La tristezza la riconosci al volo,
se anche te ha toccato,
con quel suo tocco improvviso
e greve.
Come una coltre, gelida, ti avvolge
e ti protegge, dalla felicità.
La tristezza la incontri
negli occhi cerchiati e stanchi,
di chi senza vedere guarda avanti.
In quegli occhi, dove lacrime
antiche, come un mare in risacca,
trascinano parole attese, carezze mai provate, baci perduti, come gusci di conchiglie vuote, e non c'è spiaggia dove approdare.
La tristezza, quando la riconosci,
è schiva e sfugge, perché non sa farsi
consolare.
E quasi si vergogna d'essersi fatta vedere.
Cade goccia dopo goccia nel cuore
unico luogo dove si lascia andare.
I bar sono sgabuzzini pieni di speranza,
quelli che puzzano di piscio,
soprattutto.
Le notti sono stracolme di parole,
futili come un sasso volante
in una finestra sfondata.
L’anima è come una perdita d’acqua,
quella singola goccia cadenzata,
fa la differenza,
per sempre
innumerevoli meraviglie vi ho trovato
che son state subito degne di gioia
rispetto e ammirazione.
Dalla Gallura alla Baia di Chia
mi hai abbracciato senza esitare
col verde della tua pianura
con lo scintillio del tuo mare.
La tua criniera di madreperla
il tuo maestrale sciabordio
gli alberi del violaceo mirto
un corale saluto mi hanno rivolto.
Son passati anni da quei viaggi,
da lontano ti vedo bruciare
per la crudeltà dell’uomo
e una lacrima sega il mio viso.
Ricordi del tuo splendore riaffiorano,
la mente amareggiata non può che scrivere
pagine di avventure nel libro della memoria
in attesa di assistere alla tua rinascita.
Non sapevo che ci sarebbe stata una tempesta
eppure nubi nere oscuravano il sole
non sapevo che ci sarebbe stata la primavera
perché non vedevo i fiori sbocciare
non sapevo il significato delle parole
perché non le avevo capite
non sapevo guardare i tuoi occhi
perché non percepivo cosa provavi
non ho saputo tenerti
perché non ti ho dato importanza
ed una volta persa sei finita
nell’ombra delle mie colpe
non ho saputo apprezzarti
e sei volata via con il primo vento
di primavera
ero libero con te
ora la schiavitù è una catena
di solitudini che porta all’inferno.
Profondità di un anima
silente e solitaria.
Profondo e sordo
Il tuo tacere grida,
di lacrime e ferite
che lacere si mostrano pudiche
al sole .
Anima persa nel buio
Nero, di un nero madido,
che lento piove li nel tuo cuore,
che stringe in mano pagine
antiche
dove l'inchiostro parla d'amore.
Anima vuota di morta pena
un filo d'erba ti rende viva
un filo d'erba di quel giardino
di un sogno avito chiamato
Vita.
rimirai succosi frutti tanto cari a Bacco
tra granitici solchi colmi di gramigna.
Perbacco dissi, si prospetta meno dura,
nello stupore verdi pampini sfiorai
eppur quell'annata faceva cosi paura.
Anche il pensiero, un tempo agro forte
s' addolcì e più non temette la mala sorte
d'inacidire seppur dentro una vecchia botte.
Travolto e rapito nell'incanto in loco restai
pavoneggiandomi come vero allocco
nel cerchio della nuova luna mi ritrovai.
Non so come a quel regno giunsi lesto
a tratti oscuro e luminoso, guardai in basso
vidi un corpo, giaceva nella piana mesto.
Chiesi di tornare e a salutare m'apprestai
mille stelle raggiavano quel mondo.
Tra polvere sbracciando, dal sogno mi destai.
A farlocche stelle volentieri rinunciai
acini gustosi rilucevano sorridenti
la mia modesta vigna più non lasciai.
Lasciandoci consigli e regole di Vita
Tanto doveroso è il ringraziamento.
Grazie per cosa?
Come Rosa devo ringraziare
perché mi hai permesso di sbocciare,
di regalare il profumo,
i miei colori, che con la Vita riassumo.
