ti solleverò dal profondo buio
che il male t’ha costruito intorno,
darò nuova libertà al tuo correre
in giorni solari e notti stellari.
Mai metterò fine al mio leggere
tra i tuoi silenzi assordanti,
scriverò per essi nuove pagine
impregnate di pazienza e comprensione.
Padre padrone non avrà più potere
nel creare tra te e il mondo alte barriere,
superando insieme ogni sua prova
racconteremo di noi in versi e prosa.
Forte dei miei consigli
viaggerai oltre i tuoi confini
trovando in ogni dove il mio perdono
e guardando il mare saprai
quanto un’amicizia può essere speciale.
Quel lui che non è lei
Alberga da sempre nei pensieri miei,
dalla nascita sono stato condannato
a vivere in un corpo sbagliato,
è molto difficile da spiegare
quelle cose che vorrei ma non posso fare,
seduto da spettatore sto a guardare
gli amori altrui che posso solo desiderare,
per i miei sentimenti non c’è mai posto
c’è chi vorrebbe amarmi tenendomi nascosto,
vivo al buio senza tempo e privo di sole
devo fingere che mi sta bene ingoiando le parole,
un futuro per me non esiste, non lo vedo
devo essere forte ma a volte cedo,
non avrò e mai sarò quello che vorrei
rassegnato ad essere quel lui che non è lei.
sogni ormai infranti
danno tormento alla mia anima
spesso in pena, ma che mai dispera.
Col nuovo giorno alcuni realizzerò
altri più gioiosi ne arriveranno,
li afferrerò con entusiasmo,
ci crederò e ne farò realtà.
La tua arte mi terrà compagnia
mentre sarai in preda del tuo malumore,
nei tuoi scatti d’ira cerca fantasia,
raccoglila in ogni musica o fotografia.
Io con anima birichina vivo la vita,
nel suo altalenare tra alti e bassi
mi perdo per poi ritrovarmi tra versi
a cantar gioia cancellando i pianti.
Son sicura del mio affetto per te
menestrello di diverso sentimento,
canti e scrivi del tuo cuore devoto
a me caro ma come amico in dono.
Intento mio sarà regalarti sorrisi
di vera amica per scacciare
afflizione e rabbia improvvisi,
darti forza e coraggio per gioire.
In un fianco della mia collina
vi è un pertugio rinfresco
che tempra ogni anima .
Il passo ha il fresco dei cipressi verdi
ed un quadrato di cielo azzurro
che dissipa il vento.
Discende verso dimore e nascondigli
dove piccoli voli minuti
veicolano veloci tra le fessure
e le siepi solleticano
il fischiettare allegro dei merli e il gorgheggio cristallino dei pettirossi .
Selvaggiamente belli
i falchi stridono
e quante parentesi tra le bacche rosse
una successione armoniosa
di code d’astuzia
code in fuga
e code attratte dalla luce.
Luce che solo può incantare
come l’alba alle pareti alberga gli occhi
affina i sensi di odori e profumi di richiamo
si mitigano i sapori dolci
di verde aromatico e aspri i bergamotti
i frutti dorati come il sole
tra le terrazze di loto sui rami e tra i muretti a secco e
nicchie assemblate di malinconici voci
che più non tornano.
E qui al riparo si respira la sera
amando quel vuoto d'ali nel fiume
zittire il crepuscolo .
Anutel Enti Locali
Montepaone (CZ) )
Al visitatore è affidata la memoria di questa riserva naturalistica fatta di sentieri escursionistici e antichi muri a secco, patrimonio di tanta fatica e sacrificio.
In cui il sole non splendeva
E la gente non sorrideva
Mi hanno dato un nome
Che non sento mio
Ho vissuto come un comune ragazzo
Come mi hanno imposto
Ho pregato ogni notte
Per un desiderio che mi avevano scelto
Ho venduto l'anima, mi sono spezzato le ossa
Per cosa?
Ho lasciato scorrere il tempo
Non ho ancora visto niente
Mi hanno abbatutto sul suolo
Sono cose che ho gia visto
Non mi importa di ferirmi
O di mangiare parole amare
Come hai potuto portare via l'anima
A un ragazzo che ne ha poca?
