Cos'è l'amore... se non un gioco in bilico?
È un continuo smarrirsi tra peccati di carne
e sensi in profondi sussulti.
L'amore è la fiamma dell'anima,
che porta il sangue in ebollizione
e non riesce a trattenere
gesti pazzi, gentili ed inaspettati.
L'amore è il passaggio
dall'ultimo posto in fondo alla fila,
fino al podio del vincitore.
L'amore è un brivido... che dal fiato
sale e scende, dal collo al cuore.
È lo strattonarsi a vicenda e pizzicarsi
con l'aria ferma in gola,
per non esser presi di sorpresa,
da quel che potrebbe essere solo
un dolce sogno, da cui...
non volersi mai svegliare.
È un susseguirsi di istanti irrequieti...
che smaniano lontano da quegli occhi
che sanno come scrutare il proprio infinito...
la propria essenza.
costretti a ricrederci: all'improvviso non siamo più ultimi,
perché gli ultimi adesso sono i neri,
perché gli ultimi un giorno saranno i primi a farsi pecoroni,
a cavaceci sotto il padrun,chi ci dava dei coglioni.
IL cavallo di Troia funziona anche sulla
faccia oscura della Luna,
teste di legno scaldate a birra e benzina,propellente e fumo,
il nemico del mio nemico è mio amico,
così il cane astuto non caccia il gatto in corsa
ma compra il topolino.
Quando nel film suonava l'uomo con l'armonica,
il treno filava sempre in perfetto orario,
giusto il tempo di scaricare polli all'obitorio.
Danzava la fanciulla
con le vesti della sera;
non asciugava lacrime il suo velo,
nascondeva il paradiso e lo mostrava.
“Non vedi” disse il poeta
“nel mondo tutto è qui e tutto manca”
Poi si sedette sotto le sette querce
finché ne restò assorbito.
Ed arrivarono corvi a costruirsi il nido.
Urlò di odio, di rabbia e di paura.
Ma taceva il vento sul suo corpo spento
“Volesse Dio che cadesse il cielo!”
Fu questo l’ultimo pensiero.
Poi, finalmente, il cielo cadde.
Di vento improvviso l’aria si confonde
e danza inviperita è il moto delle foglie
ancora con occhi che guardano rami.
Fa male questo vivere in quel mezzo
specie quando sono in cerca di serenità,
di calma regolata tra le pieghe del normale.
Non so quando tornerà la brezza,
quella che dolce viaggia sulle mie gote,
la stessa che del sole è capace a far le veci.
Nella stanza degli abusi dei pensieri
sminuzzo l’attesa tra un Tex, un caffè e una sbirciata
là, fuori, dove intanto vola la vita che non amo.
in fiamme, per un amore che brucia
sotto ai lividi e, che dolente s'affligge.
La mia essenza è ormai racchiusa da
un invisibile muro, un rifugio dove
non c'è accesso per alcuno,
tranne che per te, anche se sei
il tormento della mia anima,
che ha fame ancora di ricordare.
Sconfino coi pensieri, riportandomi
in una fantasia ancora da vivere...
che non fa pace con la realtà feroce,
che si è accanita contro me.
E ormai stanca... arrivo fin dove la rabbia
s'impossessa di ogni lacrima a cuore aperto.
Come seta alla luna
hai tracciato strade
d’incarnato.
Con me. Tutta.
Zigomi
ciglia
labbra
a scalpitare
durante un sussurro maestoso.
Metastasi di profumo
vengono a riempirti
impastate alle tue polluzioni
di piume, e piano
vortici.
Hai centellinato quel che sono:
in luci e ombre
mentre evaporavo
nel tuo desiderio
policromo.
Chiamami ora così forte
tanto che infine
apparirò
migrazione di giunture
abbandonate a te.
Disfatti i giorni
succinti
nasco qui
per dono riflesso,
unità emozionale.
Nasco a pelle.
Sono le parole che respirano
che danno fiato alle emozioni,
che restano indelebili nei ricordi,
che illudono cuore e mente,
che infrangono barriere,
che si sussurrano nel mare.
Sono le parole che respirano
che si urlano contro un cuscino,
che si imbattono tra i denti,
che si scontrano nell'inchiostro.
che mancano di tatto,
che sconvolgono la vita.
