Fuochi fatui

fantasmi di fiamma

incapaci di ferire.

I nostri occhi

persero tutta la luce.

Rimanemmo soli

sulle lapidi

dei nostri ricordi

scurite dalla sera.

Noi, un brivido di neve.

Un silenzio sulle bocche viola.

Una piccola morte.

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Profilo Autore: Sabyr  

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Vorrei sciupare la linea imperfetta

del silenzio dei tuoi inverni,

nevicar di nostalgia

sui tuoi fianchi spenti

come pane lunare,

naufragio d’un dolce dolore,

briciole di luce a carezzar

un campo di cotone.

 

Amor mio, son io il poeta

del diario dei tuoi occhi,

acrobata su funi di stelle

sciupate da un violino di grano

e migrerò sul tuo cuor di rugiada

come scribacchino d’un tramonto

ferito dal silenzio dei tuoi baci.

 

Confezionerò compleanni d’amore,

accenderò le lacrime dei tuoi passi

come scenografie d’anima mia

a danzar fra timidi girasoli.

 

L’abaco dei giorni imperlerà la sera

come le risa ubriache degli amanti

ed anche il cielo ubbidirà

al battito del nostro amor,

lettera all’infinito che parla di noi.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
È sparito quel mio orizzonte
di tramonto rosso
e quel campo di papaveri.
L'aurora da contemplare
e le serate fresche da godere.
È sparita la distesa di grano,
quello specchio dorato 
inclinato dal vento. 
È tutto nascosto dietro 
le pareti del cuore,
che fanno da paravento. 
È tutto nascosto... qui,
nella mente e nel petto, 
dove il divieto di accesso
è scritto in caratteri cubitali.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

Questo autore ha pubblicato 295 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Essere ma non esistere, sperare ma non insistere, e nel giardino dell' anima che ho vissuto questa galera, ho raccolto una rosa nera;  e invisibile ho vagato, vuoto di sentimenti in buchi cosmici deprimenti, senza volto nè pensiero, solo una massa informe avvolta da un mantello nero.

Ignavo, rannicchiato e strozzato da un disinteresse mai provato, volevo riemergere da quel putrido vuoto. Non mi ero mai distaccato da me stesso, percepivo la grande forza originaria della solitudine, e solo un minuscolo cerchio d'umanità mi rimaneva, solo un ultimo desiderio, un soffio vitale per poter ancora  respirare l' umanità astrale.

Assetato,volevo sopravvivere a quel giacimento d'oscurità e con tutte le mie forze mi sono appellato al mio grido di speranza, talmente potente che ho superato le barriere invalicabili dell' onnipotente, cosicchè nel buio più totale, dove i miei occhi non avevano alcuna visuale, un filo d'argento dalla mia aura comparve, e seguendo la sua strada ho rivisto me stesso seduto su una scala, con una rosa nera tra le mani e gli occhi dispersi in luoghi ancora sconosciuti, tremante mi sono avvicinato, e il filo d' argento, anello di congiunzione tra l' umano e l' eterno, mi ha riportato a te, mio caro fratello.

Sono ancora sulla scala, ed i miei occhi adesso sono falchi, un risveglio che va oltre i  confini della comprensione e adesso riesco a vedere anche l' invisibile e indosso una corona fatta di  fili d' argento in memoria del grande labirinto che ho dovuto attraversare.

E tra le mie mani ho ancora la rosa nera, forse lei non mi lascerà mai ma nel giardino della mia anima  ho raccolto una nuova rosa:  Arcobaleno è il suo nome , e la rosa nera gelosa e invidiosa della raggiante e solare sorella, si è messa in disparte, in attesa che io possa un giorno darle nuovamente spazio nel mio essere così profondo.
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Profilo Autore: Alex  

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‘‘Mi basterebbe sfiorare con le dita

l’arena impudente che hai incantato

col tuo passo greve

tra parole non dette, ma sollevate nella sabbia’’

<…che gioca a restarti tra le dita con i suoi granelli>

‘‘Mi basterebbe soffiare sul vento dei tuoi ricordi,

quello che arriva comunque…

puntale, mai in ritardo a solleticarti la fronte

e le ciglia in quell’arcolaio di idee rimescolate,

un po’ sbronze che copri col cappello’’

<solo un po’, e più in là intanto sciogli i tuoi capelli>

‘‘Mi basterebbe un chicco di riso

per seminare di nostalgia l’acquazzone

solo un pò più in là, lontano da te...

