Sciolta nel vortice -spirale d'amanti-
fumo la sete dei giorni tardivi, irrequieti
che la frangia d'aria porta al mio esserci ancora...
dove si potevano mangiare anche le fragole,
more, lamponi
dove tele tessute in giornata impaurivano mani
Codarda lasciavo la temuta presa
e in me solo il brivido di pericolo e del “farmi senso”
allontanava bramar di sapori
Erano tempi persi d'estati ancor pargole
ove ogni giorno era un morso alla vita
sciacquandomi esso d'acqua in fontana

Commenti
Però non posso non dirti quanto mi piacciono le tue poesie.
Brava!