6 x 6 ꓿ 36
non ricordo gli anni miei
5 x 4 ꓿ 20
che fastidio il mal di denti!
3 x 9 ꓿ 27
m’han nascosto le scarpette
6 x 8 ꓿ 48
ho perduto il mio orsacchiotto
3 x 8 ꓿ 24
i miei fratelli sono quattro!
3 x 5 ꓿ 15
esco a fare un giro in bici
4 x 2 ꓿ 8
ho annusato un bergamotto
7 x 7 ꓿ 49
ti ritrovo in ogni dove
10 x 10 ꓿ 100
imparo tanto e son contento!
ci ritroviamo in complice scompiglio
e gambe e braccia fan dolce groviglio,
è allora che di noi scambiamo il meglio,
ché sogno e rëaltà fanno un miscuglio
mentre ragione ancor non è in bagaglio
e ancor lontan è il quotidian travaglio,
sicché i sensi si mettono in subbuglio.
Insieme a te d’ogni pudor mi spoglio
ché so quello che vuoi, ch’io pure voglio.
AUTOCOMMENTO:
Scherzo ed eros qui m’hanno dato appiglio
per cucinar poetico un intruglio,
io cuoco dilettante allo sbaraglio
ch’ho di ricette vuoto il portafoglio
e una n’ho inventato a bell’e meglio.
D’odio e di rosso
febbricita la voce di un uomo
nella vita massacrata di una donna.
Parole sbeccate appassiscono
come terremoti d’inferno
in schegge d’inaudite violenze,
sgranandole il volto tremante
come un rosario di morte
caduto nei suoi occhi,
come il velo nero della notte
pronto a squarciarsi di dolore.
D’odio e di rosso
spirano le finestre dell’anima
in scarabocchi d’inferno.
Mute le sillabe sulla labbra,
coltelli di ghiaccio quelle mani
incriminate d’orrore
respirano solo ego sconfitto,
subdola possessione,
macerie d’esistenza,
vite avvelenate dal soffio
di un’illusione d’amore.
Strofa di ottonari monorima AAAAAAAA.
Non lavoro, non esisto:
sono Ivano od Evaristo?
Sono solo un altro cristo
e al dissolvimento assisto
mentre scivolo non visto
su un percorso in fango misto.
Tentazioni cui resisto:
scarpe, pane e ogni altro acquisto.
21/11/2025
Un nome si spegne
tra i solchi del silenzio
e resta un peso
più duro della voce.
Dal vuoto affiora una figura:
ombra nell’acqua che si posa
e si piega
al tempo che manca.
Ma nella terra scura,
resiste un seme
che si aprirà,
al canto del domani.
Sonetto classico, endecasillabi canonici in quartine a rime incrociate e terzine a rime alternate.
Il mondo mi si offre ed io l'osservo
dal buco d'una vecchia serratura,
mi gira intorno senza alcuna cura
e mi ricorda in fondo che non servo.
Mi picchia il fatto su scoperto nervo:
la guardo ma non vivo l'avventura,
seguo storia passata e anche futura,
ma in stanza solitudine conservo.
Son spettatore e non interagisco
anche se sto vedendo il mondo intero
e più lo guardo e meno lo capisco…
Son sempre stato affabile e sincero,
mi guardo intorno e ancora mi stupisco
di quanto sia complesso sembrar vero.
18/11/2025
svilite e vendute come monili a quel mercato
che ora profuma ora puzza
Io che a quel dibattersi di Bene e Male,
bene e male e poi zone grigie
Detto per un istante un ritmo che torna
La casa infestata dalle banalità
Ora fantasmi
Ora persone
Ora idioti
Ora l'ora
Grazie, orologio tarocco,
per esserti fermato:
sei l'attacco di cuore che volevo
che masticasse vecchie promesse
e sputasse polvere come fosse incenso;
accoglimi ancora
nel tuo umido silenzio da retrobottega,
dove il mondo non viene
e i ricordi conservano l’odore del gasolio.
Cantina tu che sai
quanto pesa un passo trattenuto,
quanto fa rumore un pensiero
lasciato cadere troppo presto.
Tienimi qui, tra il ferro e il legno,
ché fuori c’è un cielo
che non mi riconosce più.
E se un giorno qualcuno aprirà la porta
pensando di trovare solo scatoloni,
lascialo entrare piano:
gli dirò che sono rimasto
perché era questo l’unico luogo
dove il tempo, finalmente,
si è tolto le scarpe.







