a sentir la messa mi hanno portato,
timidamente salgo la lunga scalinata,
l'ultima volta una bara vi ho visto issata.
Si entra dalla più scomoda porta laterale,
ai defunti sembra dedicata quella centrale,
panche l'una dietro l'altra rivolte all'altare,
ne scelgo una in attesa di sentir predicare.
Canzoni dal giro armonico elementare,
invitano i fedeli a provare a cantare,
il parroco si improvvisa anche artista,
dando il battere al malcapitato organista.
Poi si accomoda su una marmorea panca,
mentre una familiar suoneria di tradir non manca,
c'è l'invito stizzito a spegnere i telefonini,
non sembrano ben accetti rumori clandestini.
La predica ricorda ciò che era nei pensieri miei,
storie di Gesù mescolate allo stupore dei farisei,
ma pochi fedeli sembrano veramente ascoltare,
la maggior parte poco attenta ai miei occhi appare.
Così un pò alla volta un'ora scivola via,
e con essa volge al termine anche l'eucarestia,
si va in pace per bocca del diacono dall'altare,
ed ora un insegnamento dovrò pur cristallizzare.
Mentre cerco di mettere insieme quanto ascoltato,
dalla severa pargola arriva un monito inaspettato:
'Papà però che figura che mi hai fatto fare,
la prossima volta togli la suoneria al cellulare!'
Generosamente ti sei seduta sulla panchina,
di fronte al mio cuore,
vestita di speciale rispetto
e di importanti motivi negli occhi,
che in cuore mi sono detto,
questa è il mio amore, e per questo amore,
darò la mia vita!!
Ammirando quelle ricche immagini,
ammiravamo lo stesso tramonto,
il cuore desiderava stringerti addosso,
da subito non ha minimamente dubitato,
contenevi le capacità, il valore dei sentimenti,
la consapevolezza di un cuore generoso
nobili impulsi del buono
per dare senso e importanza alla vita,
del poeta anziano che ti stava seduto,
nella panchina di fronte!!
Semplificazione, semplificazione
- che mai s’arena -
è l’annuncio che anche un bimbo
serenamente, altro non potrebbe fare
che comprendere
il suo vero onere, quel non potervi
proprio più provvedere personalmente.
Scendi agenzia d’entrata
dalla posizione tua, immacolata
è finito
il tempo della crociata
- e mai fosse cominciata -
Gli infedeli hanno dato forfait
restano in pista
solo quelli che lanciano bombe
che usano il molo per la loro barca
non mera colpa in errore
che accade palese
a chi lavora e paga le spese.
Con la buona fede
non ci si fa il brodo!
Tra l’altro, d’ammanco un buono postale
nell’anno del misfatto, si fosse fatto
manco gli iu delle spese, l’attuale percepire
- che sarebbero state due lire -
a fronte di una iono, oltre la sfera.
Guardate più a fondo e sviscerate
chi davvero risulta fresato! Entrata
che pretende il primo mondo, e in uscita
nemmeno del terzo, si fa garante.
Ma davvero …
che fine deve fare la brava gente?
Sono sul bordo di un terrazzo
Urlando a questo mondo pazzo,
che da sempre mi tradisce
ma ormai niente mi stupisce,
da qui è abbastanza alto
mi basterebbe un salto,
mi fa davvero schifo la vita
mi basta un passo per farla finita,
troppe sconfitte e nessuna vittoria
la chiudo qui questa storia?
La felicità è solo un miraggio
Per morire ci vuole coraggio,
speranze proprio non ne vedo più
ho paura non voglio guardare giù,
sono vigliacco e mi incazzo
ormai sono sul terrazzo,
tanto già mi hanno ucciso
prima di salire ero deciso,
chiedo scusa a tutti quanti
vorrei ma non posso andare avanti,
mi sento un uomo fallito e distrutto
ma torno indietro non mi butto.
Segretamente mi espongo,
dalla tua sorgente d’amore,
imbizzarrisco davanti ad ogni fresca zona,
di felicità, distinguibile superficie
perché assai luminosa fonte,
ricche scaturiscono vene d’amore,
traboccano, non poter richiudere
il mio cuore!!
Analizzo questa intensa gioia,
questo profondo e intenso benessere,
il cento per cento dipende
dalle tue deliziose attenzioni,
che presti ad ogni momento,
insegnandomi ad essere felice
alle condizioni affettive di chi mi ama,
per appagare tutti i miei desideri!!