Grazie perché posso comunicare;
Posso parlare, leggere, scrivere;
Condividere i miei pensieri.
Posso camminare, conoscere;
Posso sorprendermi!
Posso abbracciare questo Mondo,
Anche se a volte non mi appartiene!
Posso Amare e anche perdonare!
Grazie a chi sa sorprendermi e farmi sorridere!
A chi mi tende una mano e anche la sua spalla!
A chi ha fiducia in me,
trova sempre una parola per farmi sorridere!
A te che mi leggi negli occhi,
sai parlare anche ai miei silenzi.
Grazie a chi dall’alba al tramonto
colora i miei giorni di emozioni,
le mie notti di sogni.
A chi mi regala passione, bontà, dignità,
Nell’instabilità e contemporaneità della nostra Città.
Grazie per ogni singolo momento,
per ogni gesto che ha fatto
accrescere il mio sentimento!
Per ogni sogno e ogni risveglio
I mie ringraziamenti, con ammirazione
non prenderli come adulazione
sono solo una mia comunicazione,
di affetto a disposizione!
Ti vengo a cercare
tra i corridoi della terra,
tra le presenze dell'infanzia,
dove le voci familiari
consumano l'assenza.
La solitudine si posa sui rami
come una colomba bianca,
e canta fra i rimpianti
con un suono che raccoglie l'alba
nella memoria e...
tutto quello che mi sfiora
ti somiglia.
Solo vento...
T'accarezzo l'ombra
e più non sento il vuoto
della vita;
il tuo profumo è un passaggio
di nuvole piene di clemenza,
e la distanza sfuma nella pelle...
irreversibilmente.
Sempre vento...
Fin dove finisce l'inverno,
per essere sempre tramonto
in questo cielo stanco,
e forse un ricordo,
l'unico che germoglia
quando ti penso.
mi lascio alle spalle il ponte girevole,
intravedo gia' il casello,
le vacanze son finite proprio sul più bello.
Mentre ripenso ai miei estivi safari,
mi ritrovo gia' nella ridente Bari,
sento il cuore salire in gola,
all"orizzonte scorgo lo stadio San Nicola.
Foggia è il prossimo traguardo,
chi dice che la Puglia è lunga non è bugiardo,
segue Termoli Vasto e Casalbordino ,
le loro curve spaventano un pochino.
Pescara ormai e' molto vicina
in un autogrill faccio una capatina,
gente assonnata sosta al bancone,
Il quale è imbandito già per la colazione.
Ancona è la prossima meta,
sul Conero intravedo una stella cometa,
il mare mi fa sempre compagnia,
fino a Rimini son sicuro che ci sia.
Bologna si legge sui verdi cartelli,
siam vicini alla torre degli Asinelli,
la A14 è ormai finita,
e il serbatoio necessità di una riempita.
Ero quella sognatrice
che si fidava di chiunque
le mostrasse un sorriso,
ero quella che credeva
nell’amore e nell’amicizia.
Ero quella
che lottava
contro tutto e tutti,
pronta sempre
a difendere
a spada tratta
senza timori,
di persone
o conseguenze,
il suo amore
e le sue amicizie.
Ero quella che metteva
al primo posto gli altri,
poi semmai sé stessa.
No,
non ero quella di adesso.
Adesso
sono quella
che ha lo sguardo acuto,
sono quella
che ha il timore
di fidarsi
di chiunque,
sono quella che
con la spada ora
cerca di difendere
sé stessa
perché son tante
le batoste prese
e le certezze
e le speranze
si sono ormai arrese.
Ma se in fondo
in me vive tuttora
la ferrea convinzione
che ancora ho
amore ed amicizia
custodirò ricordi
di passate delusioni
di trascorse illusioni
per rimanere
quella che in realtà ero
con anima limpida
e cuor sincero.
Al mattino i tuoi azzurri colori
s’incontrano con quelli rosati dell’alba,
in quest’estate calda.
Il lontano orizzonte dove acqua e cielo
si confondono in un matrimonio d’amore,
fa viaggiare il mio pensiero d’Infinito.
Vibra nell’aria una dolce armonia,
inebria di profumi, di pace l’anima mia.
