Come quel tuo indagare
pungente
sul limitare del tramonto
- chi sei, se sei o non sei… -
Chi sono non lo so neanche io
e non mi curo di un esistere di giorni
quand’è l’eternità a chiedermi un per sempre…
Se in me sospiri parole di un futuro
non domandarmi quanto ho camminato
o se ho sudato lacrime e
non pesare se ho gioito
amato… e ancora amato
Porto in petto tutto l’amore che posso
e la soglia della notte non mi fa paura
Tu non li vedi, sono solo riflessi,
i riflessi migliori dei migliori tramonti
sotto i quali da sempre insistiamo
per assistere ai riti dell’esser felici
che pensiamo un diritto acquisito
epperò… non lo siamo…lo siamo…
non lo siamo…lo siamo…
Ti verrà d’aumentar la frequenza
dei battiti tuoi delle ciglia stupite.
Sentirai un inizio d’umido agli occhi:
stilla di miele, la miglior testimone.
E intanto benvenuta è la pioggia,
la più amata che sia mai esistita,
teneri scrosci dei brividi d’Eden
che cadono muti sul cuore e le gote.
Avrai come freddo, anche d’agosto,
ma febbre non è, è tua suggestione.
Avrai come caldo, anche d’inverno,
ma caldo non è, è sudore alle mani.
Disteso nel mezzo di mezza noce,
barca sicura in un mare impensato,
è così che in fuga tu metti la morte,
che vita tu plachi e poi ridisegni.
Spogliato di scudi, di te solo armato,
alato nel cielo che annulla ogni età,
è così che infine il respiro rimandi,
che pane tu mangi e bevi emozioni.
Non tenertele strette, non sii avaro!
Non celarle nel sacco creduto proibito.
Raccontale!
Non ti odierò
Nascondimi il tuo vero volto
Negami tutto il tempo che vorrei spendere
Soltanto con te
Sputami in faccia e colpiscimi quando
Sono a terra, ed io mi vendicherò
Sorridendo ed amandoti per
Sempre
Deludimi,
Deridimi
Declinerò ogni torto
Dedicandoti ogni mia istantanea
dalla porta bassa.
Scruto la trave
che non mi parla,
tu sei già dentro
indistinta nel tartan
scozzese, rosso e blu
di una poltrona.
Odore di gesso
non cancellabile
sulla scogliera.
Odor del canto
nell’aria
sorprende gli sbuffi
di un fumo incantato,
cede la voglia di fragola
sulle timide parole,
sembrano per paura
scoperti sentimenti
tra i muri della via.
ci saranno i monologhi della mia mente...
e lì... saranno cavoli amari,
perché anche il più piccolo pensiero,
danneggerà la mente di qualcuno.
E non ci sarà nessuno e niente
che possa difendere o trovare alibi
per quelle menti dementi,
perché la mia mente parla, non per colpire,
ma per affondare, mentre ancora tace.
E quando saranno finiti i monologhi...
beato chi mi resterà accanto,
perché essi godranno dei miei gesti più gentili.
La mia penna sono io.
I miei scritti sono io.
E tutto ciò che non è nero e bianco,
lo si può trovare nei miei occhi.
Si vive per morire
a volte
quando si nasce
con una stella
la tua sentenza
affermando
di non essere idoneo
per questo mondo
per te lacunoso
dovuto al fatto
di trovarti in cima
ad una carica esplosiva
che sincronizza il tempo
di quanto ti resta da vivere
prima dell'alba
Penso che tu morte
a tutti paura non fai
anzi, una liberazione
per molti sei
l'unica a dare conforto
togliendo i mali del mondo
sopportati per il destino
costretti ad accettarlo
Non ti scomponi per niente
impassibile rimani
Ad ogni uomo
dai la benedizione finale
nelle guerre sei spietata
seppellendo cuori
al di là di una vallata
Per certi arrivi pian piano
per altri in un attimo te li porti
via, senza essere avvisati
Qualunque sia la collocazione
per te più consona nella vita
affronteremo il cambiamento
con la leggerezza della seta.
Dormono i nostri figli quando rientri
dal turno in refettorio, dorme l’uomo
anche lui stanco sui fogli dei suoi
silenzi a matita che non ce l’hanno
ancora fatta… ti aspetta il poeta.
Verrò sempre, non importa la pioggia
A volte bisogna dare un nome alle cose per avere meno paura-
ma non per la gioia o per la commozione.
Esistono tanti amori:
amori dolci come un pasticcino,
che ci fan gli occhi a cuoricino.
Amori teneri come un orsacchiottino,
da tenere sempre vicino.
Salati come il prosciutto crudo o lo speck.
Piccanti come una peperonata dopo un insalata.
Zuccherati come una cioccolata.
Leggeri come le patatine light.
Intensi come i chewingum con il balsamo.
Profondi come un profiterole infinito.
Passionali come la nutella.
Romantici come un film.
Simpatici come gags.
Sexy come un calendario di boni.
Folli come chi ti regala un anello all'improvviso
e poi rimane senza un quattrino.
L' amore è tutto questo!
Oh a fior di pelle scrissi milioni di parole che
il cuore disperse e furon lettere su lettere a ripetersi.
Scrivesti d'amor che amor decanti ad
immemore saggezza ad arricchir gaiezza..
Scrissi e nessun lesse
fosti un uragano a dettar passioni.
Parole a mimica d'emozioni
a dichiarar amore, vendesti anima e cuore e
scrivesti ciò che non pronunciasti.
Scrivesti ed ancor scrivi
e lettere di cuore incidi e
rileggi quel che il cuor adita d'amore.
Guarda come fai... lo vedi che sei tu...
che quando poi mi risveglio
non ti trovo accanto a me.
Tu che esisti e persisti in qualcosa
E poi... si! È vero sai...
è uno sforzo contro la natura
rifiutare ogni cosa che t'appartiene.
Sono ormai schiava di ogni ricordo
di ogni presente, di ogni sogno,
di ogni canzone, di ogni pensiero
in cui maledico me... perché amo te.
Sarà quella poesia da poco
Sarà la poesia semplice,
spontanea,
cruda,
essenziale,
sarà la poesia da poco,
che gira,
che vola oltre il muro,
che abbatte le frontiere,
che arriva alla gente,
sarà la poesia senza speranza,
scritta nella disperazione,
scritta nel silenzio,
nella solitudine,
sarà quella poesia,
che ti arriva,
e ti fa capire,
o pensare,
sarà la poesia semplice,
quella da poco,
da poco.