E con l’aspo riavvolgere a colori

i tuoi giorni di silenzio… ti aiuterei a dimenticare.

Un filo come gli altri... rosso di pioggia e di stanze.

Rosso, di seta’’

<La seta di quel vestito del colore dei tuoi occhi

mi ha incantato come il temporale sulle tue ciglia

che velano un altro modo che hai trovato per tornare,

con un filo di nostalgia.

La nostalgia, una di quelle giostre dove nessuno

ti viene a prendere.

E resti lì sulle tue orme che frattanto si rimescolano,

mentre sulla piattaforma gli animali di legno

sono fermi e sorridono>.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

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Amache ad orchestrar

un narrar di grilli

ed una lanterna di stelle

scordata da un pescator

come plettro d’un tramonto

sui preludi di Chopin.

 

Una lacrima di scirocco

romanza gli alfabeti riflessi

d’un rintocco d’onde blu

in un cruciverba d’ombre

sfamato da ombrelloni rubino.

 

Inchino d’agosto incipria

spiccioli di conchiglie,

spettina barche appisolate

a sognar di pirati e tempeste

ed echi fiabeschi

di dame e cavalieri

abitar un castello di sabbia

in racconti avventurieri.

 

Battito d’estate

si posa sul cuor mio,

s’accoccola con me

in questo ritratto di sguardo

scordato, in silenzio,

come calice di vino ad un tavolino.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho visto tanto
in questa breve
piccola vita.
Ricordo gli occhi di mia madre
quando dicevano
che volevano solo morire.
Ho visto piangere di dolore
e chi moriva per amore.
Non ho mai visto però
cosa fa il sole
quando va a dormire
ho sempre pensato che magari
sarà triste perché l'amore suo:
la luna
non avrà mai modo di vederla
e s'accontenta solo di pensarla.
Ho visto crescere il mio seme
ed io con la mia donna
ad invecchiare insieme.
Ora mi chiedo che cosa ho
è un momento così
che ci vuoi fare...
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

Questo autore ha pubblicato 720 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
                                                                                                     
Tremo, in questo letto amico di lacrime silenziose, accolgo senza neanche difendermi l'oblio dell'anima e le pene dei deboli.

E voi signori, siete solo illusi immortali, prigionieri bramosi di denaro e di pregiati tessuti, prigionieri del sentito dire, prigionieri di finte perfezioni virtuali e di pensieri raccolti di aforismi senza autore. 

Cullatevi l'un l'altro nel vostro tedio, nell'attesa che il tempo divori le vostre ultime ridicole atee convinzioni; La vostra casa è il deserto, continuate pure, schiavi di led, sceneggiatori falliti, tiranni da lounge bar ad esprimere i vostri sentimenti in imbarazzanti faccine emozionali.
Ed io che nei finiti mari ho colto infinite risposte, adesso colgo solo venti avidi di incomprensione. Ma la passione eterna dov'è?

Luce, mostrami sentieri compassionevoli e abbracci che siano mongolfiere di calore, mostrami altri venti ed altre menti che possano colmare queste voglie selvagge di umane emozioni.

Aldilà di questa porta, là fuori, dove il silenzio non ha più valore, non riesco più a parlare,  ed avvilito, umiliato, ascolto con pietà le vostre arringhe teatrali in cui trionfa facile il nome " io".

Il mio battito è ancora tremante, in questa casa, in questo letto, amico di lacrime perlate, spengo i pensieri e vado altrove, dove il mio " io" e' una cascata d' acqua sorgiva che scorre inesorabile sulla pelle degli "altri".
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Profilo Autore: Alex  

Questo autore ha pubblicato 4 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
M'insegue ogni grammo di pianto 
soffocato nel petto col silenzio...
e mi nascondo tra foschie e ombre.
M'immergo nella corsa a perdifiato 
di un sogno profondo e mai perso,
mi accascio con le emozioni al massacro, 
ed il boia col suo fiato sul collo. 
Tutto gira. Tutto è angoscia pura, 
è inferno fin dentro alle ossa, 
dalle narici... dai miei pori.
Interminabile corsa tra fango e lacrime.
Mani rotte, gambe dolenti, 
piedi sanguinanti e cuore trafitto. 
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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liberare vorrei, un’orma

d’ossa che odori ancora

dal peristilio

di terra rinverdita

e sottocute un tempo celestiale 

nettare d’ogni cellula.

che spreco non ci affligga

né ristagni sussurro

alla bocca del sonno

-la vena irragionevole

sorda, straborda

anche all’elice piatta

del lago.



