pesarmi senza vestiti non mi scoccia,
guadagnerò senz'altro qualcosa,
misurandomi nudo in verticale posa.
Con le piante di piedi salgo a bordo,
vedremo se sono stato un incauto ingordo,
Oh perbacco! sono aumentato,
sarà stata colpa del bis di gelato?
Non è possibile questa cosa,
scendo e risalgo cambiando posa,
niente! implacabile è la misura dello strumento,
non gli è bastato il mio timido pentimento.
Accetto il verdetto con mestezza,
ed elaboro pensiero con misurata compostezza:
la colpa non è né mia e né della bilancia,
ma dipende solo dalla capiente pancia.
Danzano
Sulla pelle danzano le parole in musica
Il sonno delle emozioni svanisce
Nessuna lacrima
Nessuna emozione
Nessuna gioia
Nessun orizzonte
È un attimo
E quelle note mi dicono che ci sono ancora
Sono ancora io la donna che conobbi un giorno
al suo cospetto incompreso,
immobile dalla mattina alla sera,
alla stregua di una banale bomboniera,
Lontano mi appare quel Natale,
quando scaldare i cuori era normale,
rimango in compagnia di un umidificatore,
privo di acqua e anche di amore.
Mi ci vorrebbe proprio una vacanza,
sarebbe sufficiente cambiare stanza,
ma di me nessuno se ne accorge,
e passando neanche mi si scorge.
Arriverà di nuovo la fredda stagione,
quando mi ritroverò sulle terga del mio padrone,
ma allora servirò la mia fredda vendetta,
che egli si ritroverà nella sua bolletta.
chi cammina bene, chi non ci riesce,
una gentile signorina è posta all'ingresso,
con numerino di avvicinarla ti da permesso.
Nome e cognome viene chiesto,
la domanda è facile e si risponde presto,
una verifica dell'appuntamento a terminale,
e ci si accomoda dove si trova uno schienale.
Sui muri pubblicità di prevenzione,
per farle tutte servirebbe un'intera pensione,
cognomi mai uditi riecheggiano nell'aria,
tutti girano con una tessera sanitaria.
Ognuno entra dove spetta,
un camice bianco attende per elaborar ricetta,
negli occhi un pò di apprensione,
che si mescola a velata preoccupazione.
Da giorni come questo a volte dipende il proprio destino,
un medico ti potrebbe indicare un diverso cammino,
guardando cos'hai in mano una cosa appare evidente,
siamo solo un numero tra un'infinità di gente.
eterea come una ninfa,
privata delle vesti su quel divano rosso fuoco.
Silenzio nella nube di polvere che attraversa un raggio di luce.
Solo un respiro profondo il suo,
Mentre contemplo le galassie sulle sua schiena che aprono nuovi orizzonti,
Ingranaggi di sensualità nascoste da un velo leggero,
che alterano la percezione,
La passione,
L' amore.
Tutto intorno solo grigio e macerie,
E Un tavolino per due,
Un tè, per lei e me soltanto,
Un fil di vento le accarezza i riccioli bruni ed arriva fino a me,
profumo di pesca appena colta che inebria le mie spoglie.
Ritratto di un pomeriggio pigro,
Chiusi in un motel,
in viaggio verso le profondità dell anima.
Scrivo per voi
poeti
anime gentili
che in punta di parole
entrate dentro i cuori
con il silenzio del rumore
lasciando
l’impronta leggiadra
dei momenti
vissuti nella pienezza
delle cose belle
come la poesia
delle notti stellate
di quando i sogni
non aspettano l’alba
per essere vissuti.
Così gli anni
di fresca vernice
sopra la ruggine
e le rughe
del tempo che passa.

Sapeste..
Sapeste anche nel cuor nasce l'eleganza
ad innatural movenza,
trittico a ritmo ed andatura lenta.
Il cuor eleva
repentino ed indisturbato
va ad adagiar su verdi sponde
mentre il paesaggio l'anima percuote
e la fa vibrar di emozioni
ed il ciel di buon umori rasserena.
Sapeste com'è frizzante l'aria settembrina,
circolo vizioso fra giorno e notte,
quel profumar di terra dopo la pioggia e
sul lago due cigni a far l'amore..
Sapeste ogni stelo d'erba elegantemente
proietta la sua percezione verso l'infinito,
come ogni vita o morte
orientano lo spirito nell'universo!
Adele Vincenti
9 Giugno 2021
anacronisticamente stupendo,
proietta ricordi di un tempo lontano.
La tua mano,
sfoglia pagine di un antico plico
narrante di Achille e del proprio nemico.
Era maggio e noi intanto
crescevamo,
cambiavamo senza far rumore,
viaggiavamo col la fantasia.
Mi pento
dell'attimo
nel quale ti ho lasciata sfuggire
e senza pensarci sei andata via.
perché portava
calma,
consigli,
serenità.
Ora la temi
perché ti causa
agitazione,
ansia,
turbamento.
Aspettavi la notte
perché portava
sogni,
desideri,
progetti.
Ora ne hai paura
perché ti dà
incubi,
avversioni,
insoddisfazioni.
Il suo silenzio
ti insegnava
a volare
verso un nuovo giorno
su ali sempre più forti.
Ora lo stesso silenzio
ti istruisce
su come nascondere
il tuo precipitare
nel vuoto
della amarezza.
Ora quel silenzio
ti insegna
come celare
il tuo sprofondare
nel buio
della sofferenza.
Ma continui
ad attendere la notte
poiché speri ancora
che riesca a farti volare,
nuovamente,
verso giorni di luce.








