di una bella anima,
abbi rispetto delle sue paure e di ogni sua lacrima,
ad ogni azione segue una reazione
nessuno possiede la perfezione,
non è giudicando che si ottiene gloria
di ogni essere umano rispetta la sua storia,
l'umiltà è la più grande forma di certezza
oltre ad essere la tua più grande ricchezza.
Avevo un amico,
l'ho perduto perché
non ho saputo comprenderlo.
Per il suo dolore e la sua disperazione
la mia amicizia non bastava,
non sono riuscita a entrare nel suo labirinto
e l'ho lasciato andare.
Il tempo mi darà ragione
sanando le sue ferite,
le mie sono più grandi delle sue
ma non le ha mai viste,
né mai le vedrà.
L’umanità è stata sempre in guerra!
-I motivi? Colore o religione-
Sembra non voglia perder l’occasione
per sparger sangue ad arrossar la terra.
*
Nella guerra, chi sono i vincitori?
Son quelli che si lanciano in battaglia
e da incoscienti -povera marmaglia-
per guadagnare fama, onori e allori?
*
Però in battaglia, quanta gente muore
per difendere -ahi me- l’altrui interesse
credendo ciecamente alle promesse,
dimenticata nel proprio valore?
*
E a quelli che -forse- son fortunati?
Tornano ciechi, menomati o zoppi
e ogni fazione -ahi me- ne conta troppi
che succede una volta rimpatriati?
*
Che gran fortuna salvare la pelle
e non ricevere nemmeno encomio;
ad esser chiusi dentro un manicomio
o condannati a una sedia a rotelle.
*
Ci dicono di uccidere un nemico
un padre di famiglia come noi…
ma non finisce il tempo degli eroi
che a chi comanda non importa un fico
*
se vivi o muori. E noi, poveri fessi
di quello sprone facciamo tesoro
e a difendere gli interessi loro
sacrifichiamo noi a quegli interessi.
*
Se ci reggesse un poco la memoria,
dovremmo aver capito finalmente
che il sacrificio -ahi me- non conta niente;
è il vincitore che poi fa la storia.
*
E dovremmo anche essere convinti
che in ogni guerra non c’è mai vittoria,
perdono tutti. Questa è vera storia:
perdono tutti, vincitori e vinti!
***
Aiutatemi a dimostrare,
che sono imbarcato su una nave
dalle vele scombinate
che mi porterà
sull’ultimo lembo
di questa terra sconosciuta.
Lì, disporrò del mio tempo
per respirare,
connettermi all’orologio astrale
e resistere alle intemperie
del mio cuore.
immenso manto di stelle d’argento
piegato nell’abbraccio alla terra.
Imperfetto, il cerchio è dischiuso.
Fa freddo, è inverno che resiste
e spalti vuoti cuciono la notte.
In scena va la vita ed è la mia
e vanno i miei passi misurati.
Ad ogni mossa c’è di che pensare.
Ma…vedo un bambino curioso,
mi contempla col cuore quasi in gola,
s’attende certo qualche acrobazia.
Mi accosto, lo conosco molto bene.
Regala al tempo angoli di mare
e quei due occhi che parlano di me.
Innocente bellezza ora m’invade,
anticipo d’intensa primavera
nei giorni dei durevoli silenzi.
Poemino in 9 sonetti abba abba cdc dcd
*
L’ora che fugge senza dar sapore
all’umana natura, va sprecata.
Viver senza pensiero, alla giornata
un esistenza priva di colore
*
è come il cactus che regala il fiore
che sboccia al primo sole in mattinata
ma quella gemma rossa e vellutata
presto avvizzisce e il giorno stesso muore.
*
L’uomo viene innalzato dal pensiero
perché il pensiero è partecipazione
sia esso sano, vile o menzognero.
*
Ecco, col dubbio nasce la ragione
che rende l’uomo simile a sparviero
franco ed aperto ad ogni soluzione.
*
Idee, pretese assurde o fiumana
di alti principi, o falsa competenza
o forse solo debolezza umana
dovuta a criticabile coscienza?
*
Quale sarà l’ascosa forza arcana
che spinge sempre verso la sapienza
chi si avvicina e sempre si allontana
per ritornare al punto di partenza?
*
La vita è breve, dura troppo poco
perché si giunga ad una soluzione
ben definita; è un canto troppo fioco.
*
L’essenza pura sfugge alla ragione
la quale vaga al buio, come in giuoco
cercando e non trovando soluzione.
*
Soluzione? Sempre vacilla e cade
quando un nuovo pensiero mi conquista.
Prego quel Dio -se c’è- che Lui m’assista
E che mi guidi per giuste contrade.
Nel valutare il paradiso o l’ade,
io dubito di avere buona vista,
ma fido ancor che la ragion resista
pur se certezze son sempre più rade.