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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Deserti dorati
divisi da dune
solcate da uadi
come pieghe dell'anima
diffondono demoni
nei cuori dei vivi
dischiudono dubbi
deraglian le menti
Un dolore diverso
dilania le notti
ci doma la vita e
alimentando
il domani

ci induce al divino
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Profilo Autore: Ferruccio Frontini  

Questo autore ha pubblicato 239 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


Ho amato la tua bocca

il tuo respiro che mi sfiora, mi tocca

e la carezza del tuo vestito, alito di vento

il tuo languido silenzio, imperituro ardor

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Profilo Autore: tempo di poesia  

Questo autore ha pubblicato 194 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
                                                                                                                                   

Respirerò amabili e fragili sentimenti, debole,  mi lascerò condurre in questo mare di tormenti, e le maschere non avranno più carnevali da festeggiare, e avrò canti da intonare, orizzonti da scoprire e cuori da riempire.

Ormai spoglio sarò il sigillo dei tuoi segreti, noi due rari spiriti affini, immersi nelle acque pure dell'amore, e inventeremo nuove parole, parole silenti che anche le foglie potranno capire, parole senza spine, parole senza fine, parabole divine.
Sai amore? E' notte fonda, e solo una lucerna accende i nostri corpi mescolati a questo paesaggio rupestre, e ninfee, lecci e orchidee sono le nostre fedi nuziali, e la luna, le stelle e il chiarore delle tua pelle sembrano allinearsi perfettamente.

Giacché vado a raccogliere un po' d'acqua dalla sorgente, colmo di perfezione, e al ritorno , chissà perché  non ci sei più, urlo disperato il tuo nome, il mio amore, e nello strazio tutto mi torna in mente:
Sei stata solo un'illusione, e nel mio inquieto vivere, sono scappato da questa vile e disumana realtà e mi sono ritrovato  in questa valle, ma presto la sera si accingeva a diventare  e solo  mi sono disteso sulle sponde di questa sorgente, e da qui che ho perso il controllo dell a mia mente.
Ma sai? 
Ti  ho vissuto lo stesso intensamente, e non importa se sei stata effimera illusione, e quegli attimi silenziosi e immaginari e preziose perfezioni irreali mi hanno risvegliato dal torpore mentale; Adesso, tutta la natura intorno sembra abbracciarmi, sono stanco, la notte è stata lunga, mi distendo e con gli occhi stanchi e socchiusi vedo apparire te, che mi accarezzi i capelli... Chissà se stavolta è la mia mente... ma ti voglio vivere ugualmente!
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Profilo Autore: Alex  

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Dentro, il disordine imperava.

Tanti tasselli da recuperare,

i soliti perché d’una serata no

mentre la vita insisteva a dire,

ad ascoltare, a fare, a respirare…

Di che parlare quando si è soli

e come agire nel silenzio doppio?

Cosa udire se non la chiara eco

di mille voci a dirti mi dispiace?

Ma respiravo…

Vidi i segni di perfette curve

che lingua d’onda abbozzava

nel pigro suo venir alla battigia

e poi nette, nette le disegnava

nel pigro suo arretrar dalla battigia.

Scampoli di luce offrì la notte,

chiesti a una luna indifferente.

Non protestai contro nessuno,

non chiesi spiegazioni al fato.

In quelle curve placai le ire.

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Avrei voluto fermare tutti gli istanti
di quei tuoi imbarazzanti pensieri, 
ma mi son scivolati tra le dita,
come fosse sabbia arroventata.

Ho filmato tutto nella mente...
la voce, il viso, le tue mani.
Tremando... ho stretto forte al petto
le emozioni di ogni tuo movimento.

La sensazione di ogni tuo sguardo,
mi accarezzava come fossi stata
una rosa nera dal gambo lungo
che trattiene a se spine aguzze.

Come fossi una regina di cuori 
che stringe a se il suo amato scettro,
mi sei rimasto incastrato nell'anima
nel cuore, negli occhi e nei miei ricordi.

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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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