Ci ho posato sopra le mie
mani, ed è uscito un suono.
Qualcuno lo ha sentito.
I passi sordi del frastuono
che ho dentro, con le ance.
L’orma è quella sulle canne
dell’anima mia, lo strambotto
vola come vento tra le spanne.
Parte del giorno resta seduta
su questo pugno orfano
delle ore andate, l’usignolo
suona la voce di un organo.
Stanco è il riflesso, di quelle calde emozioni,
di quei cuori annegati in una sola alta marea.
Resta la musica di quelle onde di notte,
schiantate sulle rocce e contro un faro,
che ancor veglia sul blu profondo.
Maestoso è il suono del suo silenzio,
che accompagna lampare, barche
e pescatori coi loro remi fino alla battigia.
Imponente e fiero, è lì da secoli...
testimone di albe e tempeste,
di vuoti e leggende... storie da raccontare,
storie che restano ferme nei ricordi,
storie ormai dimenticate,
di pontili corrosi e mai aggiustati.
Sfuma un tramonto nella salsedine
e con lui miliardi di cuori disegnati
a due a due sulla sabbia, si cancellano.
Sei uscita dalla notte
Se il nugolo scrittura e vita
con questo vento che non molla
ma per fortuna non fa freddo.
Prego per lui che non c'è più
non sentirò più
quello scooter così rumoroso
che arrivava ogni mattina,
non porterà più quella bella armonia
coi suoi racconti e la sua voglia
di volere ancora bene.
Una preghiera
ancora una volta
come per tante altre,
per lui per chi lo ha amato
e coccolato.
Il vento ancora non si placa
in cielo le nuvole
non trovano spazio,
aspetterò che smetta
così lassù qualcuno potrà coccolarlo ancora
e accompagnarlo in Paradiso.
La gioia del vivere
nell’anima le sue radici affonda.
Tra gli organi vitali
la tua eccellenza.
Senza si resta, infatti
un ghiaione misto
a ragnare
tra animale e vegetale
… non sempre inerte.
Fonte e del cuore conoscenza
di ciò che soddisfa
effettivamente.
Eppure ancora non ci si crede
e s’insiste
per strade che di perdizione
è dire poco
ché l’anima lo sa
che paradiso … inizia qua.
dove si occulta la malinconia.
che non sanno più sfiorare
né cuori, né fiori, né amori.
Nell'anima, un bacio sigillato,
come un segreto custodito,
pungente e velenoso,
resta sospeso nel fragile respiro.
che si ammassano l'uno sopra l'altro,
fino a far crollare piramidi stanche
di sogni ancora da spolverare.
nella mente un po' confusa,
negli occhi lucidi di nostalgia,
nel cuor dolente e malmenato...
dove il tutto è diventato niente.
sentire soltanto cose stupide su di noi
come una bolla che preserva il caos?
Non siamo poi così tagliati per le verità.
Se tu dovessi dirmene una,
come la sfortuna di pescare il cioccolatino avvelenato
da un cesto in un ufficio?
"Che quando siamo pronti a tutto per qualcuno
forse
non siamo pronti per starci insieme"
e dal guado casupole in ombra dei tempi
apparivano or come albe or come declivi serali
Triste nel cesto dei se stava il pensiero
che mai comprensione ebbe
e lapilli infuocati ornavano manici
S’era nella sera del gaudio e nel vestibolo dei cenci
e dal palco corvi e neri orpelli pendevano
Triste e radioso il canapo mortuario del desco
in tavole imbandite da pergamene
e ogni cosa volgeva al volere di candele elise e derise
Suol animo abbandonare ragioni e calare sipario
quando luci traballano nel misticismo delle incomprensioni
e apparenze scalfiscono verità
S’era nel convivo dei morti viandanti
che senza vedere calzavano lame nei gemiti altrui
e cera veniva a colare sulle ferite aperte
S’era così nel quando che spense l’arroganza i moti dello spirito
e buie stanze accolsero il divenire
che principio e fine in fine stanno
al voltar degli astri
che poco sanno dell’umano agire.
posso ancora trovare me stessa,
una libertà di pensiero
direi un po complessa,
mascherando il mio sole
istintivo, dal limpido ruscello
in balia che solo al pensiero
costantemente vivo,
indosserò per ogni momento
la maschera di scena,
sia allegra che vivace
pur che sia veramente
del mio harem la sirena,
canterò la stessa melodia
del mio vissuto,
che senza quella fiorita maschera
non avrei potuto.
vuol dire donarsi
incondizionatamente.
