Tagliano le note della notte

incidendo il vinile dei miei perché

sono la puntina che suona se stesso

ho tatuaggi stonati al mio interno

percuoto la pelle tirata è secca <non rimbomba>

salto nelle pozze del mattino

si propagano variazioni di me in vibrazioni di voi

colpisco l'aria solida con soffi corti mi-fa-do-lore

apro le braccia accordo la schiena per la fine del suono

giro in 33 giri seguendo quel solco

tutto qui è musica il dolore è l'artista nella strada

io solo la puntina scordata.

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Profilo Autore: fabio brogini  

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Potrei amarti oltre il limite
di dieci esistenze intrecciate,
od odiarti in un solo battito
capace di piegare il tempo.
Eppure amo ciò che vive nell’ombra,
il silenzio che vibra come un pianeta lontano,
il profumo della pelle
che disegna mappe segrete,
i sentieri del desiderio
che non conoscono confini.
Eppure cammino in foreste che non esistono,
tra spiagge senza memoria,
raccogliendo emozioni consumate
come reliquie cadute
in stagni di felicità antiche
e nostalgie appena nate.
E ancora mi sorprende l’amore,
quando apre il cielo come una ferita di luce
e lascia scorrere
il sangue giovane dell’eterno.
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Profilo Autore: Massimo Masteri  

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È tramontata la luna 
quando il torrente 
afferra gli occhi del cielo 
e con un canto dolce 
ne racconta lo specchiarsi 
senza più stelle 

Intreccia discorsi 
con la luce e con il mattino 
e dona dolori 
con la voce al miele
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Profilo Autore: Carmine Ianniello  

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Sonetto in endecasillabi a maiore di ritmo giambico (nel senso che li ho accentati in 3ª, 6ª e 10ª, forse sarebbe più corretto chiamarli “endecasillabi a maiore di terza” ma “giambici” suona più simpatico), rime ABBA ABBA CDC DCD con le B sdrucciole.


 

Le mie scelte m’han fatto tutt’intorno
quella che vien chiamata rasa tabula;
non vorrei si pensasse che son rabula¹
nel narrare che sono disadorno²:

son cosciente di non valere un corno,
la mia vita non è da bella fabula³
con il cuore che in petto mogio stabula,
perde colpi attendendo fine giorno…

Mi ritengo sia marcio sia tarlato
ma non so quale sia quel cassonetto
per la mia consistenza più indicato.

Non so dove gettarmi, sì, l’ammetto;
forse perso in un campo abbandonato
o tirando sciacquone al gabinetto.


¹: avvocato da strapazzo;
²: non ho mezzi;
³: favola;
⁴: stalla, resta in un recinto.


 

02/04/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Frammenti d'Anima
​I. Il Peso del Mondo
Il dolore di un mondo
Sulle mie spalle,
Il silenzio piange
Mentre le stelle cadono.
Notti insonni
Cercano l’amore,
Sguardi innocenti
Catturano desideri.
​II. Il Labirinto dell'Assenza
Frammenti del tempo,
Fugaci pensieri;
La tua morbida bocca
Ignora il mio nome.
Tante strade,
Non so dove andare;
Il tormento aumenta,
Nessuna porta si apre.
​III. L'Ultimo Volo
Ma la mia libertà
È vederti volare,
Splendida
Tra i raggi del sole.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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E cercami tra la folla di pensieri

Di ieri, di oggi, di domani,

i sani sono altri, queste mani

che scrivono male, sinceri

slanci verso ciò che sarà

ma la libertà divide i mari

da ogni cielo, con una metà

sul lato della speranza

e l’altra su quello della tristezza.

E ho immaginato una carezza

Al sapore di more, un amore

In fasce, un dolore che non spezza

Ma unisce, strisce di colore

Sulle pareti dell’aorta e una scorta

Di luci per la notte ingrata,

e ogni rata del fato che riporta

ancora alla data di partenza.

Spengo ogni lume nella stanza

E tengo le tue labbra in evidenza.

Ed ascolto la tua voce in loop,

ancora mi scandisci a tempo

di rock, con un violino pop

in sottofondo. E quel lampo

che buca la memoria è l’esempio

di come il cuore resti il tempio

dell’accordo e del contrasto                           

divisi solo da ogni verso

sordo alla purezza e dal tasto

di reset alla danza dell’universo.

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Profilo Autore: blow87  

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Capovolti i barconi in mare

sconvolti gli umani sulla terra

coinvolti da esseri disumani,

disperate mani sui volti 


travolti dai sospiri di un mandorlo in fiore

rivolti con lo sguardo su magici sentieri

avvolti dal volo di un avvoltoio assonnato,

su volti stravolti germogliano sorrisi


voltiamo zolle di terra in giardino,

disinvolti lupi percorrono boschi,

un involtino annuncia primavera,

beffardi volti, ritratti del tempo.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Sconvolgente è baciarti
ascoltando
quel languore salire
e scatenare mille effluvi
dal ventre
fino al centro del cuore.

