il tuo urlo di perdono
tra dolore acuto impedito
nell'affidarsi a versi
per essere consolato.
Ti ho visto in balia d’un mare tempestoso
ho percepito il tuo animo delicato
preda d’un riccio marino
ne ho mutato spine in anemone
tendendo un sorriso e portandoti sulla riva.
Arenato in pieno sconforto
ti eri arreso a chi
aveva legato le tue ali
negandoti voli sereni.
Con cuore amichevole ho accettato
di dare meritata libertà
al tuo essere gentile
riportandoti tra dolci nuvole.
Dei tuoi difetti ne farò pregi
renderò al tuo viso il sorriso perso
cercarmi e mi troverai,
parlami e ti placherai.
Dalle mie labbra udirai
umili consigli di chi
per prima ha sofferto
ma non si è mai arresa.
Insieme cammineremo
svegliando i tuoi sogni e
passo dopo passo li vedrai
sbocciare come bianchi gigli.
Perdono a me non devi
ma all'anima tua
che hai reso prigioniera
di carnefici senza scrupoli.
Ora abbine cura
innaffiala con dedizione
senza più alcuna paura
donale vita ricca di pura emozione.
Se potessi Ti strapperei quel dolore dal petto,
ciò che provi merita attenzione e rispetto,
cancellerei la sofferenza e il rancore,
lascerei integro ciò che resta dell'amore,
indietro purtroppo non si può tornare,
Ma passi avanti si possono fare,
verso un percorso ben mirato,
dove si accende il futuro e si spegne il passato,
il tuo ritrovarti sarà felicità per tua madre
da lassù di te è orgoglioso tuo padre,
sei forte ma anche fragile e insicuro
sei vero e leale hai un animo puro,
oltre alla famiglia hai anche noi
questo calvario passerà prima o poi,
sei un guerriero che combatte e non cede
mantieni i tuoi valori e non perdere la fede,
gli ostacoli ci saranno sempre ma li affronteremo insieme
tornerai a sorridere amico mio ti voglio bene.
Genny Caiazzo
La tristezza della valle
è sempre più adombrata
nonostante un venticello
smuova fronde dall'apatia,
non spazza via il grigiore
che incombe nei pensieri.
La malinconia s'accende
nei lunghi giorni spenti
dalla tua perenne assenza.
Vorrei riaverti al mio fianco
a confortare il mio corpo stanco
della corsa contro il tempo
che sempre più mi consuma.
Ma tu resti là, lontano e solo
in quel freddo marmo
all'ombra dei cipressi
ad osservare la campagna
che muta assieme alle stagioni
in attesa che la tua compagna
giunga a porgerti un fiore
in un tenero gesto d'amore.
le melanconie vive
in questa sera
dai malesseri
di un cuore trafitto
dai dispiaceri,
e tristi ormai
sono gli effluvi
che ne respira l'anima
ai ricordi del bel tempo,
con te...dolce presenza
dove carezze e sorrisi
sospirati nell'anima,
si mescolavano
tra i silenzi
e le profonde parole
taciute
ma profondamente sentite
nei teneri abbracci
dentro nel cuore
nei desideri che resteranno
lì immobili,
paralizzati,
dove non potranno
mai più realizzarsi
a colpi di battiti di cuore,
quel cuore ora
ormai piangente,
il mio,
in questa livida sera inconsolabile!
E in quei ricordi
che ormai vaganti
nel vento dei sentimenti
aleggiano in questo tempo
che mi investe colpendomi
alle spalle,
gelandomi il respiro!
Morsi nella notte
mi infliggeranno
mentre tenteranno
di approdare
sui terreni fertili
della mia fragilità,
pronta a sprofondare
per non combattere lucida,
ma insistenti e prepotenti
nel porsi soli,
quei morsi di dolore
solo per tentare
di afferrare anche
ormai l'inafferrabile,
i ricordi d'amore
di una figlia, la tua.
Solo per tentare
di riabbracciare
nei segreti profondi
chi,
ormai con un paio d'ali
ha vestito il suo essere,
per esser oltre la terra
della mia vita diventando
Angelo Radioso!
Solo per riabbracciare
chi,
ormai non c'è più,
ma quel flusso d'amore
che ci ha legati,
potente e sconfinato
sigillato nel
profondo dell'essere mio,
vivrà per sempre!
Solo unicamente
per esso,
un ricordo dolce
che ha combattuto
per tutta la sua vita
e tanto amato
la sua famiglia
nel suo meraviglioso
animo radioso
come un angelo
sempre allegro
silenzioso, tanto umile
nelle sue malinconie,
senza far pesare mai
a nessuno le tristezze
dell'anima sua sensibile,
proprio come me!
Nel cielo del mio cuore,
riposerai e sorriderai sempre,
libero dal male
che lentamente ti ha divorato le viscere
e la luce dei tuoi occhi,
e tu in silenzioso
ti spegnevi
nei tuoi sguardi consapevoli
che quel mostro
presto ti avrebbe strappato
dalle mie, dalle nostre braccia
impreparate e impotenti,
ma mai dal mio cuore,
dal nostro cuore.
E io
caro dolce papá ...
