Ora che ti ho detto addio
non posso più tornare.
Siamo i genitori di questo silenzio.
Chi di noi ucciderà nostro figlio…
Così lo vedremo crescere
e farsi grande.
È legge di natura:
non deve mai nessuno
succedere alla prole.
Per questo me ne andrò
con gli occhi stanchi
di guardarti da lontano.
e col labbro consumato
dai morsi che gli ho dato.
Tiepido mi accarezza questo notturno soffio,
e, gli eburnei raggi lunari, tremanti ,
s'accostano tra le ombre
a rischiarare,
timidi sguardi,
e mani incerte.
Solitaria testimone di un giovane amore,
volgo lo sguardo altrove.
Pallida, anche la luna, schiva ed esitante,
dietro una nube nasconde il volto seppur per un istante.
con una ghirlanda di teneri,
discordanti pensieri.
Salutiamo il giorno,
appena incominciato,
Che sia di buon auspicio!
La giornata non è annebbiata,
io non sono addormentata
Sono rimasta affascinata,
subito mi sono ambientata
Mi sono appassionata,
certo non mi sono annoiata!
Tutta quella bellezza apprezzata,
fin da bimba agognata!
Ecco!
Sono accanto a donne aggraziate,
seppure non acculturate
Sono parimenti abbronzate,
molto fotografate,
Accanto alle fiaccolate
con le loro vesti colorate,
I loro bimbi tatuati e beati!
Scalze, vanno pregando,
templi illuminando
Io mi sento appagata,
persino beneficata!
Volto pagina...!
La tristezza mi assale
quando leggo il giornale!
La pandemia è fuori controllo.
La gente disperata,
dalla pestilenza perseguitata!
Anche la sepoltura loro è negata,
Sulla strada la gente è bruciata!
Una preghiera presto è data!
Sono sconsolata!
La nostra società sviluppata,
purtroppo svergognata!
È una vigliaccata!
Mi sento desolata!
La collettività tormentata,
è davvero traviata!
Ai Paesi truffati
dobbiamo molta Fratellanza!
Per tutta questa giornata,
la preghiera non è vietata
Spero venga ascoltata!
Cagliari 3 Maggio 2021,
la mia prima prova di poesia.
Mai scritto nulla prima
nell’attimo in cui
le mie risate
hanno incrociato le tue,
nel momento in cui
i miei occhi
hanno incontrato i tuoi.
Sono nata
nell’istante in cui
le mie labbra
hanno respirato con le tue,
la mia mente
ha iniziato a immaginare
desideri da realizzare.
Sono nata…
e il mio cuore
ha cominciato a creare
progetti da concretizzare.
Sono nata…
e la mia anima
ha iniziato a sognare
voli da intraprendere.
sul letto poste insieme ai miei pantaloni,
nell’aprirle il profumo della vacanza,
che inebria di colpo la mia stanza.
Qui e lì c’è un po' di tutto da portare,
dal costume al telo da mare,
mi porto pure l’abbronzante,
il prezzo in spiaggia è davvero imbarazzante.
Sono intento a non dimenticare niente,
in passato il caricabatteria rimasi inavvertitamente,
quest’anno mi son promesso che sarò più attento,
e non incapperò in nessun dimenticamento.
Finalmente dietro di me chiudo la porta,
ho portato anche le chiavi di scorta,
son partito con i miei innumerevoli indumenti,
ma al casello realizzo che ho dimenticato lo spazzolino da denti.
Con un debole svolazzare di ali.
Hai raggiunto il tuo Sposo,
Nannai, Babái, Mammai. (Nonno, Papà, Mamma)
La tua pace ora è Armonia,
Canto libero da frastuoni,
Da preoccupazioni!
Alita nell’aria la tua voce
Senza fare rumore!
I tuoi silenzi, lacrime di benevolenza
Baci, abbracci di accoglienza,
Bagliore nel cielo azzurro,
La notte lucente stella!
Perla evanescente nel profondo mare
Mia Ganesha!
Ti cerco nel tuo vagabondare,
Nuvoletta bianca, di panna montata!
Ti ritrovo in una videochiamata,
Ti parlo e non ti sento stanca!
Con l’orchestra i violini,
In concerto, cantano melodia
D’infinito Amore!
Fiore argenteo, tela ricamata,
Tappeto profumato,
Il mio abbraccio per te
Vola nel vento!
Come potrei... Vivere senza il tuo ricordo,
In ogni momento!
Rosa che sboccia ogni giorno
Nel mio cuore,
Acceso interruttore, calore!
Mi hai insegnato ad Amare.
Radice di Quercia profonda,
Mai morirà e si riunirà
Per l’Eternità!
alla ricerca di me,
per ritrovare ciò che fui.
La vita
scardinò certezze,
non intaccò pensieri,
rimasero quelli di ieri.
Dell'oggi colsi l'attimo sfuggente,
come affamato leone ruggente
sfidai insicurezze e incognite in solitudine,
nei sogni mi crogiolai.
Sgombrai il mondo da falsità e ipocrisie.