Nelle tue acque placide
imbambolato mantello verdazzurro,
mi distrai come mago,
Il mio cuore si consola,
gli occhi si saziano d’infinito.
Non sento il tuo sussurro,
non vedo l’ incresparsi della tua onda.
Sei solo un letto placido,
silenziosamente mi scruti
Brezza di mare, intesa di sguardi
Indaga la ragione, ma si arrende il cuore
"Non cercare limiti nell’immensità dei miei colori,
Dei miei occhi dipinti di verde e di blu,
d’oro e d’argento la sera.
Nel mio letto troverai
barche ricolme di sogni, pronte a salpare,
Prendine una vieni via con me"
"Quando una pioggia di stelle illuminerà il tuo dolce viso, come Paradiso, trattieni il respiro...
Io arriverò perché Io sono
I tuoi pensieri, sono le tue paure.
Tu i tuoi sogni nei miei!
Noi, solo noi, un Sogno Infinito"
Rintanato nel suo involucro
secerne filamenti programmati
a sviluppare odiose manovre
atte a colpire per puro diletto.
Non osa abbandonare il suo rifugio
poiché la luce del bene lo dissolverebbe,
il male è la sua forza e il fetore immondo
impregna il suo habitat ossigenandolo
per generare abomini distruttivi.
La sua vita è concepita nel loculo
incurvato e rugoso selezionando
nell'oscurità del suo ristretto mondo
le vittime prescelte, esaltando il suo ego.
Eteronimo riesumato, non potrà accedere
al regno dei giusti, vivrà come zombi,
ingabbiato, il bozzolo sarà la sua tomba,
avvolgendolo come una seconda pelle
decreterà la fine di un'esistenza dedicata
alla completa autodistruzione dei valori
inutilmente rincorsi senza mai intaccarli.
Il male soccomberà nella sua oscurità
il bene risorgerà e sarà per sempre Luce.
adoravi definirmi
sempre in cerca di avventure
e ricche esperienze.
Ore ed ore a raccontarci
viaggi esilaranti
strambe curiosità
affascinanti culture.
Scambio di storie
vissute con entusiasmo
tra risate, giochi poetici
e incredibile vitalità.
Poi quella lettera
grido di aiuto e dovere
per condurti in un altro viaggio
stavolta senza entusiasmo e risa.
Sopra un grigio uccello
sei volato verso terra straniera
in difesa della vita.
Con coraggio e orgoglio
hai combattuto una guerra
non tua ma dovuta
per amor d'un grande popolo.
Ora saresti dovuto ritornare
trionfante e fiero
per aver donato libertà
ad anime imprigionate.
Trillo d'un telefono
voce tremula
notizia del tuo ritorno
ma in scatola di metallo.
Il rientro nella tua terra
su quel grigio uccello
non ti è stato dovuto.
Solo un drappo è giunto
senza occhi e sorrisi luccicanti
pronti a narrarmi avvincenti storie.
Grida che ancora incredule
chiamano il tuo nome,
nessuna risposta arriva.
Silenzio che urla odio e dolore
verso una patria che ti doveva
onor di vita e gloria d'eroe.
Rabbia ne fa da padrona in me,
non mi do pace
tutto un incubo è stato...
mi ripeto incessantemente.
Ora mi chiami, mi svegli
mi racconti di altri posti
da visitare, da vivere
per poi esprimere in versi
ciò che m'hanno lasciato.
Ma tu non chiami, non mi svegli
la speranza svanisce
compare la rassegnazione,
da oggi viaggerai sempre e solo
girovagando tra le nuvole.
Mai più narrerò in versi
di luoghi fatti nostri
in calde estati e rigidi inverni.
Poesia mi son fatta per parlare
di cuore impavido
viandante non per diletto
ma per rispetto della vita
che in esso non batte più.
poggia su grandi bianche colonne, pronte
per la Divina Apocalisse e due candidi
all'ingresso, mentre tenue l'aria e leggera
è l'Anima, in questa strana notte
sospesa si placa. Una Donna, bella
più del sole sorride, improvviso si aprono
d'Amore, finalmente libero, da ogni dolore.








