di un pensiero,
non capisco
se è importante.
Gira lento
senza regole,
forse cade
nell'abisso.
Ma rivolto
verso il sole,
corre lento
può bruciare,
spera ingenuo,
lui ci crede,
poi sprofonda.
La speranza
si dissolve
con la nebbia
dentro il cuore
che si stringe
timoroso
a salvarlo
c'è il tuo amore.
Come sposa avrei fermato il tuo corpo
sull'altare, un raggio di sole nel velo,
una soffusa benedizione del mio sì
in risposta alle promesse d'amore.
I passi furono in salita, ti seguivo,
una scia del tuo profumo speziato,
una carezza sul tuo candore virginale,
ti seguivo, operaio della tua felicità,
tu bella negli occhi verdi e sognanti.
La notte generò il giorno, la gioia,
l'enfasi del tuo amore di tenera madre.
Come sposa avrei fermato il tuo corpo
sull'altare, un raggio di sole senza dolore.
dense e all’istante vorrò ospitarle!
Chissà se intense per me nasceranno
dal tocco di un amore strepitoso
o da un colore non ancora carpito
tra frenesie di un oceano immenso
in onde offerte a questi miei occhi
perché mi tuffi nel futuro migliore!
Forse daranno vibrazioni perenni,
schizzate da strane forme di luna,
esplose magari in quei sortilegi
di stelle da cogliere come le more,
corpi celesti ch’avranno l’ardire
d’accarezzarmi guance e capelli
per convertirmi a magie d’universo.
Ed altre emozioni pure verranno
in strambe notti mutanti la scena
per colpa di lacrime impertinenti
in groppa a un dolore ancora fresco,
dentro il teatro che adesso diventa
tenero inganno ahimè smascherato
da quest’età che la gola mi stringe
a ricordarmi che la vita è già qua,
che fantasie che sto or disegnando
lasciano il posto al cosa è da fare
per ingegnarsi non più sognatori.
E ciò nonostante,
che vengano le nuove emozioni!
acrostico multiplo
endecasillabe in rima.
*
A-ntica quercia, maestosa pianta
N-ell’ombra tua lo spirito riposa.
T-etto tu sei con la tua chioma ombrosa
I-ntorno all’ombra tua che tutto ammanta
C-elando al fresco l’aria troppo afosa.
A-mica quercia, visione che incanta.
*
Q-uando il viandante stanco si riposa
U-bertosa tu amica lo proteggi
E-maestosa su di lui troneggi
R-icca di fronde, amabile e briosa
C-reando tra le foglie nuovi arpeggi
I-ntonati alla chioma tua festosa
A-lla natura generosa inneggi.
*
O-rgoglio sei tra gli alberi maestosi
M-irabile regina dei colossi
B-onariamente la tua chioma indossi
R-egalando i tuoi abbracci dignitosi.
O-nore sei tra gli alberi più grossi
S-ei unica coi rami tuoi sfarzosi
A-mica, sei un molosso tra i molossi.
lenta
impalpabile
Scorre la sera
come una sigaretta
Guardo lampioni spenti
Guardo un cielo che non c’è
Un vecchio cimitero dorme…
E luci d’auto passano accanto
Qualcuno accende un’altra sigaretta
dietro la maschera
Qualcun’altro attende
alla fermata dell’autobus
Rumori che vanno
vite che vagano…
Io sono lì
o altrove
immerso nella pioggia senza luce
Rimpiango,
rimpiango dimensioni
e mi sento notte,
notte di me stesso
e son forse vita
oppure morte.
L’avevo vista per la prima volta.
Dal momento che mi passò vicino
già coltivavo una passione incolta.
Teso come una corda di violino
*
fin dal momento che incrociai lo sguardo
un sentimento mi pervase tutto;
il cuore ebbe un battito in ritardo
e un fremito mi scosse dappertutto.
*
Bella come una dea, lo sguardo altero
da perdersi in quegli occhi suoi castani
avvolti in una nota di mistero.
Mi avvicinai e le sfiorai le mani.
*
Lei ricambiò il gesto con fervore.
Era palese ormai la simpatia
che già ci univa in un dolce languore
avvinti e vinti in splendida malia.
*
Fu veramente amore a prima vista
vissuto vero, puro, senza affanni
poiché fu una reciproca conquista
e dura ancora, dopo cinquant’anni.
***
-Nonno, l'amore dove lo posso trovare?-
Mi ha chiesto, un giorno, la mia bambina:
due occhi grandi color del mare
in un bel viso di sbarazzina.
-L'amore- le ho risposto
-lo puoi trovare nelle persone buone,
fra i monti, al mare ed in ogni luogo,
addirittura in un piccolo fiore.