Ti avrò sempre dentro
di me e
ti amerò per sempre,
non salutandoti mai
con un addio
ma con un"Arrivederci"
in quella certezza vera
in cui noi
abbiamo salda fede,
che un giorno ritorneremo
a essere nuovamente
insieme per sempre
nel verde giardino della pace, eterno regno celeste
sempre radioso come te.
Natale sta per arrivare.
Non può
non essere anormale:
s’è fasciato di stranezze.
Tasche vuote di regali
porta solo la speranza
in un altro anno ancora.
Tutto in Cina fermo
anche le emozioni dei bambini.
Tutto aspetta
tempi migliori.
Là si trattengono
pure i giocattoli
in attesa che giunga
la portacontainer giusta
quella famosa, di Babbo Natale
- la slittainer -
… comodità del viaggio
prima di tutto.
Famosa ma unica.
In grado creare un’atmosfera
natalizia … o meno.
Fare bello e cattivo il tempo
in monopolizzato gradimento.
Il tuo ricordo è latte delle api
per il cuor mio.
Un dì t'incontrai in terra lontana
e ancor inonda
la tua immagine
l'animo mio.
Eri perla di quel luogo,
con la corvina chioma
che scendeva sugli inviolati seni,
mentre gli occhi
erano tutt'uno con essa
e il dolce sorriso
illuminava il mondo.
Ivi ebbi i miei trascorsi,
in quel paradiso in terra,
e miele fu il nostro amore.
Or non restano a me
che rimpianti
dell'agir di quel che fu
verde età.
Silenzio,
ove cercarti nella mente
che non vuol tacere?
E nel cuore
che canta incessantemente
melodie d’amore?
Dove ascoltare la tua essenza
per riposare in pace lontano
da tanto fragore in anima mia
in balia delle onde
di questo amore?
Dove cercarti
per non vivere più
tra le braccia di questa prigione?
Dimmi dove sei,
ma non ti verrò a cercare
se ne resterò ancora incantato
da questi magici momenti
che seducono il mio essere
perduto per amore.
©Laura Lapietra
rispolvero vecchie ruggini
grattando scaglie sporgenti
da anticati oggetti ferrosi.
Ferro pensieri come zoccoli
e monto a cavallo, gettando
quelle sciocchezze nel tragitto
alleggerendo un meriggio
che mi ripaga col tuo sorriso
mentre mi vieni incontro.
Il sole tramonta
e lascia la strada
alla pioggia impaziente
che dalle nuvole pende.
Questa serata bagnata
finge allegria
con luci riflesse
lungo ogni via.
Dondolano foglie
dai rami impigriti
somigliano ai sogni
ammaliati dal vento.
Cadono e fuggono
ma tu non seguirli;
non hanno una meta
né una ragione.
Fingono una vita
da tempo finita.
Come me che osservo
da questo balcone
In testa i pensieri
e nulla nel cuore.
l'acqua s'appoggiò sulle grondaie,
danzò sui balconi,
scivolò piano sulle finestre.
Sulla brulla terra andò
a disegnar pozze.
Rigagnoli formò tra cumuli di pietre
e stradine intinte d'erba.
Passeri e gazze,
che nelle fronde degli ulivi trovavano riparo,
allo spuntar dei raggi del sole
s'inchinarono all'arcobaleno
e a ristorare la lunga
sete s'approssimarono
in gaudenti cinguettii.
Gocce solitarie saltarono
giù dalle foglie delle viti.
Dai filari dei vigneti forte salì
un odore di bagnata polvere
e dall'aria gradevole,
fresca d'un giorno piovoso,
d'improvviso tornò
a imperare il caldo,
padrone assoluto
di quei campestri luoghi.
Si colorarono di tenui sfumature
rosse e di gialle righe,
le pale dei fichi d'india.
Le nere olive alla luce luccicarono
come gemme d'oriente.
Mezzo dì giunse,
cantarono felici le cicale
a sfidar quasi l'umano udito.
Scuri serpentelli avvinghiati
ai tralci sorrisero impertinenti.
I cingoli dei trattori ruppero l'armonia
e fra marroni nuvole
si persero.
L'ora venne del meriggio.
Risuonò ancor tra i campi,
delle cicale l'imperterrita melodia.
Lento scese,
tra sfumature d'arancio appese in cielo,
l'astro celeste che tutto illuminava e
dopo un lungo viaggio dall'oriente,
all'orizzonte andò a dormire.
Fu così che, fra l'euforia dei grilli,
la notte, prese il posto dei diurni colori
e io dal mio piccolo rifugio
tutto questo estasiato
osservai,
aspettando che
un nuovo cerchio
la vita disegnasse.
ogni mio tormento
da occhi che vogliono
solo brillare di luce vera.
Dolce amico di ventura
cancella l’amaro dei giorni nostri,
elimina la durezza dall’animo tuo
seguita nell’udire la mia voce amica.
Albero robusto così diverrà
l’amicizia nostra nel tempo,
con affettuosi versi
a crescere come frutti.
Premi saranno delizie e successi
nel raccontarci reciproco
a inondare le ore tanto
quanto il mare della mia Napoli.
Donerò benevoli consigli
al cuore tuo creando
lieto cammino verso
tenere emozioni.
Dal cielo a te verrà
sempre la mia semente
e senza più cupi pensieri
sarà la tua mente.