*
Ma il dubbio c’è, e qunto è grande, è immane.
Per questo cade sempre ogni conforto
Quando le idee si fan malferme e insane?
*
Meglio stare col frate a zappar l’orto
qundo poi il dubbio nasce e ti rimane
e ti costringe nel veder distorto?
*
Io son debole carne peritura
e tutti siam contro il destino inermi
forti in salute o deboli ed infermi
esposti al divagar della natura.
*
Ma quale verità profonda e dura
genera tutti noi, genera germi
come la carne putrida nei vermi
sguazza dopo avvenuta sepoltura?
*
Guardo la fede come spettatore
e cerco di capirla, come in sogno.
La fede è amore, solamente amore?
*
Forse per qualche strada anch’io la agogno
Però mi accorgo -sono spettatore-
che vien cercata solo nel bisogno.
*
Ecco, il bisogno rende l’uomo vile
s’affida a un Dio sperando che lo aiuta.
Il mio pensiero errante si rifiuta
A un accomodamento sì puerile.
*
Perché l’uomo, in età primaverile
crede di aver la mente forte e astuta
finché per giusta sorte sia venuta
l’ora che avanza nell’età senile,
*
la quale gli fa perdere la forza
e lo indirizza nella religione?
Non è forse che perdere la scorza
*
sia come rinunciar alla ragione?
-Pensiero che si accende e poi si smorza-
Ma questo sfugge alla mia comprensione.
*
O mio pensier che la realtà mi ascondi,
vado cercando un Dio ma, non lo vedo
per tuo capriccio io, credo o non credo
perché col dubbio sempre mi confondi.
*
Io ti interpello e sempre mi rispondi
con l’incertezza. E contrapponi un veto
a qualsiasi cosa io mi chiedo
oppure che il pensiero mio ridondi.
*
Come un ape che va da fiore a fiore
col mio pensiero io sono viandante.
Mi spingo sempre con cocente ardore
*
verso ogni concetto stravagante.
E ciò è dovuto a un cuore sognatore
o al mio pensier perennemente errante?
*
Procedo in luce o al buio, claudicante?
Contraddizioni, sempre! In me invece
non so trovar conforto nelle prece
sempre legato al mio pensiero errante.
*
Vaga il pensiero mio, sempre esitante
a volte bianco, o nero come pece.
Io faccio parte dell’umana spece
e in me fluiscono le idee, ma, tante.
*
Mi trovo tra l’incudine e il martello
ogni pensiero nuovo mi seduce
al punto che mi logora il cervello.
*
E questo prova che il destino scuce
ogni trama nell’uomo. E il macchiavello
senza che se ne accorga lo conduce
*
verso l’impraticabile sentiero.
Ecco, per questo con il cuore anelo
a capire, ad abbattere ogni velo
contro ogni deviazione del pensiero.
*
Spesso succede all’uomo, al più sincero,
di sfiorare un concetto per un pelo
e invece di innalzare gli occhi a cielo
rimane sempre avvolto nel mistero.
*
Resterò forse sempre il miscredente
alla ricerca di una fede pura
impegnato col cuore e con la mente?
*
Una salita erta e molto dura,
seguire sempre ciò che il cuore sente
nel pensiero che a volte fa paura.
*
Restero forse sempre il miscredente,
che non può mescolarsi alla fiumana
d’ogni credente, quella gente umana
che è capace di creder fermamente?
*
Resterò forse sempre il miscredente
che non s’accosta a Dio, né si allontana,
ma che ogni volta un suono di campana
non mi lascia del tutto indifferente?
*
Oh Dio, -se esisti- insegnami il cammino,
ch’io mi inginocchi presso te implorante,
mandami un angel che mi stia vicino;
*
mandami un segno ed io sarò costante
nell’adorarti. E rendi più piccino,
sempre di più il mio pensiero errante.
***********
Non ho parole
suoni muti
scivolano da imbuti
stringono la luce
frenano le acque
in quei fori scuri
fondali stranieri
echeggiano le stelle
tocchi delicati
occhi trascinati
su bianchi lenzuoli
fra manti di cielo inventato
Non ho parole
volano dal cuore
suoni toccanti
teneri amanti
si lasciano per sempre
nel fragore scomposto
di un bello evaporato
del buono cancellato
del molto perduto
Non ho parole
Il resto esce di nascosto
egoistico
mentore
di sotterfugi
alambiccàti
su mura lisce
come specchi che riflettono
l'inquietudine
di un passato
ben
aggrappato
come cozza nera alla scogliera della
mente.
Paura la tua di precipitare nel buio più profondo
di un cratere sommerso da un mare di solitudine.
Misero...
ti adatti
ingannando te stesso
morendo di vita indesiderata
adesso.











