Senza riconoscermi
(solo bozze incompiute - come l’io che non sa)
Quando il freddo mi cola sulla schiena
e vorrei che ogni cosa si fermasse
per sfinimento; perché il sole si smorza poco a poco
e la pioggia è acqua vacillante
Senza riconoscermi, trascino sui sentieri un peso incolore
- non ho sbagliato, non era indolore -
e niente sa darmi la spinta opportuna
Intorno, crepacci.
Quindi? Non so neanche più morire
e resto qua
intontito
stupito
da questa guerra invadente
per occhi di bambina che correvano
nel giardino variopinto della vita
incontro a sogni e progetti da concretizzare.
Sfavillanti sfumature, simbolo
dell’universale armonia
per gli antichi cultori,
per me icona di coraggio
nell’assaporare emozioni.
Sei apparso oltre il guard rail
del mio tortuoso cammino
foglie tue come braccia tese
ad afferrare l’anima di donna
avvelenata dal passato.
Salde radici hai riposto
in terra ancora fertile
dove seminare germogli
di fiducia nel poetare
senza mai rinnegarne l’essenza.
Il tuo dischiuderti in me
nuovi punti di luce più viva
ha fatto sbocciare
in una sempreverde esistenza.
Come spontaneo oleandro
adorni tutti i miei giorni
tu, fiore disposto anche
ad avvelenare chi diffonde il male.
Hai donato a me l’azzurro
del cielo e del mare
e ora la mia poesia, impavida,
è pronta a volare e a nuotare
nella piena libertà di emozionarsi
ed emozionare chi di essa vorrà vivere.
Ho il cuore a pezzi e gli occhi stanchi,
ti cerco ovunque ogni giorno mi manchi,
recito per resistere sforzandomi di sorridere
ma senza di te è troppo difficile vivere,
vorrei tanto sapere cosa fai e dove sei
tu abiti dentro ai pensieri miei,
sono solo senza te e mi scoraggio
per averti con me ho fatto un tatuaggio,
sei vita nell’anima e nella mente
ma ho bisogno che tu sia presente,
ti cerco in altre lacrime e risate
solo tu mi riempivi le giornate,
ritornare quello di prima mai potrò
se tu non ci sei è impossibile Tesò.
Illuminiamoci
fallaci pagliacci
anche da soldati semplici
sempre distanti.
Siamo seguaci di risate facili
feudatari inclementi
e seriali odiatori.
Giochiamo solo al potere
in ogni atto dovuto
per far perdere le tracce
e, tutt’attorno, le speranze.
“Divide et impera”
ha fatto buona scuola.
Ma per poterci chiamare Stato
ci dobbiamo trattare
di presupposti identici e risultati.
L’interprete
dev’essere unico
e la sua voce rimanere accesa
grossa per tutti
dal piccolo al grande
dall’importante all’ininfluente
- resta pur sempre un affluente - Nessuno
a poterla spezzare, nessun movimento
nessun potere terzo
nessuna ragione, Regione, Comune
salvo …lo Stato.
Ché per un urgente
non si pretende l’oro
fermo al suo possesso
ma nemmeno sia di piombo
capace solo di rallentare, oltremodo
possieda almeno
l’argento vivo addosso
da nord a sud
da ovest ad est
… isole incluse.
Dal cielo non giungono
A lenti passi
si va in processione
e muti intoniamo
la nostra canzone
nasce spontaneo
come un fiore afrodisiaco
nel cuor intriso di passione,
offerto sul vascello d'amore
quando naviga a gonfie vele
per i mari delle emozioni
colmo di scintille e voluttà
da consacrare
sull'altare dell'amore
nell'isola del cuore,
tra le braccia della vita
verso chi si ama!
Quel ti amo sussurrato
ai quattro venti
originando uragano
in paradiso sceso in terra,
sol per noi
bramanti d'amore
che a fior di baci
suggella il tempo
del suo ardore,
per non essere
mai dimenticato
nell'abissale incantesimo
che ci lega fuori dal mondo!
una contrattura mi son causato,
la mia schiena è stata colpita,
me la sento rattrappita.
Il dottore mi ha tranquillizzato,
in farmacia mi ha mandato,
per sciogliere il problema articolatorio,
mi ha prescritto un antinfiammatorio.
Anche la farmacista mi ha guardato,
movimenti specifici mi ha indicato,
valutando la mia intaccata integrità,
mi ha dato un farmaco visto in pubblicità.
Mi ha poi detto di stare a riposo,
ed io strane gesta per un po' non oso,
ma alla guida questi dossi artificiali,
per la mia schiena sono micidiali.
Amo il disincanto dell’Autunno
quando nullifica i rami
e d’ innumerevoli colori
parla alle radici .
Amo il chiaroscuro
che si fa trama e due fili di luce
mi legano senza rimpianto .
Ricamo l’infinito
che io guardo sconfinato d’aria e luce
so che m’ accompagna
spingendo i sogni oltre
loro provano a volare alto
ma finiscono di cadere sul cuscino
funamboli tra equilibri instabili
e fragilità riannodata
in un gioco di parole .

Un Amore Statuario!
In veneranda luce e
soffuse ombre,
va a perir un vissuto,
un dir e far di gioventù andata
statiche misture e pensier giocondo.
Marmoree statue a divenir impotenti,
museo antico ad amor intristito,
ombre incupite fra nuvole passeggere.
Vivemmo d'amor e buon umori,
da far sussultar il cuore,
amor capiente ed intrigante.
Statua di marmo,
visione ad abbellir il giardino,
abbiam perduto ali nell'infinito,
voli ed atterraggi,
sogni in sognanti muse.
Amor conteso ed arreso,
visione statuaria ad
adornar l'immagine di ieri!
Adele Vincenti
4 Novembre 2021
a noi che ci incontriamo
tra parole scritte sul libro
di una amicizia nuova.
Rugiada bagna delicatamente
stima e considerazione
di un legame che
come edera cresce forte.
Fior di liquirizia sboccerà
tra le sue foglie
renderà dolce ogni amaro istante
se insidioso ci attaccherà.
Mendicare non dovrai più
perché tu sorrisi felici
raggrupperai e ne farai cure
per tutte le tue cicatrici.
Gentili carezze poserò
sul tuo stanco capo,
muto il tuo orgoglio
diventerà la desiderata pace.
Passeggiando accanto al mare
consegneremo ai suoi abissi
preoccupazioni degli afflitti
raccontando ciò che ancora
è capace di emozionare.
alternativi tramonti dell’anima
saranno proiezioni di diapositive
finalizzate a ipnotizzare l’uomo-robot
mentre il crepuscolo
sarà una reminiscenza
tragico nostalgica
del destino dell’istinto di sopravvivenza.
Poesia ispirata dal fumetto:
* Titolo e contributi: Memorie dell'oltrespazio / Bilal
* Pubblicazione: [Italia]: Bonelli Dargaud, copyright 1985
* Descrizione fisica: 52 pagine illustrate a colori; 31 cm
* Data:1985
* Titolo originale francese “Memoires d'outre-espace”









