zona che ti rapina
dei cupi pensieri
in pochi attimi trascorsi
a guardare il mare.
Raggi di luna che
affacciandosi
nelle sue onde
sfidano il brillare
delle stelle.
Pochi istanti passati
a vedere pescatori
ombre che solcano
le sue acque
in barche illuminate
da soffuse luci
in cerca di succosi tesori.
Pochi momenti vissuti
ad osservare
in lontananza
il Vesuvio e il Faito
che con le loro vette
come labbra
sembrano baciare il cielo.
Mare e navi,
luna e stelle
ci sfiorano la pelle.
Barche e pescatori,
monti e cielo
ci accarezzano l’anima
a Mergellina
che è
zona che ti rapina!
In quel piccolo
diario segreto,
si nascose
la nostra intimità.
Ero impacciata,
tenera, avvolta
da imbarazzo
di giovani gote, arrossate.
Timida, pura,
la pelle candida
come fiore di magnolia.
Più ti guardavo
e più mi mettevi
imbarazzata in un angolo
ma, ero disposta
a darmi d'amore.
Sfioravi le mie labbra rosse,
calde, tremavo,
sollevasti le mie braccia
al tuo collo
per avvicinarmi al tuo corpo,
tra noi fu coesione d’anime
senza più paure
tra scalpitii di cuori.
Quanto rimpiango
quel primo amore.
Conservo ancora di te
la tua immagine riflessa
tra i ricordi indelebili
ma, non la foto…
che ancora
resto ad aspettare.
oltre tempo
oltre le distanze.
Due Anime
si respirano
tra folate di vento,
si accarezzano
portando in dono
l'essenza vitale
di chi imperterrito
aspetta...
di chi ti cerca
di chi da sempre
ti desidera
per quietare
l'incertezza,
la paura,
con una sola carezza
quella dell'amore.
come il mio sangue.
Pulsa prigioniero
in un corpo affamato
dai tanti perché,
in un tempo senza risposte
perché risposta non c’è.
E si frantuma anche il ricordo
d’un tempo che forse ho vissuto,
o forse è una storia
che non voglio scordare.
Mentre continua a scorrere il sangue
come un fiume che cerca la foce,
la mia tremula voce scompare
da un tempo che non voglio abitare.
che cosa mi è accaduto oggi,
un sole d’alba muta che sfondava
un cielo mai così visto sereno.
Avevo smesso di guardare fisso
le onde calme stiracchiarsi tutte
quando i miei già vispi occhi
posare li dovetti sulla spiaggia.
Una figura azzurro trasparente
intenta era a radunare armi,
essenze, creme d’ogni varietà,
cuori di pietra e muscoli a gogò
in un falò a ridosso della duna
senza improvvisati chitarristi,
senza amori da fare innamorare
e di brillanti stelle testimoni.
Mi accostai molto incuriosito
e giunto ch’ero al suo cospetto,
dietro di me il mare in apnea,
gentile, domandai chi fosse.
Sparì, l’anello dal mio lobo.
Lo vidi sciogliersi nel grande fuoco
in mezzo all’ultimo Manuale,
quello d’oggi, dei valori nuovi.
Ed ora che sapete questa storia,
di certo tutti vi domanderete
chi era quell’azzurro trasparente.
Vi dico che rassomigliava a Dio!
Il vento freddo dell’inverno
dovrà lasciare il posto ai primi
bagliori di una meravigliosa
luce rinata
non tutti la vedranno risplendere
alcuni occhi avranno paura
troppo abituati a perdersi
dentro oscuri spazi
pochi sguardi usciranno dal buio
pochi si riabbracceranno aldilà della nebbia
ma la loro forza sarà tale da sconvolgere
le tenebre rovesciandole
si…le rose sbocceranno di nuovo.
cercano uno sguardo.
Lo sguardo di mamma
che mamma non è...
Coccole ed abbracci
con baci e carezze
trasmettono ad un bimbo
un affetto profondo...
Un tenero cuore
trabocca di gioia
mentre gode ricevere
l'amor che gli manca.

Sfuman sorrisi ad ampie immagini di ieri e oggi,
pensiero tenero a prelevar impronta ad effusion d’amore.
Pensier vagante ad union di mani sull’Altare del buon Dio,
un bisbigliar di cuori e parole in sospir d’amore.
Sogni, sognanti che sognammo e tempo ad anime congiunte,
giocoso incanto di abbracci e baci
in sorridente tempo ed elargir fra cielo e terra,
ove ci incontrammo e fummo uccelli ad andata e ritorno,
anime divelte di gioventù festosa,
amor eccelso ove stelle e luna s’innamorò di noi
e con timido pudore ci illuminò il cammino.
Amor fu tempo, in quel tempo che andammo ad ampliar il sogno,
ed or sbiadisce ogni ombra ed ogni orma.
Movimento infame e disonesto
l’oscillare di un pendolo arcano
dissonante di giorno
disarmante di notte.
Io non seguo più il ritmo stridente
non mi chiedo perché
infiocchetto una scatola vuota
con colori sgargianti sfacciati smaglianti.
Sconosciuta al mio tatto
l’escrescenza che erompe
come vena si gonfia esplodendo
tutt’intorno uno sciame di niente.
Si sa vendere bene il [poeta]
spacciatore di sogni e emozioni
porta in giro uno straccio di cuore
ricamato con fili d’organza.
Pare quasi una danza
fatta con eleganza
ma è una falsa speranza
senza alcuna sostanza.









