Vestita di vuoto e solitudine
e di un silenzio che urlava,
io andavo, tra alberi senza colore,
scheletri come l’anima mia.
La fragilità è foglia,
scricchiola mentre muore
come me, sbattuta dalle tempeste.
Si tocca lama più affilata
nella tana del serpente,
quando strisci e tocchi il fondo,
è una lotta corpo a corpo.
Sfidai lo stanco respiro che frustava,
s’alleggerirono i venti
tra foglie smeraldo e silenzi
fattosi di pace.
Il serpente nasceva a nuova pelle,
lo scheletro della mia anima
dalla sua forza
come alberi nudi a primavera…

Commenti
La rinascita dopo il dolore, la sofferenza psicologica, un periodo buio. Mi fa piacere che ti sia arrivata.
Grazie per esserti fermato nel mio angolo di poesia.
Ciao...^.^