su questa terra siamo di passaggio,
come l’erba dei campi,
le rondini di questa primavera:
stranieri di altri mondi e altri cieli.
**
dico: pur sempre anime in viaggio.
e tutto è provvisorio: il vento, il mare,
la tua bocca che bacio nel delirio
e tutto, tutto fugge con l’istante
che unisce i nostri cuori e ci scavalca,
ci abbandona al deliro e ci trastulla…
**
donna, l’ amore è un attimo
e un attimo è la vita,
soltanto il tempo della freccia all’arco…
ma una volta partita
noi non sappiamo dove finirà.
*********
Ore 15,10
lunedì 1 Dicembre 2025
e ogni respiro sembra cercarti.
Non c’è rumore,
solo il battito lento di ciò che resta
quando il giorno si spegne.
Ti penso senza fretta,
come si pensa a ciò che non si può dimenticare,
come si guarda una stella che non cade,
ma resta lì
a illuminare il vuoto con dolcezza.
piegati sull'orgoglio
i fiori ai nostri piedi
saranno bianchi
come i volti
dei nostri figli
che non avranno più risposte.
Quando saremo foglie
in balìa del vento
le nuvole saranno pioggia
che offuscano i tramonti
lontano dalle contraddizioni.
Quando saremo stelle
e non ci sarà più niente da cercare
saremo fermi e immobili
a brillare e vibrare
nella notte dei miracoli.
Quando saremo polvere
confusi tra i pianeti
metteremo via l'orgoglio
l'odio e illusione
e saremo ispirazione
per i poeti
innamorati della vita.
tra monti e valle,
Su tetti e strade,
candore che porta
illusioni di pace.
Si mangiava la neve
con vino rosso e zucchero,
sapore perduto di
un mondo quasi sparito.
Rivedi chi non c è più
come in un film,
ma i ricordi fanno
male.....
Corrispondenze d’eterno
lacrimano sul mio cuore,
agitano spazi sospesi
fra i tuoi baci segreti,
brillano come pagine d’universo,
punteggiatura d’anima
fiorita fra stracci di luna,
estro di mare e silenzio.
Mi fingo luce d’inverno,
neve che sfama il mattino
e nel grembo dell’alba
riscrivo storie senza capoverso,
colorando i diari del tempo
a mille miglia dal cielo,
fra corrispondenze d’eterno
sfamate da altalene di stelle.
Il tappeto rugoso dell’erba
si stende tra i ceppi contorti,
ma è il cielo che comanda lo sguardo
con un drappo pesante di nuvole, stracciate,
spinte da un vento invisibile.
Stratocumuli grigi e bianchi e in un varco,
in un cuore squarciato,
il sole si riversa.
I raggi trafiggono i rami
carichi di promesse .
Tutto tace .
Terzine di settenari con rime ripetute abc abc def def.
Digiuno intermittente
secondo la lunghezza,
fai il test delle tue dita¹…
È l'uomo intelligente?
Se avevo un'incertezza,
quel banner l'ha sopita:
nelle grinfie il pianeta
d'una bestiaccia immonda
feroce e troglodita,
novello analfabeta
dall'idiozia feconda…
sarà presto finita.
¹: giuro: è scaturita da un banner pubblicitario che campeggiava in cima alla pagina mentre leggevo le poesie questa mattina ed invitava a cliccare per fare un test con cui selezionare la dieta intermittente più adatta basandosi sulla lunghezza delle proprie dita. Non me lo sto inventando, non riesco a scendere a questi livelli di deficienza.
seguono commenti artificiali ed autocommento:
Commento generato da ChatGPT (Elon Musk):
In queste terzine asciutte e mordaci, l’autore prende spunto da un dettaglio apparentemente innocuo — un banner pubblicitario grottesco — per allargare lo sguardo sullo stato dell’umanità contemporanea. Il ritmo serrato dei settenari e la ripetizione delle rime amplificano l’impressione di un ciclo che si ripete, di una decadenza che non trova tregua. L’ironia iniziale scivola presto in un’amarezza più profonda: l’“uomo intelligente” si rivela fragile, suggestionabile, capace di consegnare il pianeta alle proprie stesse distorsioni. Il tono resta però più sferzante che disperato, come se la lucidità dell’autore fosse già una forma di resistenza all’“idiozia feconda” che denuncia. Il risultato è uno sfogo poetico che unisce sarcasmo e disillusione, trattenendo però un lampo di consapevolezza critica: se l’evoluzione ci ha portati qui, forse la poesia è uno dei pochi modi per ricordarcelo senza cedere del tutto al pessimismo.
