non sostiene la speranza che arriverà
fra le dita passa il tempo senza segno
dentro l'anima scivolano e fuggono
i giorni senza freno
T’assenti dall’anima mia,
riverbero di giglio abbandonato
su un palcoscenico di ghiaccio
al crepuscolo del mattino
ed il silenzio accoltella il tuo nome,
ansima danze di cuore spento,
allerta le corrispondenze dell’incerto.
Amanti derubati dal respiro del tempo,
naufraghi fra stelle di carta,
petali solitari di un bacio caduto
sulla battigia del ciel di giugno,
t’assenti dall’anima mia,
t’aspetto fra le ciglia del vespro
in questo capoverso d’amore e silenzio.
la via della luce si confonde.
Sarà colpa del costante subire
l’assenza di brezza incantatrice
invocata più volte e a gran voce
per salvare le rovine del cerchio.
Accade sotto gli occhi di sempre
- puri come rondini allo sbando -
impreparati al dominio sulla scena
della vita smascherata ambigua.
Intanto il garrìo si chiama urlo
e monta l’ancestrale eco della paura.
di una sfuocata mattina di primavera
il tremore del mio polso
sparge parole in una rima
hai lasciato il tuo cappotto di ricordi
a me
ma il loro peso è troppo grande
per sentirci liberi
la luce del nostro affetto
sta lentamente scemando
mentre una pioggerella cade
su una triste solitudine
svegliatasi in un giorno scuro
andata via nelle pieghe della vita
diversi amanti attraverseranno
la soglia del tempo
l'aria verrà scossa da rabbiosi pugni
tengo sempre le parole nella mia tasca
vecchie monete da inserire
in un arruginito jukebox di poesie.
si aprono nel profumo del bosco.
Cinquettii fitti, sono chiacchiere tenere,
tra il muovere piano degli alberi ondosi,
nessun passo può disturbare il silenzio
e l'avvolgente suo richiamo.
Tremuli fiori dal leggero olezzo hanno
invaso il sottostante, come piccoli soldati
Alte le cime, sono riparo e protezione
a quel mondo sconosciuto.
Cattedrale sei, nostro rifugio
che sotto frullo d'ali riposi.
racchiuse negli scrigni delle fate
venute per vedere da vicino
capriole fatte da un bambino.
- Allora, è vero! In noi tu credi!
- Perché mai io non dovrei?
- Ma siamo sogni, soltanto sogni!-
- Vedo il cappello e la bacchetta tocco!
Avevano il sorriso delle madri,
la leggiadria di limpide fanciulle,
i colori della festa quand'è festa
e del c’era una volta, la bellezza.
Voleranno le aquile di nuovo
sulle vette ormai dimenticate
e con loro gli esultanti gabbiani
sul mare della non solitudine.
Canterà il coro dei nostri angeli
or tramutati in icone incorniciate
e invece da lì vorrebbero uscire
per dimostrare quanto sono veri.
È tempo coniugato al futuro,
il tempo di speranze non evase,
frantumate nell'oggi che corrode
un accenno delle dolci nostalgie.
C’era una volta, diremo anche noi
e non per raccontarci altre fiabe
ma per datare quel culmine dei grigi
nei quali rischiammo di annegare.
in questo labirinto
nessuno è al sicuro
esseri cadono
smortano le luci
rinascono
sotto un'altra forma
di vita anomala
Penetra la pece
ed il corpo sparisce
e lontano scorge
gente amareggiata
Nessun motivo per invidiare
treni aerei macchine
che rincorrono un tempo
molto rapido
in uno schianto
nelle nubi volando
dove il silenzio tace

Sognare, volare,
le vetrate, la vita in sogno in un acquario
voci e fuochi lentamente si sono spenti
nell'onda lunga e i pesci grossi,vivono.
Lo chiamano braccino corto del
tennista in vista del traguardo
senza palle, risate a crepapelle
il cavaliere, biscazziere.
Li chiamano suicidi (politici), non era
meglio da soli che in cattiva compagnia
(unico nodo scorsoio per due gole è economia)?
Lo chiamano Conte già decaduto
scopa e paletta, l'uno rompe e l'altro aggiusta,
la vista lungimirante di una talpa.
Si sta tenendo là dietro gli olmi opachi

attraversa il buio,
alla fine del tunnel una mano
viene in soccorso.
Le ombre prepotenti
prevaricano la luce.
Le ombre dentro,
le ombre fuori.
Tenebre creano brividi gelidi.
Corri verso il sole,
aggrappati ad un filo di seta
che fluttua leggera.
Credici, credici fino in fondo.
Non temere l'ignoto,
petali di rosa
volano in una lieve danza.
Il profumo fresco del mattino
una sferzata di ottimismo,
di fiducia.
Attraversa il ponte
che conduce al tuo amore
impossibile.
Lì potrai bere l'acqua
alla fonte del desiderio.
Il suo abbraccio spezza il respiro,
cancella il vuoto assoluto.
Non importa se non parli
la sua lingua,
gli occhi ed ogni parte
del tuo corpo esprimono
la voglia di amare,
senza stupidi divieti.














