Il crepuscolo dipinge le primule
ciò non basta per esaltare
la tua graziosa pelle di seta
bambina tenera, creatura serena
io e te soli in questa capanna
nella favolosa foresta incantata.
Fuoco che sostenta il mio demone
crepitio che rilassa il mio angelo
resta coperto piccolo amore
si innalza la luna ma scende il gelo.
Dalla finestra osservo il concerto
lupi che cantano la ninna nanna
scruto un riflesso sul vetro appannato
mi gratto la barba, il respiro si affanna
sul ritratto dell’innocenza
che giace sola e senza peccato.
Aiutami Dio, è così bella
distoglimi da certi pensieri
il suo corpo non voglio toccare
tengo a bada gli impulsi più neri.
Sono un amico, l’orsacchiotto peloso
“il letto è grande, fammi scaldare,
ho tanto freddo senza i vestiti”
tu non ascolti e continui a dormire.
Un tepore mi circonda il corpo
sotto lo strato di questa trapunta
profumi di pulito, forse lavanda
così nell’ intimo la mano tramonta.
Cogli l’essenza dei miei sussurri
sogna pure, dolce fanciulla
soffice è il lobo tra i denti adulti
dinanzi al tuo viso, la furia vacilla.
Potrei mai causare tanto dolore?
Non oso lasciarti un brutto ricordo
svegliati adesso o divento babau
intorno a noi due, il mondo è sordo.
Premi là sotto, così recito un verso...
sono il bruno Ted, un cucciolone
e se a volte mordo la guancia,
serve a stimolare una lasciva passione.
Scusa mondo, se ti tratto male
perdonerai il fare codardo?
La rabbia urla e lacera il cuore
colpevole fu quel porco bastardo.
Con la fragranza di carogna
il lercio orco sporcò la purezza
dei miei primi otto anni di vita
madre mia, chiedo venia
allora dicesti “stai nei paraggi”
ma non ascoltai e fui rapita!
Brucia all’inferno fosco signore
assieme ai tuoi spettri, calati giù
riposavo per finta: troppa paura
ma nei giorni a venire ne feci virtù.
Proprio così viscido infame
fingo ancora, per il bene altrui
marito e figli non voglio ferire
“sogni d’oro” mi dicono in coro
per i loro occhi, sono felice
serro le palpebre senza dormire.
Farei della notte, agglomerato di incubi
il tuo ricordo rimane indelebile,
sono segnata finché ho coscienza
legata a una mera condotta irascibile.
Scusa ancora mondo
ma fatico a tollerare
persone nella mia situazione
in cui si affezionano al rapitore.
Una sindrome strana
accettata dai giornalisti migliori
Invece io non trovo pace
finché l’uomo nero emette respiri.
Un’ultima cosa, mondo paziente
dico questo e passo al congedo
sarò banale, poco mi importa
i genitori e tutori stiano attenti...
“Per quanto possa maledire l’esistenza,
sono fortunata a guardare la luce del sole
un autentico immenso privilegio
che non è stato concesso a tutti”.

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