dov'eri quando cercavi di fermarti ad un bivio
di movimenti che controllavi a stento
ti erano familiari ma non li conoscevi, non volevi
Nel labirinto dei colori tanti attori venivan fuori e si sdoppiavano
tranquilli cattivi sognatori maleducati mancanza di rispetto verso se stessi
dopo voleva sonnecchiare sprofondando in un sonno profondo
ove toccava con le mani pensieri infiniti
tormentavano nella nebbia
che si offuscava ed immaginava
tra le mie braccia.
Ritorna a quando
eravamo ragazzini.
che dona colori meravigliosi, manda nell'aria profumi deliziosi
fragranze parsimoniose deliziano l'olfatto com'è dolce il soffio di un respiro
e di un vento caldo del mattino. Smette di farti arrabbiare
ti rilassa, in soffice piuma che vola cantando la ninna nanna
desideri, cercandola sempre, perchè il vuoto non senti
ma una leggera piuma che si accende
Scalda appassendo, mentre racconti vengon fuori
ad intimare il silenzio. Minuscole sillabe interpretano
teatri solitari. Palcoscenici appaiono cinguettando
cori surreali smortano i pensieri e resta la speranza
a parlare di catene, da chiudere, voler condannare
nessuna possibilità, al meno corretto
che le regole viola, pestando i piedi
senza il minimo pudore di fronte al male
sfuggono improvvise
e i pensieri
le inseguono solitari...
Sarebbe bello ascoltare
solo il suono
melodioso
dell'acqua
di una sorgente
cristallina.
Le parole
possono ferire
come lame taglienti
ma sono solo tempeste
di grandine
che il sole generoso
può
sciogliere
poco dopo...
regalando
improvviso
un
arcobaleno
di pace.
fann sbattere stu core mije
cchiù forte ‘e ll’onne.
St’uocchie ca tiene
lucente ccchiù de stelle
só’ comm’a duje suspire…
ogne suspire coce,
ma cu nu ffuoco doce.
Sta voce, ‘a mije,
t’ha fatte ‘mbriacà
e mmiezo a st’aria mbarzamata
pure ‘a luna amme fatte annammurà.
Stienne sti bbracce,
nun riesce a aspettà
me vuò' sempe abbraccià...
me vuò sempe vasà.
Je senz ‘e te
tu senz ‘e me
nun putimme sta’
e core a core,
facimmo 'ammore.
In attesa di quella goccia di sangue
che dalla sacca trasparente fluida scorre
in un percorso assistito ,
preciso e delicato che tanto mi piace guardare
e fin tanto che lentamente mi filtra dentro
chiudo gli occhi e riassaporo i piedi scalzi e gli occhi
di soffice ovatta puntati al cielo
a cercare una nota di sole
l’aria distratta che scompone le foglie
la felicità dei bimbi sull'erba
i giorni a perdersi
sospesi dal niente
e in un letto di papaveri rossi precipitare
correre e sbucciare le ginocchia sui sassi
ritrovare la rugiada con le mani fin dentro ogni crepa
e in silenzio vivere, amare.
Tuttavia la vita che mi ha tolto la vita
mi ha dato la carezza
di un donatore volontario per sopravvivere
e mi scorre in vena
la sua generosità
il suo altruismo
regalandomi
una piccola iniezione di felicità.
( Giornata Mondiale del Donatore di Sangue )
decido di vedermi il telegiornale,
arriva in tavola l'antipasto,
intanto apprendo che il governo farà l'ennesimo rimpasto.
Assaporo del prelibato salmone,
un uomo stamane ha ucciso quattro persone,
stappo intanto il mio adorato Chianti,
scene di gente volte in accorati pianti.
A tavola arriva la lasagna,
un attentato è avvenuto in Spagna,
molto buona questa ricetta,
intanto il virus avanza in fretta.
Scorgo l'avvicinarsi una bistecca dalla cottura media,
in mare viene riproposta l'ennesima tragedia,
un po' di frutta che fa sempre bene,
gente senza lavoro racconta le proprie pene.
Oggi ho preparato una torta quasi nuziale,
ma mi affretto a cambiar canale,
non vorrei rovinarmi il pranzo domenicale,
sapendo che è scoppiata una guerra mondiale.
che da lì guardi tutti senza mai farti notare,
Luna che sposti il mare senza far rumore
toccata da pochi e delle ser benedizione.
Spiegami o' luna, come restare quieta
come non reagire alla violenza dei tuoi figli,
come non lacrimar quando come gigli,
vengon strappati via e tolti a madre vita.
Raccontami degli amori che creato hai,
narrami le delusioni di chi troppo voleva,
tormente di voragini sulla faccia nuova
ricordano i colpi che lasciar non potrai.
O' Luna, un'aliena amante di amanti
e una tempesta per chi deluso sia,
ispiri poeti con la presenza tua Pia
e fai nascere musica dai dolor di giganti.
Smetti di restare ferma a riflettere
ma inizia a deliziarci della luce tua nativa,
la luce che non riesci a render viva
poiché un fil di polvere oscura te sul nascere.