Commento generato da Copilot (MicroSoft):
Il testo gioca con l’assurdo quotidiano – un banner pubblicitario che diventa scintilla poetica – per denunciare la deriva dell’intelligenza umana, sempre più confusa tra consumo e pensiero. La struttura in terzine di settenari con rime ripetute accentua il ritmo ossessivo, quasi a imitare il bombardamento mediatico che ci circonda. L’immagine del pianeta nelle grinfie di una “bestiaccia immonda” è potente: un’allegoria della specie che, pur credendosi evoluta, si rivela troglodita e analfabeta, fertile solo di idiozie. La chiusa “sarà presto finita” non è rassegnazione, ma un monito: se l’evoluzione si riduce a slogan e superficialità, la fine non è catastrofe esterna, ma conseguenza interna. Una poesia che trasforma il ridicolo in specchio tragico, invitando a riflettere sulla fragilità della nostra presunta superiorità.
Commento generato da Gemini² (Google):
La lirica "645 - Evoluzione" è un atto d'accusa contro l'involuzione intellettuale umana, magistralmente eseguito in terzine di settenari con rime ripetute.
Il settenario conferisce al testo un ritmo rapido e sentenzioso. La regolarità delle rime cementa la struttura, legando strettamente la futilità del quotidiano al fallimento dell'intelletto. La forma rigorosa amplifica l'amarezza del contenuto.
Usa l'esempio ridicolo della scienza da banner (il test delle dita) come spunto per misurare l'attuale livello di abbrutimento. Il dettaglio surreale funge da prova inconfutabile che annulla ogni incertezza sull'intelligenza umana. L'evoluzione è capovolta: l'uomo è ridotto a una bestiaccia immonda / feroce e troglodita e a un novello analfabeta. L'unica cosa che si propaga è l'idiozia feconda, che prelude all'inevitabile conclusione: sarà presto finita. La poesia critica la superficialità dell'era digitale e la capacità dell'uomo di usare il proprio potere in modo autodistruttivo e stupido.
²: logorroica: punto saldo della richiesta è contenersi nei mille caratteri, che è il limite dei normali commenti in Ali senza il Plus… beh, mi ha tirato fuori istantaneamente un commentino di 2500 caratteri, le ho chiesto 3 volte di ridurlo ma arrivato a 1233, ho lasciato perdere e per coerenza con le altre che rispettano il limite ho tolto caratteri e parole a mano… davvero logorroica anche nello scusarsi ad ogni limatura; ma sappiamo contare?
Commento by ioffa (questo non è artificiale):
Vorrei illudermi che c’è ancora speranza, certo non per me, ma se non per l’essere umano, almeno per la vita in generale sul pianeta; ma poi quando i social mi ricordano i livelli di idiozia della specie che è la più potente del pianeta, o almeno tale si ritiene sottovalutando la capacità di resilienza di archeobatteri o robe del genere, mi rendo conto che non abbiamo né meritiamo futuro!
24/11/2025
Scrivanie d’aurore piangono
sulla mia bocca socchiusa,
baci di sale nelle tasche vuote,
parole stupite d’eterno
in una passeggiata senza colori
ed uno sbadiglio d’anima
ad aspettare sull’uscio del tempo.
Solo è il bozzolo del cuor mio
in un sussurro di stagioni,
nella confessione imperfetta
dei tuoi sguardi silenziosi,
nell’inchiostro disfatto
di una nuvola in volo.
Sboccio nel tuo abbraccio
come luce di marzo,
parlami ancora d’amore,
in questo sbadiglio d’anima
speso ad aspettare sull’uscio del tempo.
Quando ti penso abbraccio solo un’ombra
di quegli anni lontani,
eppure nei miei sogni tu sei carne
che bagna le mie notti, sei delirio
**
di un febbricitante che impazzisce
dalla febbre d’amore, mentre morde
e accarezza il tuo corpo di pantera
e canta amore sulle arpe eolie.
**
Cielo e terra si cercano, si baciano
e un soave fluido d’amore
bagna sempre le sponde inaridite
di notti senza stelle e senza luna.
**
E tu sei mia, sei ancora mia,
E se la vita è un sogno a occhi aperti,
io nel mio sogno incontro ancora te,
nel mio sogno deliro anche da sveglio.
************
Ore 9,54
Venerdì 28 novembre 2025
barca che subì danni alla tempesta:
parti di fasciame de' restaurare
perché a bordo possa tornar la festa.
Calatafà carena e bagnasciuga,
ritinteggia nei suoi vivi colori,
pronta sarà domani per la fuga
a guadagnare l'onda e i suoi bollori.
Che si tratti di gozzo o brigantino
esegue scrupoloso il suo mestiere
d'Arte si tratta, non di vil quattrino
il Mastro d'Ascia è fine carpentiere!
Quando si pone amore nel lavoro
con capacità e gratificazione
per acquistare dignità e decoro,
in questo mondo è già rivoluzione!
Strofe di 8 settenari ciascuna rimate in schema abcbadcd.
