Nel bugigattolo ottuso
con altera destrezza defluisce
in crescente disfacimento
un millantato pensiero.
E' disadorno fregio
d'un caparbio giullare.
in asettici momenti
d'inopportuna esaltazione.
Semina
tortuosi e infantili esempi
d' inesorabili fallimenti
trasmutandoli in successi.
Nel progredir d'esordio
il profano palesa
audacia promiscua
in rilevanti eccessi.
«Nel buio ancestrale
gli occhi vedono
ciò che nessuno vede
e sono universo
di connessioni sensoriali
e tutto appare nel reticolo della conoscenza
come scie che brillano nella loro sapienza
e ogni fonte diviene quiete
e meraviglia incatena l’anima
che mai vorrebbe lasciare
il suo vero esistere»
Percorsi le vie dei mondi
e stelle mi guidarono
nel viaggio della mente
nell’esperienza dell’anima
e tutto parlò di creazione
e visitai i reconditi spazi
e le certezze furono a me indicate
e la scintilla che muove
fu tutto,
in un istante infinito.
Ginestre fiorite sulla ridente collina
si lascian baciare dalle luci dell'alba.
Magico tetto al sol si colora
e con il suo manto protegge
la natura che gode.
Si dileguano le nubi
sempre più in alto
fin dove la vista non può
più arrivare.
Dall'imponente dirupo,
ammiro incantato
valle, pianura, cielo e montagne.
Fasci di luce danno il saluto
al giallo dei fiori
che si lascian filtrare.
Come le ali di tante farfalle
si aprono e volano
agli occhi del mondo.
Presepe vivente
che si rinnova ogni giorno
come miracolo,
ci viene donato.
Il vento ti accarezza il cuore
ma a volte puo' fare male
è un soffio in una mano
che non riesci a controllare
e le parole fa dissolvere nell'aria.
Il vento dentro l'anima
il cielo chiuso in una stanza
un ombra che ti avvolge
tra tanta indifferenza
e non importa stare male
sei solamente leggerezza
facile da trasportare
difficile da sopportare.
Il vento cancella tutto
anche le cose belle
e fa dimenticare
non sei mai esistito
sei una vita mai vissuta.
si va a trovare in classe la propria prole,
i bambini si esibiscono emozionati,
davanti a genitori affascinati.
C'è il bambino più sfrontato,
quello un po' più impacciato,
c'è il bimbo più distratto,
quello che fugge di soppiatto.
Le maestre come direttori d'orchestra,
girano la bacchetta come fanno con la minestra,
fuori i bidelli dai sorrisi avari,
oggi sono attesi da lavori straordinari.
Tutto questo me l'hanno raccontato,
anche se alla recita di fatto ho presenziato,
i miei occhi erano solo per la mia discendenza,
da tutto il resto non c'era alcuna dipendenza.
“Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s’era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s’era potuta riconoscere così.”
(Italo Calvino)
Anche
durante
la pioggia forte
le tue ali lunghe e strette
ti permettevano voli senza soste.
Ben oltre le casa di campagna
-il mio sforzo di rimanere
racchiuso in un nome-
mi portava invece
a fischi frivoli
e singhiozzi
libertini.
Mai
-però-
alla nidificazione
o alle questioni della fede.
Quando scapperò sul mare
sarà un passo alla volta
-e non mi adagerò
su un fianco
a tredici
minuti
dalla costa-
ma mi diraderò
come la nebbia al sole
e ti osserverò dall’orizzonte
mentre salterai da uno scoglio all’altro
per raccogliere i miei 1638 lingotti di rame.
Quattordici miglia in balia delle correnti oceaniche
e se vorrai potrai raggiungermi per coprirmi di improperi,
per la mia anarchia (di altro tipo) e per le mie indecisioni,
che alla fine sono valse solo per chi le ha accettate.
Forse domani mi dissocerò da me stesso
-al ritmo di tre pensieri al secondo-
e chi lo sa
se tu rincorrerai
il mio nome, il mio ricordo
o la mia smisurata preziosa immaginazione.
“Tutte le cose che farò prima di morire e la mia morte stessa saranno pezzetti di storia.”
(Italo Calvino)
Oh mondo
osserva le mie lune storte,
guarda le oscurità che invadono il mio spirito,
nota il fuoco rabbioso che emana il cuor mio
celando l’atroce sofferenza che mi stritola l’anima.
