certo contraddirti non posso
a negarti questa gioia infinita.
Il tempo di una vita è breve,
breve di più per gli idolatri,
per chi di fiele si nutre,
per chi si avvelena da solo.
Il tempo è compiuto, taci,
ché prima della fine s'abbrevia,
la speranza è certezza sacra,
possa al fine sentire il conforto
di una anonima pur piccola fossa.
La preghiera è ferma, fissa,uguale.
Non domani né ieri,ma oggi all'istante.
In questa estrema pausa tra i solstizi
io l’ho perso, le parole sono già finite,
in cerca di un obbiettivo di un calamaio
con cui scrivere febbrile le mie emozioni.
Ma sotto sforzo taciuto da queste imbracature
sto sospeso tra infiniti fili
sopra ad un abisso la cui paura genera cordoglio
profonda tale da rabbrividire le tante forze.
ci si distingue
dalla massa.
La bocca di mamma,
il naso di papà,
un'appartenenza
che ognuno ha.
Salta all'occhio
un dolce sorriso,
una piccola ruga
che segna il viso.
Che noia le labbra
gonfie fotocopia,
oppure zigomi
sporgenti senza storia.
O gli occhi tirati su
come orientali.
una serie di
immagini tutte uguali.
Ti guardi allo specchio
non sei più tu.
La fossetta del nonno
non c'è più.
che ci riporta indietro
c'è sempre poi
il modo
di vivere dimenticando
tutto quanto
ci ha ferito
denti appuntiti
si avventano
il sangue scorre
ma tu lo cancelli
con quello che hai
una vita risponde
per te ti apre
un varco
e dopo inizi ad assaporare
l'odore pulito che ti circonda
subito non lo senti
quando lo desideri tanto
ma poi pian piano si fa sentire
e riprendi ad ossigenare
i tuoi polmoni
come le vele trasportate
dalle onde che saltano
e dimentichi ogni cosa
con la radio che suona
cioè io... va bene dai, niente.
voglio prendermi un caffè con te.
Ma un solo caffè, diviso in due
e voglio berlo da dove lo bevi tu...
perché io... voglio... o vorrei che tu...
anzi che io... anzi no...
ogni tuo frammento di pensiero,
e voglio scoprire la tua pelle,
e dissetarmi e risvegliare i sensi,
perché mi sei necessaria, per vivere.
E poi, voglio altri caffè con te,
ogni mattino, ogni sera, dopo cena,
e ridere con te e vivere con te,
da ora, cioè oggi... per sempre,
se ti va.
Mi son fermato a guardare
le tue spalle, le mostrine
quel cappello messo diritto
dove il saluto sa finire
Mi son fermato alla paletta
al tuo buonasera di fretta
è il tuo lavoro, i miei documenti
ed ho guardato la pistola
nella fondina che si riposa
ed ho pensato, avrà sparato
avrà colpito oppur dormito
Poi hai nella mano i documenti
arrivederci e vada piano
E quante volte ho forse riso
del tuo operato e quante volte
avrò sbuffato per l’attesa
ed avrò generalizzato
Ma oggi ho capito
che il valore non è sul petto
o nel tuo grado
ma in ciò che ti hanno insegnato
ad esser uomo ad avere un cuore
per aiutare e difendere le persone
dai frutti acerbi
colma il vuoto
appare fittizia...sempre.
- profonda e riflessiva-
La parola non è che fango
misto alle subdole scorie
un becco lungo e affilato
qual dell'averla s'infigge
nella lingua arrotata.
- magica e riflessiva-
La stagione è morta
soffre la mente
ch'è rivale del nulla
la mela marcia si disfa
tra gli spazi dei denti.
Si finge timida e casta
la stagione non ha sipario
ché gli attori sono indecenti.
-magica e riflessiva-
Leccornie di sbavature
saliva sgocciolante
bocche slargate aperte.
Non c'è fama dove c'è fame.
Stacco un petalo all'ombra
che scivola come velluto
oltre il mio corpo.
È come parlare con un sussurro
alla parte più intima dell'essere.