Sono le parole che respirano
che accomodano i fatti,
che aggrovigliano le storie,
che posseggono i concetti,
che giudicano con preconcetti,
che tra i sospiri si afferrano.
Sono le parole che respirano
che indelebili marchiano a fuoco,
che inaspettate uccidono speranze,
che delinquenti ti rubano l'anima,
che nel tempo si disperdono,
che se tacciono... valgono di più.
del discepolo
voi merce convalescente
di liberti e padroni
Sia pura luce
a diventare vanto
la cenere che il cieco
vi offre
e di ogni sacramento
abbellite il sangue
che divora il rancore
nel ringraziarvi
gli avanzi di un cane
che diserta
la mitezza
di ogni consiglio !
il suo velo nero stende
il silenzio cala;
ed io soavemente
da esso mi lascio trasportare
come il mare
che trasporta le sue onde,
da lei mi lascio ispirare
per scrivere una dolce poesia.
La notte mi piace.
Mi piace quando
è trapuntata di stelle,
mi piace quando
è dolce e fresca
come l'estate e la primavera,
mi piace perché è misteriosa.
La notte
ci dice buonanotte.Amore,
siam battito di rime spezzate
sulle scrivanie d’un concerto lunare,
sensi scuciti in un passeportout di storie,
neve lacrimale d’un vezzo di gerani.
E scrivono il tuo nome nella notte
appunti di stelle al nostro appuntamento,
indizi di cuore abbandonati
nell’eterno abbraccio degli amanti.
Ho il silenzio del tuo mar in tasca
e t’aspetto, come l’onda una conchiglia
assieme al mio romanzo d’anima
e sazierò d’aurore gli occhi tuoi
per cancellar l’ipotenusa labiale
d’un furto d’inutili parole
e tu abitami pure il resto del cuore:
t’amo, matematica del mio dolore.
Che meraviglia la sensazione
che dà l’aria sulla faccia…
chiudendo gli occhi riesco a sentire
la leggerezza di un palloncino, calco
col piede la pula e allargo le braccia.
Ripenso a stanotte, e alla paura del buio
che mi è rimasta finchè con te per mano
non ci abbiamo fatto l’amore dentro.
E penso ai tetti di tegole, al mare
quand’è mattino, ai campi di grano
maturo… gli unici confidenti del sole
sulle tue mani di riso tra i fasci di spighe.
Rientrando i miei sensi si rotoleranno tra
quelle mani bianche di farina sulla madia,
e ricomincerò a baciarti sulle falsarighe
delle labbra della notte scorsa sulla pelle.
E dopo l’amore mi piacerai più di prima.
Il sole tra i covoni ti accarezzerà i capelli e mentre
geloso ti sfioro, tornerà tra i tetti sul mare a rivelar
di aver preso il caffè insieme a due anime in rima.
mi rimetto in cammino a levigare i sassi
dimmi che sei naufrago assetato di sabbia
un albatros che volava alto e si è arenato
poi aggomitati col volto sperso sulla via
a spiare i corpi che vanno e non si arrestano
non sanno dove vanno e si confondono
tra i ciottoli e le pozze d'acqua piovana
anche tu sei una luce prossima al tramonto
un cane che si lecca le ferite e uggiola
dimmi che fai fatica a vivere per crederti davvero.
mi mancherai mi mancherà ogni centimetro che mentre dormi sto percorrendo.
Mi mancherà il tuo respiro I tuoi baci la tua pelle,
ma non sarà mai tenebra.
Sarà dolore illuminato dalla certezza che io e te siamo sempre.
Sarà solo attesa di tornare al mio posto.
Le tenebre non sono per noi,
noi siamo luce,
noi siamo amore
Si accarezzano le gole graffiate
di due amanti sacrificali.
Un istante... per queste impavidi mani
che, bramose tremano, cercano, amano.
Un momento... aspetta solo un momento.
Dammi il tempo di morire nei tuoi occhi,
dammi la lacrima che per me s'emoziona,
dammi il palpito trafitto da questa porta chiusa,
dammi un attimo per perderci in noi,
tagliando il respiro ancora una volta.
Un ultimo abbraccio ti prego.
Un ultimo bacio, ti supplico.
Un ultimo sospiro, ti imploro.
Un primo addio, ti obbligo!