Ascolta le urla strazianti dei miei pensieri,
senti le grida laceranti delle mie labbra mute,
scruta nei miei sorrisi lacrime nascoste,
rintraccia nella mia mente felici ricordi di ciò che fu.
E odiami
Vedendo la mia assordante quiete
udendo la mia gioiosa tristezza
chiaro sarà il motivo della mia richiesta
d’odio e non d’amore,
di disprezzo e non rispetto.
Quindi odiami
cosicché ogni ferita subita
avrà ragion d’essere,
ogni calunnia patita
avrà la sua logica
ogni mio perché
avrà la sua risposta.
Odiami mondo
e forse ogni macigno
diventerà piuma
ogni spina diverrà petalo
ogni chiodo si tramuterà in foglia
l’odio si trasformerà
in pace…tetra…
ma pur sempre pace.
quasi alla stregua di un'anatema,
Mi reco all'hub vaccinale,
come uno svizzero sono puntuale.
Accolto da ragazze molto sorridenti,
sotto la mascherina mi tremano i denti,
tessera sanitaria e carta di identità,
e un segno di croce che non guasta si sa.
Persone in attesa di essere marchiate come giumente,
nonostante tutto appaiono pure contente,
vado in cabina con alcune preoccupazioni,
del resto non siamo mica a delle inutili elezioni.
Mi attende un dottore dal camice sgualcito,
in vero una stiratina servirebbe anche al suo vestito.
A lui porgo il mio tricipite indurito,
Odo:' Lo tenga morbido come se fosse dipartito'.
Con l'altro braccio faccio gli scongiuri di rito,
il consiglio mi ha lasciato un pò infastidito,
zac! il magico siero è stato inoculato,
la percentuale dei vaccinati anche io ho aumentato.
tra le note costanti di un Grillo nella notte
che il mio pensiero non tace
ma rimane vigile e irritato
dalle onde che irrompono
nella mente a devastare
il silenzio desiderato.
Or su competenze astratte,
attendo che mi riportiate
il perché l'essere esplicitamente leali
comporta l'incontro tattile per l'anima
con lame a doppio taglio...
nel vivere la folle quotidianità.
Una ragione rinchiusa in un labirinto
che addormenta soffocante
il bon ton.
Una lava scorre
tra le mie vene scatenante rabbia,
pretende di aver voce
nell'attesa di ricevere illuminazione.
incantata
ogni notte
imprigionato
nel firmamento
nulla può
limitare
tale ostentare
nell'osannarti.
Narciso
hai abbondato
catturando
il mio cuore
nel tuo specchio
ove innamorata
mi rifletto
e d'infinito
mi rivesto
del tuo brillare
mio sapiente amore.
dalla tua nascita.
Cresciuta tra discordanze,
tradimenti e illegalità
ancora ci svegli
col dolce garrire
delle rondini di primavera,
illumini i nostri freddi giorni
con caldi raggi
come sole d'estate.
L'anima tua devastata
accoglie ancora le odi
di chi ti canta con amore
rispetto e gloria
pur vivendo in baracche
sbarcano a fatica il lunario
mangiando anche solo una volta
con poco più d'un degno salario.
Nubi di malinconia
sovrastano capi di chi
senza pietà alcuna
deturpa in ogni dove
senza onore le bellezze
di cui ci fai dono.
Ti offri nel tuo massimo splendore
ricca solo di perdono
anche dinanzi a chi
dietro cupi occhiali
nasconde atti di vergogna
a discapito di chi è in continua lotta
col finto perbenismo dei buffoni di corte
e le loro super pensioni
gettando così fango
sul tuo nome e il tuo valore
a negare la più minima dignità
a chi credendo pur sempre
nell'onestà, nella legalità
dà voce ad un unico grido:
"Dio e popolo"
che accomuna tutti coloro
che ancor si sentono figli tuoi,
figli d'Italia, figli di una sana
corretta Repubblica.
liberano la vita oltre i turbini del vento
ascoltandolo. L'anima si distende
e passano giorni indisturbati
eterni si vorrebbe che fossero
per costruire nuove albe
in procinto di tornare
a credere ancora all'esistenza
del sole che schiarisce
senza penetrare
resta il buio e fogli bianchi
illuminati da saette
colpiscono fino a farti stancare
fino a farti morire ma è finzione
vuoto immenso. Non lo racconti
e te lo tieni dentro
E' così che vuoi
affinchè le ombre, stanno vicine









