si è avvolta la nebbia
poca luce agli occhi la sera .
E' caduta la neve
e con essa la difficoltà dei silenzi .
E' caduto l'istante.
Rimane il pensiero
delle pareti di casa ,
il profumo dello cholent,
il tempo del riposo ,
la mezuzà a destra della porta ,
le frange annodate del talled in seta,
la Menorah d'oro puro accesa.
luce accesa,
luce speranza.
Fiocca la neve in abbondanza
sopra ogni pianto
il fumo si solleva
e la notte chiude lo sguardo .
sotto uno strato di vestito... sopra la scia di brividi.
Vittime ancora e sempre... di ardenti letti,
dove ancora una volta... di questo fuoco,
le ustioni arrivano dritte al cuore.
Ancora e sempre... brucio in silenzio.
S'insinua nella mente l'incertezza della mano,
che scrive in rosso sulla pelle, la parola "inizio"...
e barra in nero lo spazio per la parola "fine"...
indecisa dal lasciar la penna, incide i nostri timori.
Attraversiamo il pensiero scambiato da uno sguardo,
riscendiamo giù... di nuovo... ancora... sempre.
E si ritorna... nella matassa di gambe e braccia,
tra quelle lenzuola ancor calde di noi... carnefici
ancora e sempre nella lussuria di questi corpi agguerriti...
furiosi bramano il sapore pudico della libidine.
Restiamo legati tra i sospiri e tra attimi indecenti
ancora una volta... sempre di più!
figli delle stagioni
foglie accartocciate dell'autunno
fiocchi di neve dell'inverno
rondini di primavera senza grondaie.
Fuggono giochi e parole sulle rotaie
zoccoli di legno sui sentieri
passi su lande sterili e maleodoranti .
Placchette di latta e occhi al cielo
stringono a David una preghiera
appuntata all'altezza del cuore
più non batte amore .
di pensieri ottusi
nel chiarore riflesso
dalle onde del lago
mentre un vento leggero
addolcisce l'aria
sotto il primo sole
e il mio pensiero latita
in questo deserto
senza oasi
a distillare disincanto
e riannodare i fili
di una vita agra
... e in un assolo
di bocche incollate
sprofondo nel sonno
tra inquieti pensieri
... a rigirarmi nel vuoto
di interminabili notti
tra i grovigli di tanti pensieri
dove muore il batticuore.
E nella coscienza di un peccato
che si inventa un castigo premeditato,
resta il niente del risveglio avvenire,
di due essenze ormai svuotate.
E poi... sotto al peso di un dolore
si continua a far l'amore,
tra un abitudine ed il collasso
di una vita già estinta...
e persa tra i sospiri di malinconia...
e persa tra lacrime di monotonia.
Questo silenzio, nella mente,
è un trambusto insopportabile.
di sorrisi di gioia
di notizie
che danno i sobbalzi al cuore.
Sentire il profumo
della felicità
arriva come una grande onda
in mezzo al mare.
Scopriamo una stella
che stanotte brilla di più.
Arriva come un tornado
spazza via tutte le nuvole che
abitano il cielo.
Sorridono i volti di tutti
davanti a quegli occhi
che irradiano una nuova vita.
Ascolta… il caldo calmo che da sotto la coperta
ti avvolge nel torpore, non è il fuoco del camino
…senti, non appartiene al vento nel fruscio delle
foglie oltre la soglia il verso che ti desta, stordito
lene, avviluppato nel divano tra il sonno e il vino.
Cerca tra una virgola e il rigagnolo delle parole
la grazia delle palle di vetro e la neve, la purezza
nel capovolgerle, non ho molto altro: a passeggio
su questo racconto raccoglimi… sono il bisbiglio
che scende come il sonno e la neve, una carezza.
Per mura
vorrei il mondo
… e il cielo a soffitto
non conflitti posti a tacere
- seduti per non dare noia -
e rimandati al futuro
trasformato in remoto
- possibilità incluse -
omaggio al passato
da cui provengono
irrisolti
veli e pregiudizi
che si atteggiano profeti
- poeti benedetti -
e pregiudicando voli
non rischiano la patria
né rischiarano il groviglio
del già grave sortilegio
ché a salvare
della propria casa
è solo la bandiera.
Sopra cuori
il timore
suo si sente
un male incurabile
annienta. Vastità
in penombra
incollano pensieri
riproducendoli
su carta stampata
moltiplicandosi
usati nuovamente
saranno
per le prossime battaglie
pensando di poter
ritrovare un'anima migliore
che le dia sicurezza
ma non la troverà così
piuttosto, per sempre la perderà
trovando un muro altissimo
difficilissimo da scavalcare
nel lento fluire, di un lago
profondo
che cadendo ammortizza pesi e vuoti
questo tempo ci ammalia e ci deprime
decadente e sfrontato
Il senso di ogni cosa mi fa senso:
mescolando un pensiero di morte
con profferte di sbalzi d’amore
tu gridavi ch’è vero
Distruggiamo semantiche alcove
castelli di rabbia
cesellati con sabbia
gli amori non vivono altrove
se non nell’estremo saluto
di un attimo muto
fiorenti e morenti nell’ultima Thule
che tutti ci illude
Teisti agnostici atei cerchiamo rifugio
nel bello che avanza
nel timido sguardo di un fiore
che vince il rancore
nascendo in mezzo al cemento.
anonime, tra grida
e sussurri di corpi
malati, lo specchio
bianco è la speranza.
In corridoi, in angoli
dove filtrano raggi di sole,
lo specchio riflette luce
e calore.
Le ore interminabili
si fanno più lievi,
attraverso lo specchio
il dolore si attenua...
Ti amo per chi sei;
l' ho sempre fatto e il tempo mi ha solo mostrato chi sono io. Il tuo uomo!
Salite e discese, città, montagne, mari...
Lacrime che potrebbero riempire un lago e sorrisi che renderebbero il mondo l' eden.
Quattro come i pilastri sui quali costruire una casa.
Amore, comprensione, perseveranza, passione...
Qualcuno ci è stato donato, qualcun altro lo abbiamo costruito.
Quattro i punti su cui poggeremo per costruire ciò che vediamo ciò che sappiamo cio che siamo:IO E TE ORA E PER SEMPRE.
per sprofondare dove tu ami.
E mi abbraccio nel sentimento
che emana il tuo cuore amante.
Mi sorprendo nel adagiarmi
senza aver timore di cadere.
Oltrepasso il calore di corpi
con le gambe intrecciate
con le mani afferrate
con le essenze incastrate.
Oltrepasso la pagina del tempo
stampando il volto nella mente
di te che strazi la mia coscienza
e che vivi da sempre di penosi addii.
Oltrepasso me per arrivare a te.








