sempre pronto ad arrivare in mio aiuto,
ogni tuo sagace sguardo rimproverante
ma addolcito da morbide coccole.
Ore trascorse l’una accanto all’altra
tra canti e fiabe ad insegnarmi la vita,
che a volte dà e a volte prende,
che spesso picchia duro e talvolta accarezza.
Giorno dopo giorno siam cresciute insieme…
io bimba ricca di curiosità, tu amorevole nonna
a soddisfare ogni domanda, desiderio, conoscenza…
mai arrendevole per la mia tenacia nel sapere, nel capire.
E ancora oggi, quando il buio mi attanaglia l’anima,
chiudo gli occhi e profondamente ti cerco…
e odo, come carezzevole eco, la voce tua:
“Piccerè ‘a nonna sta ‘ccà…respire, chagne,
fa parla’ ‘o core, fa vula’ ll’anema…”
Con occhi lucidi ti parlo e chiedo
di dar sollievo ai miei pensieri
che in tetri sospiri ti raccontano
la stretta che mi imprigiona.
E m’aspetto di sentir la mano tua sui capelli miei
a calmar la mente che viaggia irrequieta
tra bui ricordi e verdi speranze;
che vive di ferite e gioie a colmar il presente mio.
Sì, ‘o core mije parle, ll’anema mia vola,
e a te arrivo col viso bagnato
ed un sorriso appena accennato
per dirti grazie…grazie nonna
per ogni carezza e ogni rimprovero.
...siamo tanto timidi e ansiosi, quasi ogni lettera è diversa, quasi ciascuna si spaventa della precedente
Grazie a te
Che angoscia, che tormento!
Non riposo questa notte.
Il cielo nasconde le sue stelle
la mia mente, le risposte.
Ti ho aperto il cuore
e tu non ci hai guardato.
Dici che vai via...
Non si sa per quale strada.
"È forse troppo tardi",
di sicuro avrai pensato.
Come avessi visto
il treno allontanarsi
appena giunto alla stazione.
Ma allora cosa aspetti
Urlalo più forte questo amore...
Fai un cenno con la mano.
Non restartene in silenzio
con la rabbia e la paura
che tutto si concluda
col finir delle stagioni.
Ci saranno nuovi viaggi
altre vite in cui cercarci.
Diamoci un segnale
che resti inciso nel profondo
e non possa cancellarsi
nel rinvaso in questo mondo.
quando ti guardo
il Leopardi mi fai rammentare.
Ti fan compagnia le stelle
che sono così infinitamente belle.
Compari di sera e vai
e giri e rigiri
mirando il tutto,
finché poi arriva l'ora
del tuo riposo.
Ma non sei tu paga
di rivedere ogni cosa
e la miseria dell'essere umano?
Somiglia alla tua vita
la vita del pastore
colui che per il campo
il gregge muove.
Ciao mia cara luna,
ogni volta che ti vedo
io di te m'innamoro.
inguaribile passato
eppure c'eri, esistevi
negli occhi miei
tramonto rassegnato
accorto di parole
che volevano uscire
nei ritagli di riposo
dalle tane di pentimenti
taciturni, circondati
da foto antiche
alla luce di raggi sbiaditi
entrati, nel tempo
smarrito
22/03/2011
da ogni malinconia
Come aquila prende il via!
Mi vesto a festa
Mentre osservo dalla finestra.
Come d’incanto mi appari
Con un velo di sorriso;
Subito ricambio
Con un abbraccio intriso.
Un ampio movimento d’ali
respiro la tua aria...
Ti abbraccio Terra Mia!
Ampie vallate verdeggianti,
Colline lussureggianti
Circondate e cullate dal tuo letto
Di smeraldo e di zaffiro al mattino
Aureo, argenteo con l’imbrunicarsi, alla sera
Visione di bellezza
Estasi per il cuore e la mente!
Sinfonie ancestrali
Invadono l’aere,
Di profumi inebrianti.
Concerto di melodie
Mediterraneo richiamo
Nelle rosee acque salmastre.
Fresco vento di maestrale
Spazzola leggera nube
Appare, all’improvviso
Stormo nel tappeto azzurro
Suo desiderio arrivare fino al Cielo
Per condurvi la Tua meraviglia
Cara Terra Mia,
Come sei Bella!
Del mare mi coglie il colore
ed è magia l’invito a viaggiare
su barche di carta costruite
o su navi d’argento allestite.
Del mare m’inebria il profumo
ed è carezzevole il senso di pace,
sdraiato ch’io sia sull’umile spiaggia
o lindo e perfetto sul lido esclusivo.
Del mare mi prendo il rumore
ed è armonia quand’esso rimane,
in piedi su asfalto che assilla il cuore,
supino, di notte, del sonno in attesa.
Non solo perché vivere voglio,
non finirò mai di sognare.
