dormire.

Un tepore mi circonda il corpo

sotto lo strato di questa trapunta

profumi di pulito, forse lavanda

così nell’ intimo la mano tramonta.

Cogli l’essenza dei miei sussurri

sogna pure, dolce fanciulla

soffice è il lobo tra i denti adulti

dinanzi al tuo viso, la furia vacilla.

Potrei mai causare tanto dolore?

Non oso lasciarti un brutto ricordo

svegliati adesso o divento babau

intorno a noi due, il mondo è sordo.

Premi là sotto, così recito un verso...

sono il bruno Ted, un cucciolone

e se a volte mordo la guancia,

serve a stimolare una lasciva passione.


Scusa mondo, se ti tratto male

perdonerai il fare codardo?

La rabbia urla e lacera il cuore

colpevole fu quel porco bastardo.

Con la  fragranza di carogna

il lercio orco sporcò la purezza

dei miei primi otto anni di vita

madre mia, chiedo venia

allora dicesti “stai nei paraggi”

ma non ascoltai e fui rapita!

Brucia all’inferno fosco signore

assieme ai tuoi spettri, calati giù

riposavo per finta: troppa paura

ma nei giorni a venire ne feci virtù.

Proprio così viscido infame

fingo ancora, per il bene altrui

marito e figli non voglio ferire

“sogni d’oro” mi dicono in coro

per i loro occhi, sono felice

serro le palpebre senza dormire.

Farei della notte, agglomerato di incubi

il tuo ricordo rimane indelebile,

sono segnata finché ho coscienza

legata a una mera condotta irascibile.

Scusa ancora mondo

ma fatico a tollerare

persone nella mia situazione

in cui si affezionano al rapitore.

Una sindrome strana

accettata dai giornalisti migliori

Invece io non trovo pace

finché l’uomo nero emette respiri.

Un’ultima cosa, mondo paziente

dico questo e passo al congedo

sarò banale, poco mi importa

i genitori e tutori stiano attenti...

“Per quanto possa maledire l’esistenza,

sono fortunata a guardare la luce del sole

un autentico immenso privilegio

che non è stato concesso a tutti”.

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Profilo Autore: jostance  

Questo autore ha pubblicato 73 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Sale il vento fra i salici
parla di un amore che è nato per caso,
è nato tra le rocce del tempo
e si è sciolto nell'aria.
Due cuori, un solo battito,
insieme trasportando emozioni,
trasportando difese.
E nello spazio si uniscono
tremando come minuscole foglie,
sono come piccole voglie,
sono germogli nuovi nell'antica vita.
Ricoprirlo di muschio per non farlo morire,
resterà soltanto mera utopia.
E' nato così....dentro a uno sguardo condiviso.
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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Raffiche di cuore sparse

su un pianto di giglio

e parole d’inverno,

il grano dei tuoi occhi rivedo

in questo tramonto al desiderio

caduto, come germinar d’universo,

sui seni labiali del mio deserto.

 

E tu,

confessati all’immenso,

ricuci capoversi d’emozioni

e taceranno zigomi di cielo,

scribacchino lunari feriti

dai disegni di uno zefiro,

respiro spiccioli di noi,

caffè caldo dimenticato

al molo dei pensieri.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

 

Sono cheti i giorni in cui l'Immenso impera

ciglia gialle a voler vedere il sole

quello di vita in ansia

e non sei tu la preda.

Ci si lecca allora come gatti le zampe

su inaccessibili ferite d'altri -su proprie non c'è fretta-

e la potente arma degli dei è posata a terra.

Velato é lo sguardo in vendemmia d'anticipo

bianche le colombe verso il tempio

senza catene al chiudersi

senza alloro le tempie.




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Profilo Autore: Aita Carla  

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