Un bianco, pallido sole ci sorride
Lontano, irraggiungibile, dietro la nebbia
Sogniamo canzoni di tempi migliori
Senza neanche vedere l'azzurro.
Cielo.
Ci avverte già che siamo andati oltre
Ci tende la mano per aiutarci
Ci chiede di saltare dal treno in corsa
Cinereo il futuro in cui ci fiondiamo
E da cui a tutta velocità cadremo
Non basterà a salvare il mondo
Questa nostra malata medicina.
Progresso.
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Profilo Autore: Il tredici  

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Se non posso aver la fortuna 

di amarla per sempre,

ti prego, fai che sia felice.

Dalle tutta la gioia

di un bacio al mattino,

di carezze la sera,

donale la freschezza pura 

del ruscello di montagna,

il caldo del sole 

che fa schiudere un fiore,

proteggila e offrile il mondo

che sogna, nella presenza

fissa del cuore e della famiglia,

ridalle la serenità perduta

di troppi anni passati a soffrire,

per ciò che desiderava.

Ti chiedo solo questo,

perché l'amo.

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Profilo Autore: Mark  

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Vorrei una baita sulla spiaggia

e invecchiare su di una sdraio,

come invecchia il mare.

Scrivere per professione e smettere

di far la vita dell’operaio.

Vorrei indossare un’allegoria,

per Natale visitare la Lapponia.

Aver più piccolo il cuore, magari

di una o due taglie e mezza.

Ma questo è il tropo della storia.

Dentro vorrei poi sentirmi un poutpourri

alle viole, e non così Grinch e verde.

Quel senso di mancanza… avverto forte

l’inquietudine al fondo della grotta.

La tua eco sul rigo di una stilla si perde.

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Profilo Autore: Mirko D. Mastro  

Questo autore ha pubblicato 511 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Quell'ardore acerbo,
che nel sogno scalda il domani ..
 e nel risveglio, il reale,
l'illusione spegne.
Io mi specchio.
Le trottole, conclusi i vorticosi giri,
tra i giocattoli vengono riposte.
Vuoto e falso vivere,
dove le fiamme  inceneriscono le mani,
l'inganno  consapevole il pensiero mi porge.
Strade e corridoi senza nome,
dove la memoria si smarrisce
in questo labirinto la mia dimora trascina.
La cenere dei sogni,
con il loro labile ricordo
il pensiero malgrado persuade.
Labirinto di inganni e d'amore
tra le siepi di cemento  la via non riconosco.

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Profilo Autore: Luigi Castiglione*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 15-08-2025

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Ritorneremo ad amarci 
In questa vita che tanto stavamo aspettando 
Ritorneremo quello che eravamo felici la gente ci invidiava vederci ridere 
Ritorneremo a vedere le stelle tramonti ed albe insieme guardandoci nel silenzio degli occhi sentiremo solo la musica dei battiti del cuore 
Si ritorneremo Noi 

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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Lancette del diavolo

a scandire il tempo di questo mondo

dove nessuno

si gradisce postico.


Dove una strada sbagliata

resta segnata

e redimersi non è concesso

neppure a debiti saldati

con le patrie galere.


Tutto scontato

solo per scansare dubbi

su pentole diverse

e relativi coperchi.

Dove parrucconi privi d’elastici

optano per quel futuro

già assegnato. Farsa


il consesso si è espresso

in sicurezza di partecipanti

… a farsi tutti santi.


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Profilo Autore: ING BOWLING  

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Riesco a vedere le mani con questo affanno che le fa ferme

si spingono l’aria ben dentro alle labbra le mani degli affamati

quando ognuno porta con se la sedia, il cerchio tracciato

il diametro corto intorno al respiro del proprio stare male

e la negazione che prova a spegnere e spiega quasi il dolore

toccarsi le labbra, sentire sul viso le dita, le distanze perse,

il corpo incolmabile adesso il crudele e nudo orizzonte di questa stanza

del suo muro che tocco appoggiando la spalla,le voci che restano qui,

le voci di tutti, quasi incollate ognuna con il male da dire,

il male impossibile senza pronuncia come solo la paura è il tacere

c’è nel corpo il posto che le ossa disegnano, ben dentro la pelle

con la solitudine di ognuno di noi il nostro stare dove la bocca ci mette

le frasi da dire il sussurrare le sillabe fragili come un giorno di carta

che partendo dai bordi consuma se stesso

mi porto dentro gli alberi e l’angolo del tuo giardino

le solidi impressioni, l’incerto di ogni respiro

raccogliere il grigio, dare una forma ad ogni paura

penso alla morte per stare lontani da qui

i vetri sulla porta, gli occhi dopo i vetri

le mie dita cieche di sera che vengono sempre

a cercarti

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Profilo Autore: NEW HOPE  

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La lontananza

ricompone

i frammenti

di quel volto

dove si respira

la poesia

che solo il tempo

può alitare

con la mano

tremante

al pensiero

di non trovare

le parole

eppure così facili

già scritte

nella magia

di due occhi

dove la rugiada

si trastulla

col sole.

