Gira e rigira, non è mai finita
Va su e giù...
A volte pensi...
Non ce la faccio più!
Fatti forza, non disperare
C’è sempre un amico su cui contare
La persona che ti può aiutare.
Pensa... la cosa più importante
Non sono gli affari, non sono i denari
Neppure l’argento o l’oro,
Non ti regalano neanche l’alloro!
I veri amici sono il tesoro!
E con l' amico che trovi ristoro
Con loro a Pasqua mangi il pandoro!
Sentirsi felici,
Avere mille segreti da raccontare
E l’amica che ti sa ascoltare.
Può capitare di litigare
Non aspettare!
Senza l’amica non puoi stare,
Una videochiamata la puoi fare
Il suo viso per non dimenticare
Solo lei ti può supportare
Tranquillo...
Presto l’ andrai nuovamente
Ad abbracciare!
Annegò il suo bisogno d'amarti
e il desiderio di caderti tra le braccia.
Quell'amore non venne a cercarti.
Lo gettasti dentro una bisaccia
in un tempo e luogo indefinito
come una vuota inutile borraccia.
Tempo fa il tuo pensiero era ardito
non v'era giorno spento o indifferente,
tessevi la tua tela con trama e ordito
ogni pretesto accendeva l'emozione
d' esplorare quel pozzo dei sensi candidamente
brindando alla scoperta dell'attrazione.
Restò lontana dalla rete del tuo inganno
e da quel tuo semplice e carina lusinghiero.
Il tempo scorre e non fa sconti
e tu continui a navigare,
nuove prede al tuo amo abboccheranno
se riuscirai a stare a galla nella tua barca
leggera e luminosa, come bolla di sapone,
con vento e mare sempre più inquieto.
nato tra faville d'un tempo ingiusto
ogni anno ricordato
nel mesto giorno d'agosto.
Da quell'istante
arde il firmamento
per occhi impazienti
d'esprimere desii.
Distesi su prati
accovacciati su spiagge
attendono e sperano
che il miracolo si ripeta.
Oh Cielo inondali
nella tacita sera
d'un pianto ora di stelle
crea magica atmosfera.
Preterintenzionale
l’autolesionismo … soprattutto.
Sospetto internazionale
d‘ellenismo complicato.
Virus che non tace
e scaglia le sue truppe
in audaci metamorfosi
focose varianti
vogliose di gloria.
E psicologica deriva
giunge nell’ignoranza
della risposta giusta
riposata su bambagia
come se emergenza mai
avesse attraversato
questa nostra strada!
Si dice di tutto
ma distanti dal verbo.
Dati come numeri
che si vogliono dare e date
che non collimano col senso
di adeguate risultanze
- errati raffronti
gettati alla piazza -
per logica estirpata che giace
ai margini dei grafici
tra agonizzanti rantoli.
Eppure convengono
i conti degli osti
sui prezzi inferiori!
Buongiorno!
Buongiorno all’alba, al sole di mezzogiorno
Curiosando lo sguardo corre all’intorno
Cercando dettagli,
rinascita da oscurità
L’occhio rivolto oggigiorno,
cercando tenerezza e dolcezza all’esterno,
come finestra del seno materno.
Luce del sole affievolita,
da nuvole è adorno.
Attorno è una festa, contorno di stormo
Come stelle, ormai è tutto orno
Sogno e faccio terno, col capricorno.
AL calar del giorno
non hai nessuno intorno,
osservi il pallore del cielo
palpita il pensiero.
Lo accompagni al riposo
risorge corposo,
posi il capo nel cuscino
attendi il canto del mattino
e il pensiero risorge,
come il sole che sorge
oscurando la luce,
non sai dove conduce
il pensiero costante
d’un dolore straziante.
Se potessimo colpirti
se potessero investirti
se potesse su di te sfogare
se di veleni e ancor veleni
tu di scudi ne hai infiniti
paura ha fatto rima
con amore,
per giorni tesi
su lettino bianco,
interventi
ed esami..
Paura di perderti,
di non trovare più
la tua essenza
nel labirinto della
sofferenza.
