Quasi a sfiorar la non ombra di Dio,

ho volato nell’ultimo infinito

e cosa importa se un sogno è stato

o se si creda o no a quanto dico.


Di piombo, le mie ali protendevo

del colore rubato ad un tramonto

e la terra ho visto da quel punto

pianger finalmente di vergogna.


Anch’io…

c’ero anch’io in quella ressa.

*

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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Commenti  

Giancarlo Gravili
# Giancarlo Gravili 15-12-2020 14:23
Il volo dell'autore cerca la realtà e nuovi mondi da osservare e si sente esausto da quei luoghi che più non riconosce, che non conosce e l'angoscia sale...
Sempre introspettivo e reale nel poetare...

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