Riconquistandoti,
le orme di oggi il sole non illumina.
Ingenuo è il mio vagar
sul tuo campo circoscritto
eppur così sento, su ogni parte di me,
lo scotto dei mezzodì marchiati sulla sabbia.
Rimane da toccar quell’onda primitiva
ma solo dopo l’oblio di quest’ora guastatrice.
capita che hai bisogno di sentire altre persone
che possono capirti che non sono noiose che ti permettono di vivere
che non ti fanno pesare i propri errori
capita che preferisci ascoltare meno
e far spazio alla spensieratezza alla solitudine che è quella che vuoi
Succede di volertene stare tranquilla, sentir poco o niente
lamentele continue che tu non ne fai parte
ma ti coinvolgono comunque, un'ansia cronica insoddisfatta
che vive senza pensare che dovrebbe capire
che se cerca continuamente non ha nessuno che la capisce
gente di cui lei, si è circondata e da sola
nessun altro l'ha aiutata. Scelte che ha fatto lei, unicamente lei
per la paura di sentirsi diversa di sentirsi scartata complicandosi la vita
Sii contenta e vivi come se fosse ieri inventandoti qualcosa di prezioso
facendo in modo di far chiarezza costruendo un muro per ritrovarne uno migliore
poter dire sono serena, sono felice, facendoti amare moltissimo
prima di un corpo finito, scivolato nel fondo di una vallata
Quando si sbaglia se equilibrati si è, si evitano parole negative
attribuendole ad esseri toltamente estranei, al futuro, che costruita ti sei
Cerchi luci
dove son ombre
e velature scure
nel luccicare dei vetri.
Riflessi ingannano
senza ragioni pensate
e un procedere cieco
nel tocco di mani
trova percorsi.
Sarà il percorso
ad aprirsi generoso
lasciando iridi schiuse
che al vedere anelano ancora.
Nella lontana e remota Australia,
la storia di un bipede mi ammalia,
lui è rimasto infortunato,
nel saltar ora è impossibilitato.
Alla zampa ha preso una storta,
mentre trasportava allegro una torta,
era il compleanno del suo bambino,
che nel marsupio giace piccolino.
Ora lui è in convalescenza,
deve riacquisire la sua potenza,
che gli permette di fare dei lunghi salti,
che sono annoverati tra i più alti.
Con lui il suo amato cuccioletto,
che dentro di lui riposa come nel letto,
attendono la guarigione ormai imminente,
per tornar a scorazzar nel loro continente.
Io sono qui a guardare le stelle
E tu?
Dove sono quelle dei tuoi sospiri…
Noi due schiavi dello stesso sognare.
Non ci teniamo per mano,
gelosi delle nostre lacrime
le nascondiamo.
Ognuno guarda nel suo cielo
ma restiamo accoccolati
nello stesso pensiero.
Son boccioli
di rara bellezza
le tue labbra,
turgide gemme preziose
che s'apprestano a inumidire
le mie sottili, come foglie.
Distesa
sono tra le tue braccia
e tremo.
Tremo ora
al sol pensiero
d'accarezzare il tuo respiro,
tiepido vento di libeccio.
T'insinui a esalare il mio,
come fosse
l'ultimo fiore arso
dal sole nel deserto.
la fissi ed armoniosa ti abbraccia forte forte
una stretta al cuore legge
e nel vuoto guarda oltre il mare calmo
un magico silenzio ti parla dentro
per amore del cielo lo ignori ti fai distrarre da lui
perdendoti nella bellezza dei suoi occhi
che ami cercandoli all'infinito
quando stai per smarrirti, non ti trovi
nemmeno se volessi desiderando
dimenticare realtà screpolate
pazzie incontrollabili
Non mi farai piu'soffrire perche' l'amore della mia famiglia ha cicatrizzato tutte le ferite.
Non mi fai più paura ,ti ho lasciato per sempre ai margini della mia vita.
di come il cuore e la mente
siano ancora blue
di come il respiro verso il sogno
sia ancora nella mia vela
Vorrei ancora raccontarti
di questi silenzi
nati e poi mai cresciuti
di altre parole
che non ho mai trovato
Vorrei dirti che ci sono
poesia mai lasciata
e mai rinnegata
poesia piena di colori
come l'arcobaleno
Vorrei dirti che sono tornato
per dipingere ancora il tuo bianco
per rincorrere quelle sensazioni
che mi hanno sempre avvolto
come velluto sul corpo
...a sera parla il silenzio
con un'eco che frastuona
in allegria il fuggevole giorno
...con un'indole serena penso
ai passi lenti sulla collina
ove si perde la luce d'oro...
eppure sei e sarai acqua
che sgorga e non si frena
a lambire le mie labbra
alterne le carezze dolci
tra gli steli dei papaveri
in un tripudio di cremisi…
farfuglia il vento sibili
scomposti i tuoi capelli
sul petto mio d'affanno
pensami ancora, pensami
prima che la notte appanni
la sofferenza ultima d'amore.
Se mi talì ntà lu cori
Se mi talì dintra a lu cori
ci attrovi sulu ventu.
Ogni cosa scancillau
stu malirittu!
e poi si stesi cà
pì essiri sicuru
ca' nemmeno nà parola
di chiddi ca' ti dissi
-truannu a porta aperta-
ancora ci trasissi.
Se mi guardi nel cuore
Se mi guardi dentro al cuore
ci trovi solo il vento.
Ogni cosa ha cancellato
Il maledetto!
E poi è rimasto qua
per essere sicuro
che nemmeno una parola
di quelle che ti dissi
-trovando la porta aperta-
di nuovo rientrasse.