Ora sei cambiato
un po', non hai più
lo sprint di allora
ma il tuo amore,
più pacato,
ha sfumature
nascoste,
come un lago
vibrante al sole,
tra riflessi di
fronde...
Non rifarò alcun tuffo all’indietro
per farmi bello di ricordi eccelsi,
patinati, con cura custoditi
nel salotto dell’anima diletta.
Nel tempo degli affanni vado fiero
incontro all’ignoto dei miei giorni
e sono esploratore d’emozioni
in cerca di pretesti e stratagemmi.
Avrò bisogno di canti d’usignolo
e petali orgogliosi di rugiada.
Andrò nel bosco dell’amica fata
e Delia saprà come soddisfarmi.
Avrò bisogno di limpidi versi
per raccontarmi il nuovo mio fluire.
Andrò alla miniera di parole
al confine tra la mente e il cuore.
*
L’alba della tua vita promettente di luce radiosa
Si rivelò di fronte alla natura,
Incoronata da gemme di rugiada del tuo genio
Come le corone dei tuoi monti, cattedrali con guglie maestose.
Aurora di porpora imperlata dai tuoi fili
Aspettavi paziente il germogliare dei tuoi fiori
Mentre ti passava il tempo sulla terra.
Fanciulla di feconde promesse,
Di sublimi speranze
Grovigli di fili, di corde di telaio,
Ti legano alla tua montagna.
Libri cuciti col valore del silenzio
Accanto a tradizioni e miti della tua amata Terra.
Hai cucito e ricucito sul diritto e sul rovescio
Come la vita, l’alveare del poeta.
Hai catturato le ali del vento
Per ricucire il Mondo, il filo per l’infinito.
Tenendo per mano il Sole
Hai seguito il suo ritmo
Come alba rosata al mattino
Rughe scure la notte senza sole, senza stelle
Musa operosa come ape
Ti sei dedicata alla tua arte con passione, con determinazione
Pagine di tessuto hai perforato con fili,
Trama densa, inestricabile
Come seta è diventata.
Grosso filo, filo lieve sgusciato dal nulla,
Ti ha condotto sin dalla culla.
I tuoi giochi hanno incantato l’umanità,
Con occhi miopi che non hanno visto sveglia,
ho conosciuto in te la meraviglia.
Per te canteranno in eterno le muse, insieme alle sirene nell’azzurro mare, sventagliate dolcemente per accarezzare.
Per la tua anima generosa e grande come la tua gloria,
Canteranno il merito della tua passione,
Sempre vivente come astro del cielo splendente,
Canteranno per cullarti anche nell’eterna dimora, come ti cullava tua madre, "anninnia pipia" rovesciandoti torrenti d’infinito amore, con tanti petali di poesia e soavi profumi di speranza,
Quando ignorava ancora l’aureola immortale della tua gloria futura
che mi fermo.
Ti guardo, m’incanto
e t’amo…
t’amo di un amore profondo
che fa vibrare l’anima
t’amo di un amore
che t’abbraccia il cuore.
Le nostre voci a stuzzicar istinti
i nostri sguardi a inibir pensieri
i nostri tocchi a provocare corpi
e d’improvviso si smette di giocare
per arrivare a baciare ogni senso
a formare collana di stelle
che la pelle fa brillare.
Come sole che sorge
in cima ad un monte
è l’amore…
poesia di un infinito sensore
che s’accende e commuove.
rretu te mie
mentre ‘nu cristianu
vesse te la farmacia.
‘Na mascherina subbra la faccia
a manu ‘nu sacchetto.
La chiazza ete vota,
mancu ‘n’anima.
Serra intantu la sira
l’uecchi allu giurnu.
Sonanu passi,
sfioranu petre consumate.
«Nu zinzulu te russu
pare ancora ridere
mmucciatu intra le nuvole»
E scende il sole
E scende il sole
dietro di me
mentre un uomo
esce dalla farmacia.
Una mascherina in faccia,
un sacchetto in mano.
La piazza è vuota
nemmeno un’anima.
Intanto chiude la sera
gli occhi al giorno.
Suonano passi,
sfiorano pietre consumate.
«Un pezzetto di rosso
sembra ancor ridere
nascosto tra le nuvole»