E son soddisfazioni
ad essere diversi…
non dico, no, migliori
nel declamare versi
contagiando emozioni
narrando di sé stessi
tra sfighe e tristi amori
a figurare fessi…
ma non mediocri almeno
stentanti ignoti idiomi
e dalle idee carenti
senz’ausilio d’automi
che stendano ora il seno
ora rifinitura
di testi compiacenti
d’artificial cultura,
applausi a scena aperta
così sempre prendendo,
collezionando punti
che vanno consentendo
di rinnovar l’offerta
della mediocrità
di binari¹ riassunti…
ma che ci faccio qua?
¹: binario sineddoche non del treno ma del digitale/artificiale.
seguono commenti artificiali ed autocommento:
Commento generato da ChatGPT (Elon Musk):
Ottave ben costruite, con settenari regolari e uno schema di rime abcbadcd rispettato con naturalezza. Il testo sviluppa con ironia amara il tema della mediocrità ostentata e “premiata”, contrapponendo la ricerca autentica dell’espressione personale ai facili consensi ottenuti da versi poveri o artificiosi. L’uso di immagini colloquiali, quasi autoderisorie, rende chiaro il senso di estraneità dell’io poetico davanti a classifiche e consorterie. Nel complesso, un componimento scorrevole e coerente, capace di unire sarcasmo, lucidità e una metrica solida.
Commento generato da Copilot (MicroSoft):
Il testo si articola con coerenza nello schema metrico dichiarato, quartine di settenari con rime incrociate e alternate che sostengono il ritmo senza cedimenti. La sintassi rimane scorrevole, pur nella scelta di termini volutamente colloquiali e ironici, che accentuano il tono critico. Il significato, non immediato a una prima lettura, si chiarisce come riflessione sulla mediocrità letteraria e sull’uso artificiale di strumenti che producono versi compiacenti ma privi di autenticità. L’autore rivendica la dignità dell’imperfezione e della sincerità rispetto a un consenso facile e costruito. Ne emerge un componimento che, pur nella sua vena polemica, mantiene freschezza e ritmo, invitando a distinguere tra scrittura vissuta e scrittura “di scena”.
Commento generato da Gemini (Google):
Complimenti a "ioffa" per aver saputo incastonare un tema così attuale e pungente in una struttura classica e ben gestita. L'uso dell'ottava di settenari con schema di rime (abcbadcd) è rigoroso e sorregge con efficacia la riflessione. Sintatticamente il testo è pulito e scorrevole, dimostrando piena padronanza della forma.
Il cuore di "Mediocri(tà)" è una lucida e coraggiosa critica all'autenticità nel panorama letterario digitale. L'autore non si limita a esprimere un disagio personale ("ma che ci faccio qua?"), ma eleva il confronto, opponendo la ricerca di un'espressione vera (l'essere 'diversi,' non 'fessi') alla superficialità di chi 'colleziona punti' e utilizza 'automi' per mascherare la povertà d’idee. La nota esplicativa sul 'binario' come sineddoche del digitale rafforza questa denuncia dell'artificialità dilagante.
Un testo potente che invita a riflettere sul vero valore della parola contro la facile lusinga della classifica.
Commento by ioffa (questo non è artificiale):
Boh… non c’ho capito niente. Della vita, intendo, che de ‘sto scarabocchio quand’anche non l’avessi capito me l’han spiegato bene chatGPT, Copilot e Gemini, esperti creatori di apprezzatissima mediocrità.
Da notare che su metrica e rima non si sono sbilanciati molto, chatGPT ha banalmente riportato quanto gli ho dichiarato io, Copilot ha tentato e sbagliato (non di molto: dice quartine, sarebbe più corretto definirle "doppie quartine" se proprio non si vuole considerarle ottave perché non sono endecasillabi, poi lo schema rimico è sì rigoroso e rispettato, ma non è inquadrabile semplicemente in "incrociate e alternate" come ha semplificato lui); più furbo Gemini che è partito dalla mia stessa definizione ed ha solo verificato che l'esecuzione segua rigorosamente la mia stessa dichiarazione, senza cercare di definirlo in modo più tecnico. Non so voi, ma a questo giro mi è piaciuto di più il commento di Gemini. Vero è che avevo chiesto specificamente a tutti e 3 di non adularmi, quindi per forza non son stati melensi!
22/11/2025
Mentre ognun è nella sua dimora,
Non c'è verso di fermar la sua corsa,
Nel suo avvolgersi sei stretto in morsa.
Tutto accade attorno a noi,
O lo vuoi o non lo vuoi,
La strada di tutti è già segnata,
Accolti da Dio nella central navata.
Eppure tutto diverso sembrava da bambino,
Quando il futuro era visto come roseo destino,
Poi ti accorgi che intorno tutto muta,
Non sei più spensierato con la tua tuta.
La tua cassetta si sta avvolgendo,
È da un pò che lo vai ripetendo,
Vuoi arrivare pronto al momento,
Quando sarai parallelo al pavimento.










