poggia su grandi bianche colonne, pronte
per la Divina Apocalisse e due candidi
all'ingresso, mentre tenue l'aria e leggera
è l'Anima, in questa strana notte
sospesa si placa. Una Donna, bella
più del sole sorride, improvviso si aprono
d'Amore, finalmente libero, da ogni dolore.
ti riporta indietro, a ripercorrere ricordi
sogni, ti piace farlo, confusamente
alla fine scuotendo il capo fai capire di no
che non vuoi e detesti ricordare
per te vuoti soltanto
anche se facevano parte di frammenti di storie
tu che hai creato nella vita di un attimo
Ora, vorresti ancora sognare, inventare un'altra nave
con il vento contrario
Non si capisce perchè. Invochi il nome di un'assenza
da tempo sparita che dicevi d'amare
Chissà se qualche volta l'hai amata, se sei stato sincero
spero di sì, mentire per una cosa cosi è deleterio
in un cammino importante per costruire ponti che uniscono
dovrebbero, altrimenti meglio evitarli e starsene soli
oppure rimandare, a tempi migliori
Se non si è sinceri meglio soli
La notte
prendendomi per mano
mi accompagna presso
il tuo giaciglio
e in nome di questo
povero uomo stanco
chiedo il tuo amore
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quell'eretto genitore fa tanta pena,
si consumano saluti affettuosi,
mettonsi da parte argomenti riottosi.
Si carica l 'ultima busta,
l'anima si fa sempre più robusta,
arrivederci al prossimo anno,
o magari forse a Capodanno.
La città richiama i suoi soldati,
si sale a bordo come condannati,
e' sempre il solito rituale,
un colpo di clacson e direzione tangenziale.
La prima marcia è stata innestata,
la frizione pian piano sollevata,
nell'abitacolo sembra scorgere Caronte,
la targa si è già persa all'orizzonte.
Sono confusa, non sai quanto
i miei occhi dall'aria tranquilla
aprono e chiudono celando pianto
ma osservando te, iride sfavilla.
Diventi piccino sul mio petto
ferisci con lusinghe e inganno
inietti veleno come un insetto
mi fai male e mai ti condanno.
Ora sei qua sfacciato irridente
un falco pronto a ghermire
la preda senziente e gaudente
che ahimè s'appresta a morire.
Poi tutto finisce e vai lontano
planando ritorni al tuo nido
disertando come un villano
lasci nel campo solo feriti.
Invano vado cercando il tuo sussurro, il mio destino
Come mare in tempesta la vita,
incalza, danzando.
Tu sei la mia ispirazione,
sei bellezza, dolcezza inesauribile;
mi hai rubato l’anima e il cuore,
in punta di piedi sei entrata
a sconvolgere le mie giornate,
mi sono affezionata a te, dolce alleata!
Tu mi fai piangere ed emozionare,
mi accarezzi con le tue parole,
mi confondi la mente e il cuore.
Io romanticamente vorrei abbandonarmi,
nel silenzio sentire la tua aria,
i tuoi profumi nel profondo mare.
Tu sei qualcosa di speciale,
nel mio mondo vorrei farti entrare,
allontanare la malinconia,
giocare sempre con la fantasia.
Perdermi...
nell’infinita dolcezza,
come un mare di tenerezza.
Sono conchiglia leggera e trasparente,
in mezzo al tuo mare verdazzurro lucente,
tappeto ricamato su ali, chetamente fuggente.
L’affetto unisce i cieli all’istante.
Prendimi, voglio volare con te!
Farmi travolgere dalla tua onda,
naufragare d’infinito con te!
ma non so più
dove posare gli occhi.
Il mio guardo è stanco
di osservare affetti
dietro lamine di vetro.
Cerco nel vuoto
quel senso
che ha dato inizio
a questa dura distanza
ma di esso
non vi è traccia.
Vado girovagando
con la mia mente
invano senza meta
senza sapere
dove andare
dove poter arrivare.
E ripenso
ai giorni andati
momenti in cui
si desiderava vivere
ogni sentimento,
ogni libertà
ma vinti
da ozio e ostilità
si dava spazio
a pigrizia e banalità.
Rinchiusi
in quattro mura
in compagnia solo
di forzata solitudine
con nostalgia
ritorniamo a quei giorni
passati
ma in fondo
non tanto lontani.
Un susseguirsi di giorni asettici
per i miei sogni convalescenti.
Pronti a riprendere il volo
al solo aprirsi di un anta.
Non voglio dirti che li hai feriti.
Così li nascondo in una stanza
chiamata orgoglio.
Non devi piangere guardando i miei occhi
-pupille di ghiaccio in ampolle di cristallo-
Sembrano persi in orizzonti deviati.
Forse tu, mio mondo desiato,
un giorno, per magia, mostrerai le tue Rive.
dopo anni
a mirar la Luna.
Quella stessa Luna
alla quale ho parlato
col cuore colmo
di sogni e di speranze.
Ora muta la osservo
chiedendo alle Stelle
se scrutando nei miei occhi
ella legga il supplizio
dell’anima mia.
E attendo l’alba
di un nuovo giorno
stravolta da domande,
chissà se avranno mai
risposte per rischiarire
la mia oscurità.
non più accolto come una star,
mi siedo al tavolo vicino al corso,
ed e' proprio come l' anno scorso.
I Righeira mi fanno un baffo,
in loro onore prenderei una Raffo,
ma opto per la mia granita al limone.
l' acre gusto si sposa meglio col mio magone.
La assaporo molto lentamente,
dinanzi a me passa la solita gente,
fotografo i movimenti e i vari odori,
che sederanno i miei autunnali malumori.
La cannuccia ormai più non tira,
neanche se provo a cambiare mira,
non è più tempo di granite,
le vacanze ahime' son finite!
Occhi sbarrati e spenti
di corpi erranti, assorti
in lucidità surreale.
Un tempo celati e rinchiusi
dietro cancelli e cemento;
d’ogni dignità denudati,
rei d’esistenza irrazionale.
Or abbandonati alla deriva,
su luridi cigli delle vie, dell’umana
indifferenza dei diversi.
in movimento,
da lontano arrivano in cerca di lavoro,
questo è quello che sento!
Talvolta arrivano per sfuggire alla fame,
alla guerra, alle ingiustizie.
Come gregge anch’essi
cercano pascolo verdeggiante,
pane, un sorriso, un po’ di umanità.
Perché umanità non è più un valore
in questa oscura società,
dove brilla denaro e potere, ammaliatore.
Vergognati Uomo!
Emigrante è tuo figlio, tuo fratello
partito dalla sua Itaca con tante illusioni.
Sparse sulla via trova tante chimere,
false, opprimenti il suo cuore.
Miraggio di lavoro onesto,
Cercasi...
Quando trovi il lavoro
lunghe file dopo un lungo viaggio,
speranze sospese al cielo
come stelle cadenti.
Brividi freddi, nella notte scura
senza stelle, senza luna.
Neanche una carezza, una parola di tenerezza.
La durezza di questi tempi non ci deve far perdere
l’amore nei nostri cuori.
Domani l’aurora darà la speranza,
il sole porterà la luce e darà a tutti un ancoraggio!