Che non ferisca gli occhi
una lama aliena di luce
mentre mi cullo
nella soffusa sera del cuore.
Questa pace che mi ricrea bambina
e mi accarezza con la dolcezza
di affusolate mani materne.
Un limbo che profuma di fiori.
E il mio accovacciarsi morbido
nell'utero del sogno.
Al fluttuare leggero
le membra vuote di peso,
piene di improbabile infinito.
inizia subito la danza.
Vado in montagna
e scrivo tutto su una lavagna.
Devo fare la valigia,
anche se sono pigra.
Portare un bel vestito,
stando attenta
che non sia scucito.
Poi anche un rossetto,
da togliere prima
di andare a letto.
Mutande e canottiere,
da vendere anche alle fiere.
Se il sole si vede dal mattino,
lo urlerò anche al vicino!
che una volta livida
s'è ribellata agli eventi.
Processo di una rosa
che sboccia al sole.
Ramo, foglie, spine...
e poi la sua bellezza.
Seta bianca è il mio cuore,
che una volta dolente
ha superato gli ostacoli.
Processo di un giglio
che da una lacrima Santa
nacque il suo splendore.
e ti ritrovi distante
con la mente dove
stanca si riposa
a fissare il cielo
che musica splendida
questo quadretto
intonato da una canzone
alla quale volentieri pensi
senti di scioglierti
immersa nei sogni
volando. Ogni parola
si perde, la respingi
sola insieme a lui
che ti abbraccia
Chissà cosa si chiede
ma non importa
perchè felice sei
in quel mondo
incantato ove
ci sono splendide
leggerezze
che comunicano
splendidamente
Ridere ti fanno
sentendo aromi
profumati
di lavanda saporita
… appaiono agli occhi
insulse, ripetitive
- parole vuote -
gettate alla rinfusa
a garantirsi l’esistenza
E’ il delirio del matto: parlarsi, scriversi, rispondersi, in un piatto soliloquio
Entrare, uscire, riapparire, sbrodolare osceni rosari, mentire, recitare… ma
vuota è la platea per questa - falsa - senza attori - Titolo: l’Ipocrita senza Oscar
Non basterebbe un mazzo di carte per cambiarti la faccia
che oggi è donna, domani uomo, ieri giovane, da morto cenere, o
preferibilmente mo no co lo re… MascherApatica, priva di personalità!
- forse fa meno male che ammettere lo stato maniacale -
Il pannello di sughero è pieno di puntine, forato come il tuo stato e… ci sono carte,
doppioni, foto, appunti odiosi, diari raccapriccianti di un’esistenza subdola
vittime, dei, giudici… vittime dei giudici
C’è di tutto - ovunque sparso - come un bazar senza rispetto
e chiodi, per sostenere la vacuità
Borderline… sarebbe troppo onore ma
al bordo della linea di confine
dove la carta cambia
ma il succo non cambia
traspira veleno, aspira veleni, spira
- lentafonia -
(singulti biblici al cospetto
per te che vai in chiesa
e poi bestemmi)
S'annuncia il Giorno
All’indirizzo del silenzio
conobbi spiccioli di giglio
ed un gomitolo di stelle
rimbalzò sul cuor
come rime di un futuro
imbrigliate in nettare di neve.
Ed i tuoi sguardi
erano poesie d’anima
inchiodate ad un tramonto
ed il cielo delle mie labbra
fatica d’una mareggiata lunare
ed io carezzo questo capoverso del tempo,
son arpa dell’esistenza
colorata da un battito d’essenzaTra il fruscio di rami
si riflette un pensiero,
dolce e malinconico
e di riflesso io mi perdo
come in uno specchio.
Nella vasta distesa colorata,
d'acqua quiete,
danza una piuma,
completando l'immagine
della pace... interna,
appagata, assopita.
Stanca dopo il volo,
s'adagia e fa cerchi,
tagliando il silenzio
s'appoggia alla corrente
e si lascia trasportare
come prima col vento.
Piccole nuvole sorvolano...
vanno via e nulla resta
in un azzurro variopinto
che spinge nell'infinito,
un istante eterno
che racchiude l'immensità.










