Una partitura di gemme
si mescola al tramonto
ed una mareggiata d’astri
si regala all’universo
come palcoscenico segreto
della mia anima in divenire.
La bocca del silenzio
muore sulle nude colline
scheggiate di malinconia:
è il ritorno del mio cuore
ad abitar di nostalgia.
Non passa inosservata a nessuna persona,
Nel suo sguardo si legge la soddisfazione,
Di un percorso portato a conclusione.
Fiera appare agli occhi di tutti i signori,
Porta in mano due mazzi di fiori,
Gli occhi lucidi da recente commozione,
Il trucco imperfetto ne è la dimostrazione.
Da domani per lei sarà una nuova vita,
Sfogliare i libri sara' una movimentazione sbiadita,
Riceve intanto l'ennesima telefonata,
racconta felice la sua indimenticabile giornata.
Con passo felpato lascia il vagone,
Il suo fidanzato la porta fuori dalla stazione.
' in bocca al lupo cara ragazza mia,
La laurea è un mezzo, lo scoprirai solo via via'.
Quante cose imparo a scuola!
Le stagioni ed i colori,
gli animali e i loro nomi
e le stelle e le canzoni,
le poesie e le capitali,
i pianeti e tutti i mari,
a contare fino a mille,
a disegnare meraviglie.
Quante cose imparo a scuola!
Storia, scienze e religione,
a scriver fiabe da inventare,
a sognare con le fate,
a volare coi pensieri,
ed ancor parole nuove
e l’amicizia fra persone.
antologica,
delle poesie,
fatte, tese, stese,
con l'inchiostro,
appoggiando
le lettere,
curve dolci,
linee ruvide,
sulla carta
senza margini,
senza righe,
meditazione,
con le virgole,
i punti,
punteggiature
delle pause
raziocinanti,
tutto per comunicare,
ciò che si prova,
ciò che si sente,
non per impaurire,
o ottenebrare,
ma per incoraggiare,
il coraggio
a spogliarsi,
a denudarsi,
dell’ignoranza,
dalle sue vesti,
comode,
funzionali,
dell’ignorare.
Ignorare,
pratica comune,
in questi,
apparati digerenti,
tendenti al futurismo,
gastro, intestinale,
troppo abituato,
a cuoricini,
virtuali,
superficie,
superficialità,
E mai,
conoscenza,
dove inabissare,
l’ìntelletto,
nella cultura,
nel sapere,
nell’aprofondimento,
nel diventare maestri,
professori, di ciò,
che arricchisce,
le nostre percezioni:
……Con la……Scoperta……
……Con la……Sorpresa……
Gocce di meraviglia,
a cascata, sulle teste,
umane, create per lo
stupore, create per
l’incanto,
vibrato euritmico,
splendente d’amore.
Fregandosene di tutti quanti,
Tutti indaffarati in mille cose,
Mentre i cimiteri si riempion di rose.
C'è che i negozi si addobban a Natale,
Che da molti anni è sempre uguale,
Le luci e i colori appaiono più sbiaditi,
I maglioni rossi più raggrinziti.
C'è che questa società è più strana,
Escort ormai si chiama una puttana,
Più nessuno va ormai in Chiesa,
Con un click su fa la spesa.
Forse non è più il mio tempo,
Ci sto dietro purtroppo a stento,
Per me che sono un romantico conservatore,
In un mondo che travolge tutto come un trattore.
hai nascosto nella tua mente,
angoli di tenebre le tue movenze
sullo scoglio della tua alterigia.
Maschera di ferro è il tuo sguardo
senza sangue che inneschi emozioni.
Colori bugie in illusioni, senza destino,
sotto spade affilate nelle minacce
che colpiscono la dignità di chi ferisci,
nel trionfo dei vili che ammorbano.
Sei traditore incallito
dello stesso tuo egoismo!
Sfoggi la maschera fogiata dal male,
la tua energia nefasta succhia vita.
Nutri i tuoi istinti con lacrime pure.
Sei inferno per chi punisci per noia.
Subdolo nel delirio di onnipotenza.
Sei eterno incubo senza risveglio.
Malattia senza salvezza che rifiori!
Esci, esci, esci dalla mia vita,
restituiscimi le ali d'aura infangate,
ridammi la mia felicità nei respiri
e fa che non risuoni mai più
la tua prepotenza,
nella mia esistenza!
Destati dal tuo ego e ritorna
senza ma, dove la melma dell'iniquo
ti appartiene come la tua stessa pelle.
fai vacillare tutte le maschere
che ti sei cucito addosso
prima che lo faccia una donna
la vera archeologa del tuo ridicolo
uno degli sforzi maggiori
nel rapporto tra umani
è accettare le qualità altrui
perché sbilanciano
mentre i difetti accomunano
quelli rari tra noi
che provano affetto per gli spigoli
che apprezzano le lacrime
saranno consegnati alla storia
affidandosi all'incanto di cieche eclissi
al bisogno di maestri
dopo troppi imbonitori
non brave persone,ma detestabili
abbastanza
anime zigote
di sicuro non sono mai stati
più comici che reali nella baldanza
abili nei guai
ostaggi emotivi
danneggiati dalla fiducia
incistata ad oltranza
come sollievo autoimmune
di San Martino
cambiano gli odori
e il verde - affrancato
nella mitezza estiva
prigioniero è ora
di sfumature autunnali
Tra danze di rami
orfani di foglie
del già libero autunno
si accendono bracieri
per castagne e miceti
e il crepitio dei fuochi
ripropone giochi
perduti in memoria
ma che in astratto
negli occhi rivivono
Si aprono le cantine
pervase dagli aromi
di mosti macerati
e l'aia s'empie
di zucche dolciastre
messe ad essiccare
tra gli ultimi ruggiti
di un sole impallidito
negli olezzi autunnali
E il mallo della noce
tinge di bruno
le mani dei bimbi
nell'eco di versi d'oche
e quelli di un verro
sulla tinozza immolato
da frenetici uomini
tra il diletto ciarlare
di donne affaccendate





