Calda era la fine del giorno
di ritorno dai campi
eravamo stanchi ma sazi
di quel pane invisibile
impalpabile fatto dal nostro coraggio
che riempiva il nostro spirito
di speranza
il freddo non pungeva
con i suoi spilli ghiacciati
i nostri corpi protetti
dal tepore di un fuoco domestico
riscaldati da un abbraccio
che ci avrebbe portati oltre la notte.
Arrivò la sera
Silente fu il mattino
nel giorno in cui la nera signora
bussò alla tua porta,
dicendo son io la morte,
guarda il mio viso,
porto in dono la sorte
dietro di me
polveri come corte.
Parole vuote rimasero in quel dì
ne mai la tua voce più s’udì .
Venne a prenderti in quella stanza
quando io fremevo di speranza.
Camici bianchi
si mossero stanchi.
Ti videro in quel giaciglio
pallido, bianco come giglio.
Dissero
– Ancor si spera-
un soffio ti portò verso la sera.
Apristi gli occhi d’improvviso
so che vedesti il Paradiso.
T’abbracciai cullandoti al mio cuore,
te n’andasti…
Come la neve
senza rumore
lasciandomi accanto
rivoli d’ amore.
Pronta era la dimora
ma di vederla per te
non fu più ora.
Apparisti ai miei occhi stanco
rimasi immobile al tuo fianco.
Pregai la Mamma
che ti portasse con LEI
e come vien dal ciel la manna
s’aprirono le porte prima delle sei
e bianchi cavalli alati
percorsero i cieli ancor stellati.
Era il giorno di Ognissanti
s’udirono degli angeli
per te i canti.
Questi versi di dolore pieni
sembrano dire
amor
perché da me non vieni ?
le immagini sembravano
stelle brillanti impazzite
Io ero un viaggiatore ancestrale
che, nell’ennesimo instancabile
tentativo di tornare a casa,
rovistava
con la fantasia
dallo sguardo anticonformista
fra i colori segreti
delle ere precluse all’umanità.
Oggi li tiro giù tutti
e nun m’emporta
se so’ amichi mia
Ma dimme te
che ce stanno a fa’
- quassù -
se poi li santi tocca falli noi
e sopportà ogni ggiorno
l’insurti de ‘sto monno
Come ‘n rosario
comincio a snocciolavve
- ammazza quanti sete -
Oggi ve tiro giù
comincianno dar più Grosso
(e domani tocca a li morti)
ma oggi di chi è l'onomastico?
Festeggia Tizio Caio e Sempronio,
oggi è per tutti come un matrimonio.
Un ricorrenza dello stivale generalizzata,
in rosso sul calendario appar segnata,
come per dire 'Fermi tutti',
restate a casa belli e brutti.
La chiamano festa di precetto,
anche se ognuno ha un suo progetto,
in Chiesa non si va di propria sponte,
la maggior parte preferisce un ponte.
Questa cosa appare alquanto bizzarra,
come suonar con i piedi una chitarra,
del rito cattolico un altro stran mistero,
e io vado a castagne nel boscoso sentiero.
forte inespugnabile
per un animo da troppo sensibile
perché sempre disponibile.
Viaggia nello spazio il raggio solare
di cui mi fai dolce omaggio
per accompagnare serenata
ad una fanciulla affranta.
Il tuo amore ho mutato
in cara amicizia
e nulla è cambiato
tra i nostri sorrisi.
Leggeri rendiamo i giorni
rubando attimi di tranquillità
alla turbolenta quotidianità
preda di rumoroso caos.
Riempi i tuoi silenzi
con nuove parole
dettate dal tuo cuore
pieno di affabili sentimenti.
Nulla di sbagliato c'è
in te che senza un perché
hai chiuso l'animo
tra quattro muri.
Rompi queste pareti dure
vola libero catturando colori,
tinteggia ogni giorno
la vita che ti parla intorno.
