D’odio e di rosso
febbricita la voce di un uomo
nella vita massacrata di una donna.
Parole sbeccate appassiscono
come terremoti d’inferno
in schegge d’inaudite violenze,
sgranandole il volto tremante
come un rosario di morte
caduto nei suoi occhi,
come il velo nero della notte
pronto a squarciarsi di dolore.
D’odio e di rosso
spirano le finestre dell’anima
in scarabocchi d’inferno.
Mute le sillabe sulla labbra,
coltelli di ghiaccio quelle mani
incriminate d’orrore
respirano solo ego sconfitto,
subdola possessione,
macerie d’esistenza,
vite avvelenate dal soffio
di un’illusione d’amore.

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Ciao.
Caterina