Ho gia recitato la mia parte
E mi sento come uni schifoso clown
Mostramo ora la terra promessa
Dammi la corona che mi spetta
Ho vissuto la vita
Che tu non volevi
Il mondo intero mi ignora
La bugia è una persona, la verità di un altro uomo
Ogni volta che vedo l'orizzonte e il mare
Mi convinco a prendere e andare
Se ora perdo la vista
Mi guidi tu
Attraverso la tua bussola
Alla terra promessa
Mi hanno detto come vestirmi
E comeettermi nei panni altrui
Ora mi semto un mimo
E nenache di quelli bravi
C'è chi ha osato mettermi le mani sugli occhi
E coprirmi la vista della luce.
Sono nato
In una terra lontana
Dove non posso essere felice
Il sole non arriva
E la gente e silenziosa
Ma ora dimmi
Dov'è la terra promessa?
Non occupare il mio trono
Dammi la mia corona.
Ho mangiato le cose che mi hanno imposto
E vissuto la tua vita
Mi hanno scelto un abito elegante
Che mi fa schifo indossarlo
Una persona per vivere che deve fare
Pensavo di essere io il male
Ma lo sei tu
E fai bene il tuo ruolo
Io mi sento un clown
Ora dammi l'uomo che mi hai promesso
Non occupare il mio trono
Dammi la mia terra promessa
Voglio la mia corona.
Se non ho mai visto il bene
Come posso arrivare ad una conclusione?
Ciò che mi fai vedere
Sono cose che già ho visto
Come hai potuto spezzarmi il cuore?
Ho mandato a fanculo la persona che ero
Per un tuo mero capriccio
Ho fatto una vita che non volevo
Ho preso un diploma che mi annoia
E ho pregato per un dio che mi hai imposto
Ho mantenuto la mia promessa
Ho vissuto la vita che hai voluto
Non occupare il mio trono
Dammi la mia corona
E fammi vedere la mia terra promessa
Perché voglio che mi guardi ora
Lene il suo giuncare
la mia pelle
con le sue trepidazioni
come drappi di luce d'estasi
sparsi dappertutto su di me
a tinteggiarmi d'ambra,
oro pregiato per i suoi occhi
all'imbrunire della sera!
E una florida carezza madreperlacea
su cui adagiare il suo cuore
accanto al mio
cinse l'incanto che
il tempo sprigionava
senza una clessidra
a suggerirci una fine!
Flamine era l'immensità
della voce del suo sguardo
quando mi parlava
a suon di liuto al chiarore
delle stelle nascenti nell'indaco
di quel turbamento
che desiderava agghindarmi
di sol di porpora
e coralli da accostare
tra i petali di rose e i diamanti con cui adularmi
in quei suoi baci d'amore, brillantini sulle mie labbra timide nella bramosia!
Ove far scivolare
ogni desiderio
delicato quanto profondo
in fondo alla mia anima
come gocce di glicine
in grappoli penduli
ad addolcire i miei occhi,
per dissetare i miei sensi rapiti dal suo culto imperante!
E come farfalle bianche
che si librano in ogni direzione nel mio essere
ammaliato in quell'incontro
sublime in piena di letizia
e di sussulti in quei sussurri
luminosi e incandescenti
vibravo armoniosamente, mentre pervadevano
nelle nostre sensazioni
e nelle nostre parole
quelle non dette,
ma dettate dalle nostre mani
intrecciate pronte
per accogliere e allacciare
un unico abbraccio eterno
ove fermare il tempo,
il dolce sentire
delle nostre pelli,
I nostri corpi recitare poemi
intrisi di passione
nella danza della dolce voluttà!
Amanti noi...
In una notte già vissuta,
cadde una stella,
sotto lo sguardo pallido
della luna piena di miele,
un desiderio in
un unico destino,
nasce l'amore etereo nell'eterna atmosfera!
E quella fresca folata
di venticello che disegnava
le nostre pelli scoperte
senza arrossire al pudore,
adagiate sulla calda
terra della natura
sotto le folte chiome
degli antichi ulivi,
mi spogliava dai
miei ultimi petali multicolori
di quei fiori che coltivavi
unicamente per me,
affinché il tuo calore d'amore
mi coprisse il cuore
fin quando l'alba
non ci guardasse
sorpresa coi suoi
primi raggi di sole
alla luce di questo mondo
non giudicandoci
amanti segreti di un ardore,
che si consuma
con l'eccitazione
di una piccola eternità
in un momento fra tanti
che decanta
passione al firmamento,
ma semplicemente chiamandoci urlandoci,
Amore! E non...
Amanti noi
in questo nostro amore,
un amore che vive e
che ama solo per amore!
Aggià, tienimi cattivo, tu porco!