Le griglie di quella grigia stufa
Il sole non si decideva a morire
mentre anime malate maledicevano
la luce che tentavano di oscurare
provando a rinchiuderla nel torbido
scrigno delle loro ossessioni
era ottobre, iniziava la stagione
nella quale le foreste ingiallivano
e la mente si spogliava dei suoi rimpianti
abbandonandoli sotto una pioggia purificatrice
facendoli svanire in pozzanghere di solitudine.
vivaci colori dipingono l'anima mia,
le forme son le più diverse,
agli occhi appaiono linde e terse.
Natale sarà ancora nelle famiglie,
tavole imbandite di brillanti stoviglie,
negli anni son cambiati i commensali,
e questi non son dettagli banali.
Ma alla finestra ammiri quelle luci,
combattono la malinconia che d'istinto produci,
si accendono e si spengono come in una danza,
il loro riflesso addolcisce la tua stanza.
Bisognerebbe fare una petizione,
o andare al comune e far una riunione,
per tener le luminarie anche dopo la befana,
cosi' che la tristezza possa rimaner lontana.
Riconosco e garantisco,
nessuna ha mai raggiunto così alte
posizioni, per soddisfarmi incantevolmente,
resto attonito davanti al tuo sorprendermi,
per stupirmi con fascino, offri
suggestioni, sai di paradiso!!
Acconsenti di rifugiarmi dolcemente,
in un sogno, come per magia
vesti d’incanto l’armoniosa atmosfera
disponibile, ottimi eventi per frastornarmi!!
Fantasticherie finalmente realizzabili,
praticabili nella più bella storia romantica,
se ogni giorno aggiungi
attuabili segreti per comprender di più,
la superficie utilizzabile
della nostra amicizia, la più bella,
e la più dolce di tutta la vita!!
avanti al suo PC pronto come il pifferaio
a rapire chi accorre al suo proferire
ad accogliere tra il frastuono
la sua magica creatura,
forgiata tra musica e poesia.
Dinnanzi agli occhi suoi scorrono
come fotogrammi d'un film
applausi e lodi alla sua bravura
nell'avvolgere le anime in danze
suonate tra note ad invadere l'etere.
Impugna come sonora bacchetta
un semplice microfono
voce calda, suadente giunge all'udito
d'ogni cuore al di là dello schermo
occhi chiusi e l'anima prende il volo
pur essendo priva d'ali rinchiusa tra muri...
Ed è ancora magia...
Tutto intorno scompare... tutto tace...
la mente si muta in pentagramma
dov'egli imprime scala musicale,
labbra dischiuse fanno di poesie
melodie a dondolare pensieri
ora leggiadri, non più tetri.
Lo spettacolo è terminato...
si ritrova stanco eppure
il suo intento è riuscito...
Il pubblico è in delirio,
estasiato ancora applaude colui
che senza trucchi o inganni
ha donato brevi ma intensi attimi
di vita emozionale.
al riverbero spento
riflesso nello spazio
dello specchio dei miei giorni
in questi astratti istanti
che incorniciano
le mie assenze
nelle immersioni oscure
delle apprensioni di amare!
Speranza non affievolirti
ai livori del tempo,
non sfiorire i tuoi sogni
alla risma dei sentimenti
appassendo il tuo sguardo fulgido quando inarcato
nei sorrisi lustri pieni di luce,
in quelle baldanzose movenze riverse
nelle rosee speranze!
Ma no, la tua mano
non mi lascerà lacrimare
nel mare
delle scure amarezze
spegnendomi al gelo
dei fallimenti e
dei tramonti delle paure,
poiché sei spirito puro
in autentici essenze lucenti,
riflessi nell'amore per cui vivi!
Nitida nel tuo mistico,
viaggi a cuor sincero nell'anima di chi
ti respira benevolmente!
Folle nella tua convulsa frenesia
d'adagiare l'ancora dei sussulti
nel fondo della risolutezza!
Viaggia nei cicli del tempo,
e attraversa la mia anima
poiché parte di te
è il nocciolo del mio essere.
Oh mia speranza,
inarcati ancora
sul volto del mio cuore
e lasciati riflettere
nei miei occhi
affinché possa sentirti
viva e autentica
in chiunque mi guarderà
parlandomi di te
con assoluta esperienza!
Oh dolce speranza
risorgi audace e sfavillante
ma con blande braccia
cullami soverchiando fiducia
nel mio cuore
pronto a riceverla,
lasciandomi rifiorire ancora corolla d'amore
nel cuore di chi mi ama,
profumandolo in ogni angolo di vivida gioia
coi miei petali colorati
che delicatamente,
incanterà chi mi incrocerà.