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Profilo Autore: Antonio Girardi  

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Quando te ne vai

osservo le tue cose

sparse qua e là 

per cercare la tua presenza

per trovare la tua essenza

ma non basta un rimmel

un paio di ciabattine

o un vestito piegato

quando te ne vai

porti via tutto il mio amare

lasciando una sagoma vuota 

a guardare lo scorrere del tempo

fino a quando ti vede arrivare...

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Profilo Autore: Mark  

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Visi che strisciano come teatri
misteriosi oltre il sonoro
ignavi da bocche sfatte,
dinieghi di sorrisi
sotto il cappello di cilestro
spento - e sono vedove
quelle assuefatte al logorio
dell’ora, perduto l’utero di gioia.
Diritte, e tali i cecchini
che sembrano aspettare i Tartari
nel camuffare mote
di solitudine.
E l’alba è un acro di cortili ciechi
l’alba non abita
non irradia, piange sui muri.
Avesse nelle mani uno scalpello
e un’epoca di rosa
dietro la tela
avesse un altro quadro
di alberi, e non fortezze.




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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

Questo autore ha pubblicato 786 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Come vorrei
camminare ancora
a braccia aperte
tra due file
di panni stesi
e, avvicinandomi
alla tua porta,
scorgere dai vetri
il tuo profilo.
E la voce calda:
-Arrivo, piano ma arrivo!
E dover spostare
la bicicletta
appoggiata al muro,
dove ora lascio
una lacrima
che presto svanirà,
come questo pensiero.
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Profilo Autore: Loris Marcato  

Questo autore ha pubblicato 214 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Era stanco il pellegrino

i suoi piedi piagati da un

viaggio che sembrava eterno

lo conducevano in territori oscuri

dove le vie non erano tracciate

dove il fuoco non scaldava lo spirito

il corpo segnato dalle rinunce

mostrava le cicatrici di infinite tentazioni

ma la sua mente era lucida

il suo pensiero limpido

la sua anima irradiava  

i segni luminosi della speranza

nonostante il buio  

attorno a lui volesse la sua servitù

sapeva che altro ristoro non c’era

se non dove si sarebbe compiuto

il tragitto verso l’ultimo rifugio

e le sue preghiere avrebbero sfiorato

il cielo là dove la cima delle montagne

accarezza l’aura notturna della luna.      

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

Questo autore ha pubblicato 166 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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Profilo Autore: sasha  

Questo autore ha pubblicato 264 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.



Al primo piovere,

olierò snodi di presenza.



Al primo raggio di sole,

su percepito asse

li stenderò!

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Si, sono i momenti in cui prendi le decisioni importanti nonostante siano forzate. Io ho smesso di sperare in aiuti, anche perché nessuno è me e, nessuno indossa i miei panni e, non potranno mai capire quello che provo. Poi mi rendo conto di essere sola coi miei guai, con i miei dubbi ed imprecisioni, con le incertezze e le paure.
E resto un po' così... ad osservare la vita che mi sfugge di mano senza poter fare grandi cose.
E resto un po' così... nelle perplessità, ascoltando quella musica che da sempre mi ha accompagnata ma solo ora mi fa scendere l'inaspettata lacrima.
Si... resto un po' così... in un dormiveglia che mi attanaglia fino a farmi avere le vertigini anche se non sono salita in alto.
Si... e mi va... si. Voglio star così.
Voglio stare ancora un altro po' in bilico, forse in attesa di cadere, o forse per il tempo di lanciarmi ancora una volta.
Ho perso la mia Ombra, ho perso un po' di me e mi va di esser triste.
Non mi va di parlare, non mi va di litigare e nemmeno di ascoltare, sono cose che momentaneamente mi vanno strette, è solo per questo che mi spoglio, ma questo non vuol dire che sono indifesa... ho occhi anche dietro alla testa, ed un culo che risponde a chi mefistofelico sorride di me, su me, senza di me.
Semplicemente, sto guardando il mondo con occhi diversi e da svariate angolazioni e vedo in giro solo ammassi di ipocrisie che devastano l'intera umanità.
Si... e mi va... si. Voglio star così. In silenzio, giudicata male, additata da chi non merita di farlo. Non mi importa niente... voglio star così!
Chi muore si arresta, chi resta minestra.
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Profilo Autore: Clorinda Borriello  

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