Aderò la tua pitosa in aborto,
Anze, preferrei tu fossi già morto
Che viver e sprecar aria, brutt’orco!
Il necro tuo soffio sì è sporco
Trucidi’l puzzo peior mai qui sorto,
Idoneo sì al meior cruccio del morto,
Lord’assai del brumo tuo, ‘l col mi torco!
Tu, tu velen de la mente mia trista,
Tu, tu ruina de la psiche mia pasca,
Tu, io mai errai nel porti via ‘a mia vista!
Capiti l’abisso d’orror tui, nasca
Pur loscö, un che d’empatïa mista
Sia magistra del tuo fato che casca!
come un grill per il pollo arrosto,
in ogni viaggio ti accompagna,
sia al mare e sia in montagna.
Si mescola tra le buste della spesa,
aspettando invano una tua presa,
in auto non è una compagnia banale,
ti aiuta in caso di temporale.
Raramente lo usi come un bastone,
per qualche automobilista buontempone,
più spesso ti fai bastare un'imprecazione,
mettendo il dito medio in esposizione.
Però che destino assai triste,
uscir solo quando il maltempo insiste,
sarà molto invidioso del suo fratellone,
che sempre al sole si chiama ombrellone.
a difesa contro ogni male,
lascia entrare la luce dell’amore…
non puoi rinnegarla per tradimenti
di chi t’ha procurato malcontenti.
Sciogli le vele verso nuovi mari
nei loro abissi affonda dispiaceri
abbandona questa turbolenta tempesta
approda su nuova isola e qui
cospargi semi di puro amore.
Nutrili con speranza e fiducia
mangiane i frutti senza mai saziarti
perché di esso non se ne ha mai
oggi e sempre in abbondanza.
Deposita le armi trasportato dal vento
leggero, caldo dell’amor familiare
ricomincia a perdonare le burrasche
con amicizie e risate fresche.
Poesia per te sia sempre fidata amica
sostegno e rispetto per chi
custodisce in petto forza di superare
ogni maligno dispetto e con tenacia
tornare a navigare tra nobili anime.
si è adagiata sopra gli occhi
come fosse un velo nero.
Quanto può pesare un velo
se lo tieni tra le mani?
Quasi nulla a dire il vero
eppure, come opprime la mia vista cancellando ogni colore.
È un filtro tra me e la gioia
tra la vita è l' energia.
La mia strada è troppo lunga
e non sta portando a nulla.
Forse è tempo di fermarsi
a ragionare di programmi.
A che serve camminare
se lo scopo è solo quello
di consumare queste suole.
Da troppo tempo non ci sono.
Nessuna azione mi riflette.
Tutto, ormai, è fatto
su volere di qualcuno.
all'orizzonte
il cielo si confonde
tra l'asfalto e la calura
sembra che ora inviti
a terminare l'avventura.
Esplorare le frontiere del Cosmo
Nutrirmi di te e stare a digiuno
Godere, soffrire, dolore, orgasmo.
E scrutando imperterrito il vuoto universo
Alla ricerca del tuo infinito
Mi trovo nei meandri suoi, perso,
E privo del dono da me tanto ambito.
Perché non rispondi?
Perché gli occhi tuoi sono vacui?
Perché il mio amor, tu, non corrispondi?
Muoiono infelici i deboletti spiriti, innocui,
E i fantasmi del pianto mi afferrano, moribondi,
E all'improvviso, c'è solo Horror Vacui.
ad uno sconosciuto,
in un paese straniero,
per sopravvivere.
Anni passati
a lottare contro
lacrime e soprusi.
Ora tenderai la mano
a profughe nuove,
giovani e spaventate.
Profuga tu eri
e sei riuscita
ad integrarti,
donna forte
che aiuterai
chi come te
dovrà lottare....
L'anima svanisce
in un regno di bellezza
come nuvola errabonda
dietro le montagne
fiamme ardenti il mio cuore
nascosto da inutili armature
che palpitando rifiuta la paura
dei frammenti di un amore
&feature=youtu.be">
Tienimi per mano,
Sospeso così,
a mezz'aria nel pulviscolo di Orione,
Acrobata di sogni sul filo del tempo.
Tienimi a galla nel mare di inquietudini,
Sorridimi anche se piango dentro, Riscrivimi anche se cancello tutto,
Stringimi anche se a volte scappo.
Fondi la tua mano con la mia,
Soffiami la vita nel grigio dei miei occhi.
Come un dente di leone sulla luna...