Rondine che vola a primavera
e ci dona il suo ramoscello.
Per cercare di comprendere
tutti quelli che odiano
e dipingono segni dell'imperialismo
e della deficienza
sulle porte
sopra le tombe dei caduti
nell'olocausto delle nostre coscienze.
dove i sensi si addormentano
mossi i primi passi
verso una condanna
La sibilla...
così la chiamano
la maga che osserva
i pensieri da un cero.
La notte è tetra,
condensa il fiato,
entra nelle ossa,
si fa sentire.
Così io...
pieno di stupore
osservo la tenda
ed inizio a riflettere.
Cosa spinge l'uomo
a voler sapere,
a voler cercare
un futuro già scritto...
Ed io rifletto,
la tenda si apre,
i miei pensieri
si dissolvono come nebbia.
O sibilla...
maga che osservi,
non dirmi il futuro...
perché non ho presente.
E'una passeggiata
questa vita
che ci circonda
di malinconia
l'odore di un canto
emette un suono
sono molti
che ti fan sentire viva
se non esistessero
vacilleremmo
senza di loro
il vuoto aumenterebbe
e in noi, lacrime sgorganti
interminabili
visi bagnati e qualche sorriso
proverebbero ad uscire
piegati dal vento
sopporterebbero il dolore
con le frecce
che si scagliano in cielo
Esseri lasciati, abbandonati
a se stessi, di memoria si nutrono
e si rifugiano nei cortili
in solitudine restano
aspettando la fine
Conservano ricordi
sfogliandoli come libri
Si leggeranno
nel pentimento
di non averli letti, prima
quando ancora odoravano
di rose profumate
La mia elle,
la mia lei,
si chiama libertà,
libertà,
solo lei,
che voglio,
che spero,
che sento,
e anelo,
nel mio spirito
inquieto,
libertà
di scrivere,
di sentire,
di dissentire,
libertà,
libertà d’artista,
al di fuori
dei canoni,
dei luoghi comuni,
delle convenzioni sociali,
libertà.
Sii penna: il tuo inchiostro cancellerà chi ti ferisce.
Sii sole: il tuo raggio accecherà chi ti fa ombra.
Sii luna: il tuo candore abbaglierà chi vuol sporcarti.
Fallo ogni volta che vuoi...
e poi...ancora una volta
e poi...un'altra volta ancora.
Non sentirti in colpa,
quando lui ti dice che vali poco.
Non scusarti quando lui ti schiaffeggia.
Chi ama non picchia.
Chi ama non offende.
L'amore non lascia lividi sul corpo.
L'amore non lascia ferite nell'anima.
Quando senti dolore grida.
Quando lui ti picchia chiedi aiuto.
Sii vento: il tuo sibilo sposterà chi ti urla contro.
Sii penna: il tuo inchiostro
cancellerà chi ti ferisce.
Sii sole: il tuo raggio
accecherà chi vuol farti ombra.
Sii luna: il tuo candore
abbaglierà chi vuol sporcarti.
Fallo ogni volta
e poi...ancora una volta
e poi un'altra volta ancora.
Non provare amore per chi ti odia.
L'amore non è possesso.
Non perdonare chi fa della
tua debolezza la sua forza.
I lividi sul tuo corpo,
altro non sono,
che le frustrazioni
di un uomo misero
e tu...non puoi fartene carico.
Non accettare le sue scuse
dopo che ti ha picchiata.
Se ti allontani e lui ti cerca...
non credergli.
Non cedere...mai.
Sappi che...
i fiori che ti regalerà
per farsi perdonare...
potrebbero anche essere
gli ultimi che riceverai.
A chi ti ferisce...
non credere...mai.