Aprii il cuore all'amore
blindandolo alle sofferenze
scatenate dalla superficialità dell'uomo.
Non bastò a fermare un io scalpitante.
Ancora fuggo
da ciò che non riconosco.
mi hai cresciuta,
passo dopo passo
ti sei mostrata ai miei occhi
incuriositi da tanta beltà
da tanta storia e originalità.
Quante leggende mi ha raccontato il mare,
Quanti misteri mi hanno svelato i tuoi vicoli.
Da Mergellina a Posillipo
da Partenope a Neapolis
tutto ancora scorre sotto strade malandate.
Cunicoli e passaggi segreti
hanno fatto da scudo, da scrigno
a ogni tuo regnante, ogni tuo abitante.
Ti ho vissuta, sì…
ma da turista…
non più da figlia.
Figlia di narrazioni antiche
spesso musicate,
talvolta cantate.
Palcoscenici sono state le tue strade
quelle stesse strade che percorse
mi hanno permesso di entrare
in punta di piedi nel tuo passato,
capirne il presente
e mi hanno illusa
di migliorarne il futuro.
Quella bambina che con occhi incantati
ti ammirava, sottovoce ti cantava,
con delicatezza ti declamava
ormai donna ancora ti guarda
ma con negli occhi
un’umida tristezza, bagliori di rabbia.
Il tuo splendore adesso è solo
cartolina in bianco e nero
privata d’ogni colore che le regala
non più fantasticherie e leggende, vita e storia…
ora le infligge sofferenza e dolore
e come cappio al collo
il respiro le toglie.
che fuggono
percepirli dentro
è inutile insistere
a cercare giustificazioni
se non esistono
potresti solo affogare
spegnerti nel mezzo
di un bel fiore che sboccia
non sentirne il suo profumo
cogliere lo splendore
allontanarsi da una nascita
nel buio si sprofonda
e poi, ti chi chiedi perchè vivi
cos'è la vita, se ha senso viverla
mentre il vento ci cerca
a rinfrescarci il viso
all'alba ed al tramonto
Dov'era un sogno
e la porta socchiusa
con quegli occhi
che cercavano ancora
tra mille emozioni
solo uno era vero
tutto il resto solamente irreale.
Dov'era quel mondo
che ognuno cercava
e mai ci arrivava
c'era sempre quel muro
e nessuno osava salire
forse era paura
di dover ricominciare
con quegli occhi che ancora non trovano
l'emozione che solo un sogno sa dare.
Quando da queste mani aperte
il mare è lontano, lontanissimo,
nell’ora della calma solitudine
io guardo sempre il cielo.
Non più l’onda dei primi sogni
dentro i grandi occhi scuri
né l’imponente nave americana
da seguire fino a non vederla più.
Ora, qualche azzurro su di me
e nuvole ad imitar le spume
me lo ricordano, quel mare.
Ma non è la stessa cosa, non è.
Assente è la notte del falò migliore,
acceso sottovoce sulla riva amica
coi rami secchi a sfiorare l’acqua
e poi vedere quant’eravamo bravi.
Falchi e puledre disposti a mezzaluna,
tutti a bruciare i giornali dei grandi,
tutti a fissare il rosso che cresceva,
la stanchezza messa un po' in disparte.
L’amore, allora, si muoveva in fretta,
al solo accenno d’uno sguardo appena,
al primo vento di confuse tenerezze,
al passo lesto dei migliori anni.
Che spettacolo!
Gli occhi spalancati
grandi come elefante
Mi lustro!
Intanto la mia mente
inizia a volare!
Attraverso il Mondo!
mi vien da cantare!
Quadro mozzafiato!
Vedo il Paradiso!
Scala molto ripida,
gradini sdruccioli
Attento!
Bel quadretto incorniciato,
il grande Pittore beato!
Formichine estasiate
si sono adoperate!
Membra affaticate
lacrime di sudore,
la terra le raccoglie!
Tanto lavoro han fatto!
Alla fine ricompensate!
Opera d’immenso
nell’infinito mare della conoscenza!
Me ne compiaccio e vi ringrazio!
Quest'amore ha la forma dell'acqua
Limpida e libera
Quest'amore come acqua sgorga e scorre,
fluisce dentro me come torrente in piena.
Ha scorso a lungo solitaria
come un rivolo
all'affannosa ricerca di quell'agognato lago dove poter infine
riposare.
L'amore scorre come un
tumultuoso e tormentato fiume,
e scende tra ripide cascate
dove sobbalza il cuore.
S'affanna quando un cielo pigro e avaro lo svuota,
dimentico dell'acqua,
e lascia morire così senza respiro
la vita in quel greto che si inaridisce al sole.
E passa il tempo insieme alle stagioni di sole cocente e furiosi temporali.
L'acqua si cheta infine
e scorre lenta,
in quel letto di ciottoli e ghiaia
che ora guidano il suo tranquillo andare.
Accoglimi quindi tu nel lago del tuo cuore,
Il tempo infine ti ha insegnato ad amare.