Lo puoi trovare nel nido degli uccelli,
nel duro lavoro di una formica,
in tutti i momenti belli
che fanno lieta la nostra vita.
Lo puoi trovare in un tramonto con i suoi colori,
nel cielo di stelle trapuntato,
nelle fatiche dei nostri lavori
e nel Signore che ci ha creato.
Puoi trovare ancora l'amore
nell'acqua che disseta il prato,
nel grano dorato da un placido sole
e nell'aria pulita che respiriamo-.
Poi ho chiesto alla mia bambina:
-Dimmi tu adesso dov'è l'amore-.
Lei mi ha risposto di gioia rivestita:
-È nella mia mamma, quando mi stringe al cuore-.
Incuriosito
La brama
Di attenzioni
Che necessiti
Nel dare in pasto
A sconosciuti
Le tue forme,
Per nulla
Lasciate
All'immaginazione.
Vesti di fili
Che tu pensi
Riempiano
E in realtà
Ti svuotano.
Avevo creduto,
Al posto
Della solita
Vecchia minestra,
Che tu fossi
Di prelibata fattura.
Ahimè!
Chi ha inventato
Il nuovo millennio
Ci ha resi fotocopie,
Non esiste fascino
Solo prepotente
Porno
Mascherato
Da libertà.
Improvvisa si accende
una breve luce riflessa
in questa piazza deserta.
Il grande albero
spoglio del superfluo
sembra abbracciare il cielo.
L'aria fredda di dicembre
attraversa i nostri corpi
e lontano
in alto
si intravede il sole
nascosto
furtivamente
da una nuvola
di passaggio.
La mente respira
nuovi affanni
e vola
leggera
per catturare
quel silenzioso
raggio
di inattesa
speranza.
E io ti sputo merdoso essere che vivi nei tombini…
Che vita di puzzo che fai
sempre immerso nei liquami
sempre intinto di intingoli esanimi
Privi di vita
solo scaglie di formaggi ammuffiti
E vivi nella merda
ogni giorni ti rotoli nel tuo elemento quotidiano
e ricordi momenti passati
quando ti fermavi alla pompa di benzina e mettevi cinquemila lire
e in più quello stronzo di benzinaio ti puliva i vetri
«Acqua e olio? Tutto a posto?»
«Ma faffanculo, da te non vengo più metti l’acqua nella benzina»
Si beveva benzina e gasolio
Tu merdoso essere ti sporcavi le mani di pece e d’olio
eri un meccanico
un artigiano
un falegname
un ortolano
Guarda oggi al mercato la frutta costa mille lire al chilo
Il cinema costa cinquemila
e ieri ho appunto messo cinquemila di benzina e mio padre mi ha dato ventimila di paga…
Ma poi quel cazzo di benzinaio capiva sempre male…
«Gino, metti cinquemila»
E giù venticinquemila di benzina e addio soldi del sabato e niente cinema
Sì, tu merdoso che vedevi il Nome della Rosa al teatro Apollo
e ti crogiolavi nel tuo canale di scolo
ed eri te stesso nel mondo sommerso
Eppure
forse
tu vivevi
più di quanto faccia io adesso...
Quasi a sfiorar la non ombra di Dio,
ho volato nell’ultimo infinito
e cosa importa se un sogno è stato
o se si creda o no a quanto dico.
Di piombo, le mie ali protendevo
del colore rubato ad un tramonto
e la terra ho visto da quel punto
pianger finalmente di vergogna.
Anch’io…
c’ero anch’io in quella ressa.
*
Me dispiace fanciulli mia diletti
questo è un Natale da dimentica’
vorei avecce li sòrdi pe' crompa’
come l’anni passati i regaletti.
*
perché quest’anno è annata così male
che pe’ magna’ me so’ dovuto venne’
la slitta vòta assieme co’ le renne
e ‘n c’è gnente da fa’ pe ‘sto Natale
*
perciò ve dico: da quest’anno in poi
-siccome ch’er governo scellerato
come tant’artra gente m’ha sporpato-
li regali me li mannate voi
*
bambini ricchi. Io vorei portalli
a quei bambini che nun cianno gnente
ma fate presto che la cosa è urgente
nun ciò regali e gnente pe sfamalli.
*
Io me vergogno a chiedeli a li preti.
Dato che ‘sto Natale è annato fiacco
se me date ‘na mano a riempi’ er sacco
pe’ portalli a chi soffre ce andro’ a piedi.
***
misteriosi invadono il tramonto
mirando il centro di pensieri sofferenti
duri macigni da sfoderare delicatamente
e dopo rimuovere una pista
che porta alla verità. Evidenzia autentiche prove
ove stradine si incrociano quando dettano
il copione sul nascere dell'inverno