Piano ti sussurrerò
passi da intraprendere
per fermare i minuti
mutare il caos in dolce canto.
Liberati dell’odio e del rancore
È solo una maschera che nasconde l’amore,
non pensare più a niente
ignora ciò che dice la gente,
solo tu deciderai quando è finita
gli altri pensassero alla loro vita,
il tempo passa troppo veloce, vola!
Fai quello che vuoi si vive una volta sola,
nel dolore rallentiamo i passi
petali di fiori diventano sassi,
chi ci perde poi col tempo scoprirà
che per rimediare è tardi e ci rimpiangerà,
il traguardo della serenità sembra lontano
ma se guardi bene puoi toccarlo con la mano,
rendiamo il nostro cuore infrangibile
se lo vogliamo nulla è impossibile.
Genny Caiazzo
storia sulla
scia del
passato
nel
presente
Occhi
che s'aprono
al futuro
latente
Umile
libro colmo
d'emozioni
Ogni
mia pagina
é
scritta sulla
pelle
China
indelebile
intinta
all'anima
Tiene
segno il
cuore
mentre danza
come
una ballerina
sul carillon
della
vita
Piroetta
l'amore
la passione
la gioia
e
il dolore
tra
passato
presente
futuro
in
ogni
dove,
io.
Nell'oscura nudità della notte
desideri galleggiano nell'oceano
sballottati dal vento dei dubbi
nell'attesa della tua presenza.
Ma i tuoi desideri convergono
verso nuovi stimolanti approdi
non incrociano i miei pensieri
e nel tuo mondo ti allontani.
Sbracciando cerco di fermarti
tu stanco declini richieste
e annego nel rimpianto
mentre l'alba ingoia oscurità.
E con un buon caffè
lascio andare tutti i dubbi
rafforzando la certezza
di non doverti aspettare.
seminate per me
sul mio cammino
da te che accetti amicizia.
Tra pure emozioni
vissute con rispetto
la rendi una primizia
mentre la mia voce attendi.
Battiti del mio cuore
suonano melodiche parole
danzano in punta di piedi
sotto luci stellate dal cielo regalate.
Balla tra versi senza paura
disciogli le sbarre della prigione
in cui vivi di tortura
dona libertà alla tua emozione.
Viaggia seppur solo con la mente
giungendo nella canora mia Napoli
tra vicoli di arte e storia
immergiti in festosa baldoria.
La mia voce allor sentirai
incessante canterà
di ilarità, di vita
e ogni male passerà.
l’analisi del giorno inanellato
e tutto quanto ancora spero avvenga
sono colati nell’alveo della notte.
Il sonno è stato esatto spartiacque.
Chissà se ho fatto qualche sogno
che, quasi sveglio, adesso non ricordo
e invece era forse da salvare.
Altro giro, altra corsa
lungo la strada colma di sospiri,
nell’aria in cui da secoli trovare
il senso della vita che non muore.
Altro giro, altra corsa
sull’affollato treno della vita
sul quale guadagnarsi il finestrino
da cui inseguir le curve di colline,
da cui veder le vette con la neve,
lembi di mare dell’antico azzurro
e gente che non usi come specchi
vetrine dei balocchi d’una volta.
*
Stesura 2008
provi a fermarlo ma non puoi,
ti dici 'Sembrava ieri quando',
invano che ritorni vai sperando.
Le stagioni scandiscon gli anni,
il tuo fisico accumula i suoi danni,
il tuo volto allo specchio cambia riflesso,
il conto in banca e' più o meno lo stesso.
L'albero a breve prenderò in cantina,
di nuovo allestito pallina per pallina,
lo scotch sulla scatola più ingiallito,
anche l'asinello apparirà più intristito.
Ma oggi sfiderò il firmamento,
e lo farò con un semplice movimento,
di minuti preziosi farò incetta,
spostando indietro la lancetta.











