Lei era senz'altro un altro mondo.
E stata la prima che mi ha toccato il cuore
e adesso io soffro per Lei per amore.
Dovessi descrivere a tutto quello che abbiamo passato
non basterebbe un racconto narrato.
Lei non era follemente innamorata di me
lo è stata in piccoli vari momenti in cui ero solamente suo
lo era forse un giorno su tre
Ma voleva eccessivamente farmi scudo.
Lei era curiosità, era complessità per la mia mente
tremo solo all'emozione di esserle stata affianco
nonostante Lei ormai era già forte all'abbandono
tanto che non gli serve perdono.
Avrà chi vorrà perché Lei è bella può avere chiunque
ma è testarda in amore e con qualsiasi altro uomo non arriverà mai al dunque.
Nella vita avremo altre strade ma Lei è stato il mio primo amore lei non lo sa e non lo pensa
ma io ci penso tutti i santi giorni anche se ripenso di essere stato preso in giro.
Ti amo Francesca.
Sparecchia pure
l’orizzonte dei miei occhi,
sgridali di baci sospesi,
appartali come un battito d’ali
nell’orchestra dei silenzi.
Neve di cristallo trascrive
fame di sterlizie
abbandonate sul cuore
e stringo un compleanno
d’anima e d’aferesi
ed un pianoforte scolpito
di pioggia e d’aurore
ruba le sottane
d’alfabeti e dividendi:
sarà una lanterna
perduta nel vento
a ridarci l’amore.
Profondo è il pozzo dietro casa.
È il mare d’inverno
- o d’estate, fa lo stesso.
Profondo è un crepaccio tra i ghiacciai
-ma è troppo freddo non ci vado mai.
Le parole invece sono leggere
ci girano intorno
e se le sai acchiappare
puoi metterle lì sulla carta
e subito diventano piatte,
ridicole se le ripeti a lungo.
Vuote.
Profondo è un bicchiere
che inghiotte tutti quelli
che vi si affacciano.
È un cielo spalancato.
Un oceano scuro
e non ti salvi
neanche se sai nuotare.
e questo posso offrirti, è pregno
d'amore, di lacrime e bene.
Non ho altro da darti che la mia anima ammaccata,
a volte stanca altre volte felice,
perché parla di te.
Non so quanto può essere abbastanza,
per ricoprire le mancanze, le delusioni,
non lo so come posso convincerti a capire,
a farti sentire e provare, non lo so...
Cerco invano, cerco un appiglio per farti
arrivare tutta la mia ricchezza che è poca cosa,
ma è tutto quello che possiedo, e a te lo darei..
Forse l'ho già dato e tu ancora
non lo sai...
Com'era mite l’aria della baia
Per noi fu alba, prima che sorgesse.
il mare luccica
la luna bella si veste
e ammira le navi
che si allontanano
dal suo porto che saluta
La quiete regna ed il sogno
canta la ninna nanna
dove sembra non esserci tempo
ma un vuoto assoluto
come se la vita procedesse
dimenticandosi di tutto
del compito che ha
nel suo esistere
dentro la sua complicata evoluzione
in venti che soffiano forte
Cadi nel mio silenzio
io ti raccoglierò
tra le parole chiuse
dietro le mie labbra
e nel mio cuore,
e non temere urto o ferita.
Ma lasciati andare,
serra gli occhi
per vedere all'interno.
Per me, per un solo attimo
rinnega il caos fuori.
Vieni nel mio vuoto.
Il volo è grande,
fidati delle mie braccia.
È l'unico modo
per raggiungermi
nella valle che celo.
Ma nell'apparente abisso
come un sole inatteso sorge
più luminoso di mille giorni insieme.
Ha nome amore
e vince le tenebre.
Anche quelle nello specchio.
devono avere adesso nuovi siti
per celebrare al meglio i fasti
d’una bellezza che non va dispersa.
La città dove tutto si confonde
dia spazio ai metri quadri dell’amore,
al fascino dei suoi miglior segreti,
ai prati incolti dei bambini d’oggi.
In questo tempo che massacra le ore
e malandrino sfiora i seducenti cuori,
in questo tempo di presuntuoso millennio
rischiamo di morire vivi, di dimenticarci.
I colori, ammuffiti nell'indifferenza.
