abile, alimenti ferventi veleni
a carpir consensi, tra le genti.
Sorseggia deciso adesso,
la sete d'odio raccapricciante,
come le tue azioni, ove non vi son parole che per una: Onestà.
Irrompe come una valanga l'improvviso,
trascina in sé il male.
Non importa quanto sarà
il tempo che impiegherà,
ma tu, ne rimarrai assorbito,
nella fattezza della lealtà
che ti fu data
in quel, di passato colmo
della tua indifferenza.
Solitaria eri mentre cercavi
di mandare in frantumi il vetro
di questa distanza incapace ed inetta
solo tu e la tua forza disperata
potevate scardinare le porte
di un dolore sparso come il sale
su ferite lacere che non hanno voglia
di rimarginarsi
solo la voglia del ricordo
fattosi esso stesso tormento
che tu hai così a lungo preservato
curerà questa cancrena di un tempo
sordo al sentimento.
mi alita nelle visceri.
S'affilano forconi e
le bocche avide.
M'accascio
il costato già duole.
Il fuoco che attende
Ma, vincerò il puzzo putrido
Preparo profumi di rose
Sprango le porte,
rinforzo le catene
il mio colpo di coda
lo squarcerà.
Mi ritorna alla mente il ricordo
dei tempi passati con te
quando il pane era pane
e la vita era vita
e l’amore era amore con te
ma tu ridammi la mano
perché siamo inutili senza io e te
e che il sogno possa
tornare a dipingere
ancora per noi
anni ad ascoltar voci
di speranza
nel suo arrivo.
Arriverà.
Scorrendo nelle vene,
goccia dopo goccia,
il tuo cuore avrà
battiti nuovi
irruenti
vivi.
Arriverà.
E sul tuo volto
nuovi sorrisi,
nuove lacrime
a scavare nella
bramosa anima tua.
Ed eccolo.
A respirare
ogni tuo
ansimante sospiro
ad assaporare
ogni goccia
del tuo audace piacere.
Non più
sogno proibito,
ma passione vissuta.
Nel suo perduto sogno
mai saprà
del vile inganno,
ignaro spettatore resterà.
Sarebbe maggior pena
scrutare occhi di chi ami
e scorgere tra iridi castani
un velo di pensieri insani.
Disarmato e reduce di battaglia
frantumò l’animo in mille pezzi
nel timore di conceder pietà all'ingrato.
Crudele inganno.
Eppure non seminò gramigna
seppure nel cuor patì gran danno.
Scuotendosi risorse,
e non tenendo cipiglio
rinnovò il sogno.
Dell’oscurità non ebbe timore,
all'alba andò incontro
con altrettanto vigore
accordò nuove note nel cuore
lasciandosi avvolgere
nell'adagio delle nuove ore.
se alla fine di un viaggio comprendessi
liriche che fanno bene al cuore
che per amore si uniscono ti sorprenderesti
accudendole. Non immagineresti neanche un bicchiere
mezzo vuoto, saresti tu a vedere solo tu la felicità
di momenti, tutto sarebbe una sorpresa stupenda
senza aspettarti nulla vivresti nell'attesa perchè senti
che qualcosa arriverà, una magia grandissima, colma di luce
Vedresti l'immenso apparire, la forza ti darà all'improvviso
leggera sarai ed il cielo ascolterà la tua voce lontana
con corde di violino profumate
Si espandono sentendo aria fresca e linda nelle narici
sbocciano e si riempiono di stella mattutina, soltanto
“Fin dal mattino, la testa girata ancora verso il muro, e prima d’aver visto, sopra le grandi tende della finestra, di che sfumatura fosse la striscia di luce, sapevo già che tempo faceva.”
Marcel Proust, da “La Prigioniera”
Di lei rubo movenze
ancora credo di potere
alito al suo fianco
io che raggelo
per primavere d’occhi
di fiori assenti
quando mi passa accanto dura
da pietra arida
su cui erba non cresce
se non quella insidiosa
amara - l’inganno di una trama
che dal tormento io stesso nutro.
E spio, non altro posso
anche voltato torno di straforo
al suo crudele raccontare
e poi nascondere. Cos’altro cerco?
gioia di muschio
l’amo spergiura e misera
asserragliata accanto
ne ho il respiro - pur se a singhiozzi.
Non c’è oltre le mura nulla
a darmi libertà in tempeste
più dell’assente che improvvisa
prende a fissarmi in viso
dolcezza rara
poi cieca mi confina
in cima al precipizio. Vivo
di princìpi di vuoto
di sfuocature,
eppure.
Dormi, dormi per una notte intera
di un sonno profondo, dormi ora.
Sto implorando gli angeli del cielo
e la luna, incattivita questa sera.
Che diano a me tutto il tormento
di voci melodiose e raggi di magia.
Che siano i miei occhi a lacrimare
e il mio cuore a maciullare.
Per te voglio solo il sonno
lungo e senza ricordi tra le ciglia.
Quel ristoro autentico, sanificatore.
Io starò qui, silenziosa nella veglia.
Domani, potrò riposare...
ma ora tocca a te dimenticare.
ho seguito percorsi
di fiamme mai vissute,
susseguendo poi
con tenacia
il fuoco dell’amicizia.
Tento di sotterrare
lapilli di passione
nei fondali profondi
dell’isola amorosa
che dimora in me.
Vulcano
pronto ad eruttare
correnti di lava,
fuoco indomabile
accompagna ancora
irrequieto amore
rinchiuso
in un’anima arsa.
sul giaciglio del tuo animo
per non far rumore
coi battiti del mio cuore,
nel rossore delle mie emozioni che tinteggiano le mie gote
innocenti e bugiarde
smentendo quella indifferenza,
mentre provo a recitati
come miglior attore
sul palcoscenico
della mia stoltezza!
Camminerò piano
per non oltrepassare
quel filo sottile che mi lega
a quella fragile idea
che tu possa esser mia,
rosa prediletta!
Non solo nei mie sogni
ma nei miei giorni!
E poi continuerò a camminarti accanto invisibile
come lo sono sempre stato,
ma con molte altre
lacrime in più
da asciugare al chiarore
della luna,
per farle brillare
di strana luce offuscata
da una stordita agonia,
che mi parla di te
e di come non puoi
immaginare che dolorosa
è la profonda voragine abissale che mi separa da te,
da te che adagi
il tuo bel viso
dall’altra parte dell’orizzonte
dei miei sogni.
Per questo io scelgo
di camminarti un passo
mille passi dietro di te,
fino a perderti
lentamente,
e poi infinitamente.
nel timore di rivederlo
gli disse addio.
Nei radicati istinti
occulte ragioni
decisero per lei.
Ribollì al pensiero.
Non avrebbe ceduto
a indecenti proposte
d’un cuore acido,
privo di sentimento.
Lei cercava amore,
lui placare istinti.
Tremarono vene nel timore
di una scelta ingiusta.
chi ero veramente…
i miei sogni,
le mie passioni.
Avevo rimosso
i miei desideri,
le mie emozioni.
Poi
sei giunto tu…
tutto è ricomparso.
M’hai fatto ricordare
chi ero davvero…
ardore e commozione.
M’hai ridato me stessa
ricongiungendomi
con quella parte di me
che credevo d’aver perso.
Con delicatezza estrema
hai scoperto e sfiorato
l’anima mia
donandole un leggiadro
soffio di vita
affinché si rialzasse in volo.
E ora
come Aquila fiera
oltrepasso alte nubi,
con ali più forti,
nuovi sogni,
nuove passioni.