Fin quando l’azzurra distesa
farà di me quel che vuole,
io non morirò!
si intravede un nero lampione.
la sua luce è alternata,
la lampadina sembra essersi bruciata.
Dentro una discoteca sembra di stare,
manca solo un dj da farci arrampicare,
intanto il parcheggio è in chiaroscuro,
qualche ladro potrebbe approfittarne di sicuro.
Segnalo il disservizio al comune,
difficoltà penso che non ne troverò alcune,
mi risponde direttamente l'assessore,
dicendo che risolverà tutto in poche ore.
Però giunto il sospirato tramonto,
che nulla abbia fatto me ne rendo conto,
purtroppo sono lontane le elezioni,
quindi andrà ancora avanti questa rottura di maroni.
Fuoco rosso
ho coltivato dentro,
fiamme
che mi avvolgono
e mi bruciano
carne e ossa.
Affanno e annaspo
tentando di salvare
una parte di me,
ma non vi è ruscello
né torrente
capace di spegnermi.
Esausta della lotta
mi arrendo
e attendo
che sia tu
a farmi preda
e nella buia attesa
chiudo gli occhi.
Il mio corpo
brama i tuoi tocchi
ad appagar
il desiderio
che ho di te,
mentre il fuoco
ancor divampa
dentro me.
piange per sé e per la nostra vita.
Uomo incosciente
senza cuore,
hai sterminato spargendo terrore.
Pensa alla fauna in mezzo alle fiamme
al terrore impotente in quelle pupille,
alla foreste ormai senza fronde
all'uomo che rischia la vita
per domare l’inferno alimentato,
pensa al dolore da te provocato.
Tutto hai distrutto vile pezzente
seminando morte da vero incosciente.
Non sei figlio della mia nobile terra
Ti ha accolto e l’hai rinnegata
Ti ha nutrito e l’hai devastata
provieni dagli inferi e vuoi fare la guerra.
Sparisci
Rientra nel baratro da cui provieni
lo stesso regalato
alle creature che giacciono arroventate
tra le ceneri del tuo macabro bottino.
Ora guardati allo specchio
sarai soddisfatto
hai sfidato la sorte,
il tuo ghigno puzza di morte.
Non sei il Dio degli Inferi
Bestiolina dal pelo setoso e morbido,
Nero come la notte senza stel le.
Il tuo padrone, inizialmente
Amante di docili animali
Un giorno ti ha portato nella sua casa.
Insieme alla sua Sposa
Tu, con le tue fusa, li rendevi felici.
Presto, però, il tuo padrone
Ha fatto amicizia con Bacco
Che, gli ha fatto perdere il senno
In cambio del Fiasco.
Gli piaceva anche il Nasco!
Contro di te ha scagliato
Tutto il suo malessere,
Come se tu ne fossi causa;
Polifemo facendoti diventare.
Persino la sua sposa, dolente,
Per difenderti...
Dalla sua mano ignobile,
Alla fine è dovuta soccombere,
Con un esile singulto di pianto.
Uomo quanto sai essere malvagio!
Neanche una preghiera,
Devi morire all’Inferno
Patire tutte le pene
Che hai voluto infliggere ai tuoi,
Colpa del bicchiere!
Mostruoso Minotauro
Nel labirinto senza uscite,
Ragno che tesse trame infamanti,
Gazza che ruba sogni preziosi
Vile fuggiasco del fiasco di nasco
Non meriti nessuna pietà
Ti perdonerà il Padre Buono, forse...
Per te lo spero...
Vicino alla tua Sposa,
Tra gli Angeli non ti ci vedo
Perché lei è sicuramente in Cielo,
Ali colorate di bontà,
Chissà se mai ti perdonerà?
Io No!
un batter di cuore
uno si trasforma, diventano due
che sensazione ingarbugliata
il ritmo, il sentire aumenta
la percezione giusta non si ha
difficile trovarla. Ti batti come puoi
ma si sente un blocco
che va oltre il volere
alle aspettative di raggiungere
un'intesa pacifica
su quel filo traballante
posto ai lati di una via
attraversata da piedi nudi
che sperano di trovare un equilibrio
senza finire giù, spiaccicati al suolo
Mi diranno che la bara è un letto,
il vassoio di plastica dell'ottimo argento
e la brioche rotta ripiena di crema
fatta frettolosamente sul momento per fregarmi.
Ma voglio essere fregato.
Allo struzzo va bene ogni buca
e alla buca va bene ogni struzzo.
Mandatemi il priamo rissoso emaciato,
madido del suo sangue
e che mi dica di aver vinto una guerra
e che il sangue è misto.
È un regno in cui non ci si fa male;
non governiamo niente e nessuno.
Nemmeno noi stessi.
Così ci siamo liberati.