Brividi
ineguagliabili
scorrono sotto pelle
scuotendone
ogni centimetro del corpo
per insinuarsi
lungo la schiena
ed esplodere
nel più profondo dell’anima.

Sciolta ogni insicurezza
trovano spazio dolci fantasie
accompagnate da un’enfasi sognante
a trasportare all’unisono
due menti, due cuori, due corpi
nell’alcova dell’amore.
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Profilo Autore: Maria Luisa Bandiera  

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Due ottave toscane di endecasillabi canonici a maiore, lo schema delle rime è ABABABCC DEDEDEFF.


 

Triste l’effetto di memorie corte:
lo stato d’Israele si fa figo
d’aver legalizzato, beffa¹ sorte,
nuovo feral livello di castigo:
per una razza la condanna a morte!
Primo ministro, guardi in fondo al frigo,
di Adolf Hitler prenda il vecchio incarto:
lo fece prima lui quel vile parto!

Credeva Beniamino di passare
per un tipetto alquanto originale,
in conseguenza del suo ignorare
la storia d’un suo pari criminale,
ma libri che poteva anche studiare
gli mostran che s’è fatto i conti male:
la storia vi ricordo e vi dimostro
che Knesset² non è il primo grande mostro


¹: beffarda;
²: la Knesset è il Parlamento israeliano; il 30 marzo ha introdotto la Pena di Morte per i “Terroristi Palestinesi” (e di fatto per lo stato israeliano i Palestinesi che non accettano di essere cancellati dalla faccia della Terra sono terroristi).


ioffa, 01/04/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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una mattina

le strade

dicevano la fine dei giochi

qualcuno affannato spiegava

altri in disparte guardavano punti distanti

rimasugli

forse di male

forse di bene 

abbandonati in fretta

non piu sfondo

non più rima

non più fumo negli occhi

rumori di movimenti scombinati

nell'aria stantia

 

andare via…

 

andare via…

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Profilo Autore: Simona Nardi  

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Sonetto classico.


 

Andate avanti pure nello sfascio,
ci perderete; sono cazzi vostri.
la vostra adorazione verso il fascio
ridesterà quei mai svaniti mostri.

Io sono vecchio, ormai tra poco lascio,
che piangerete è inutile dimostri.
Le immagini le guardo e mi ci accascio,
ho terminato ormai tutti gli inchiostri.

Voi state pure fieri ad osannare
come un novello dio disceso in terra
chi gode nell'urlare e minacciare

tanto poi giocherà facendo guerra
nel ruolo d'un sicuro comandare…
tanto non vanno i suoi¹ lì sotto terra².


¹: suoi figli;
²: nelle tombe.


28/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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Quale grande timore ti coglie
quando il mondo ti vuole sfiorare?
Tu da sola ti trovi a giocare,
sui tuoi passi tu già sai danzare.
Guardi il mondo che accanto si muove
e non sai come entrare a ballare.
Ma il tuo cuore ti chiama ad entrare:
basta un passo… e nel mondo sarai.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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La poesia è un ospite ribelle:

non siede mai al posto che le avevamo assegnato.

La attendi alla porta e non bussa,

poi ti sorprende tra le righe di una sera qualunque,

scuotendo ciò che credevi immobile.


Ma non sono le parole a fare il miracolo,

perché le parole, da sole, sono gusci vuoti.


La vera sostanza abita in ciò che sentiamo,

nella geometria segreta dei nostri pensieri.


C’è una grazia rara nel trovarsi in equilibrio,

un centro difficile da mantenere, eppure vitale.

Perché è in quella quiete che tutto si chiarisce:

non possiamo offrire al mondo nulla di diverso

da ciò che, nel profondo, siamo già.

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Un bacio strano,
dolce da ritornare,
incerto da perdonare.
È stato il tramonto
della neve fresca,
sospesa ancora
sulle labbra ansiose.

Mentre l'abbraccio
chiudeva le paure,
le bocche nutrivano
l'assalto dei cuori;
nessuna difesa,
solo carne cercata
tra le mani.

E noi, stupiti del giorno,
pronti a raccontarlo
all'alba che resiste
al desiderio di farsi notte.
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Profilo Autore: Massimo Masteri  

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Strofa esastica di endecasillabi a maiore rimati in schema ABABCC, sostanzialmente la base di un serventese ritornellato.


 

Necessario scordarsi poi dei morti
altrimenti ti tolgono la vita
con pensieri che inutili e contorti
ti distruggon finché non è finita,
t’impediscon d’andar sereno avanti
apprezzando i tuoi giorni ancor restanti.


28/03/2026


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Profilo Autore: ioffa  

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