Le beatitudini, cancellate dalle agende.
Scolorano, le macchie dei pittori preferiti,
eppure continuano a mostrarmi visi di Vergini.
Il mare, il cielo e l’albero di ciliegio
sono ancora splendidi, immobili primati.
I veli di infinite Madonne vorrebbero aliti
e non gli occhi della morte o dei gettoni d’oro.
Rammenta la notte, vestiva da infante
era solo e scioccato, in quella radura
gli ululati, ancora gli gelano il sangue
tornando in quel posto, prova paura.
Ti sbagli, ormai è cresciuto
storie semplici, di stupide favole
analizza tutto e concorda con me
guardando la luna ne è consapevole.
Allora forza, caro mio saputello!
con fare altezzoso, prova a smentirmi
nasce il panico, in quell’ascensore?
dammi risposta, se vuoi che mi calmi.
Chiudi la bocca, così lo spaventi!
chiede aiuto alla logica, respira per bene
fu bloccato là dentro, da adolescente
ora è adulto e affronta la situazione.
Porta rispetto, non sai con chi parli!
scrutando una sconosciuta, la libido sale
annusa il suo corpo maturo, in sala d’attesa
nostro padre la battezzò: pulsione sessuale.
Silenzio, ignorante primordiale!
esageri, a nominare il maestro
non desidera la donna, come intendi tu
ammira la sua bellezza e nient’altro.
Adesso lo istigo, spocchioso damerino!
un altro impulso sta affiorando
guardando un arrogante negli occhi
vorrebbe ammazzarlo, senza riguardo.
Sei un torrente di lava, un assassino!
temo per egli e voglio salvarlo
ascolterà colui che supera l’ego
nessuno ucciderà, giacché posso aiutarlo.
Avete ragione, non c’è dubbio
Io vi ascolto, ma datemi tregua
i lupi mannari sono invenzione
tornai in quel luogo per verificare
se la fobia che sembrava fondata
avrebbe tormentato, la mia condizione.
Io vi ammiro per il coraggio
nel dire sempre ciò che pensate
trovo assurda una cosa, sappiate
è la severità con cui reagite.
Io vi imploro, non discutete
quando lo fate, resto coinvolto
sale calore, guardando il sesso debole
ma da tempo, il controllo ho accolto.
Io vi detesto, incuranti ciarlieri
sempre restii a mostrare la faccia
martelli forte, ganimede furtivo
la primitiva incudine invece minaccia.
Io vi giudico, ma non oso contraddire
siete le istanze a cui devo tutto
affronto la realtà in balia di me stesso
con voci pedanti in un irruente duetto.
Io vi capisco, volete più spazio
qui fuori però, serve equilibrio
parlo con te, magma indispettito
potrei mai commettere un omicidio?
In principio, ricordo, eravate più teneri
restate vigenti, non facendomi esimere
Io abito in voi, Voi dentro di me
e fino all’epilogo, dovremo convivere.
Nella mia casa ricordi consumo
a tratti percepisco il tuo profumo
Sulla mia pelle i tuoi brividi avverto
la tua lontananza ho sempre sofferto
Nel silenzio ricavo la tua melodia
quando la brezza faceva armonia
Mi manca il tuo blu immenso
in questo ricordo così intenso
Quando la luna era in te specchiata
io mi sentivo come da te amata
A tratti la tua rabbia infuriava
rispettosi la tregua si sperava
Vortice di vita lasciami stare
fai in modo che io riveda il mare
pomeriggi assolati al sapore di mare .
in una goccia.

dal Web

Lande incandescenti attraversai
inciampando in sentieri tortuosi
trafelata ma col cuore colmo di forza
alla meta prefissata giunsi.
Non issai bandiere
non innalzai trofei
nella valle del silenzio trovai rifugio
beandomi della conquista.
Non dovevo dimostrare niente ad alcuno,
solo compiacere la mia anima.
Celai la gioia per pudore
non per viltà.
Chi troppo vuol apparire
esibendo falsità
calpestando altrui anime
è figlio d'inganno.
Mi chiedo come possa gioire il suo misero ego.
La notte osservandosi allo specchio
vedrà riflessa un' abominevole essenza,
frutto evanescente del suo nulla.











