Mi sento svenire datemi una sedia!
Devo elaborare questa tragedia,
datemi solo qualche minuto
ciò che mi accade non lo rifiuto,
voglio mia mamma che mi accarezza la faccia
desidero stare tra le sue braccia,
il tempo di rendermene conto
per adesso non sono ancora pronto,
è crudele con me il destino
ma so che Dio mi è vicino,
la paura è molto astuta
ma ho la fede che mi aiuta,
può succedere a tutti quanti
perché non a me sono uno dei tanti,
della vita bisogna coglierne ogni istante
posso vivere e questo è importante,
inizierò un nuovo percorso
Dio viene sempre in mio soccorso,
posso sopportarlo questo peso
troppa sofferenza forte mi ha reso,
dentro me c’è un guerriero che insiste
credete in Dio perché lui esiste.
guardami,
non sono un sogno.
Ricordo tangibile emerso
da un fiabesco libro
a narrare il racconto
di una vita che scorre
tra pagine di emozioni.
Indomabile mi presto al vento
per far giungere al tuo cuore
nuvole di soffice armonia.
Cospargerò il tuo cammino
di fiorenti dolcezza e gioia
sorrisi radiosi e risate sonore
per condurti su lunghi viali
alberati di sempreverde amicizia.
Colorerò d’arcobaleno il cielo
donando al tuo triste autunno
voli di serenità e speranza.
Un coro angelico apparirà
per far da cornice alle ali tue
cancellando malinconie e paure
con melodica ilarità
scrivendo storia priva di torture.
Il futuro vedrà il nostro incontro
sigillato da un mio tenero bacio
sulle tue gote arrossate da timida rinascita.
Forse è tutta qui la verità,
in questi alberi arrossiti nel loro intimo
viaggio verso la nudità da un vento che non spoglia
ma che accarezza.
Così, come prima di affidarci alla notte
quella mano sottile che allontana le ombre
semplicemente sfiorandoci.
torno a casa da tutti loro,
ci si diverte insieme a cena,
sembra andar via ogni pena.
Tra una cotoletta e una frittata,
ognuno racconta la propria giornata,
di risate ne facciamo in abbondanza,
riecheggiano gioiose in tutta la stanza.
La condivisione del pasto è quasi al finale,
così come la birra nel mio boccale,
un bel dolcino per ben finire,
un pò di Tv e poi tutti a dormire.
Il pigiama ho già indossato,
il mio letto mi attende immacolato,
e proprio quando alla fine giunge la sera,
perdo il sorriso togliendo la dentiera.
Per mille e mille miglia t'aspettai
divisi da scie bianche fuggite all'Ade
Credevo saresti morto d'immortalità
di verso nato storpio
non di morte mortale.
Il tuo drappo d'arresa sventolava all'aria
nel mirar attoniti sguardi di terra
ed eri tu e sei ancora
dalle vesti sgargianti d'uomo
opale a inghirlandar silenzi
rosa del tempo di rose in stagione di mesti deliri
ove nascono virgole a trattener, di te, le gote
Sensuale il suo sorriso
sotto ai suoi occhi
pronti a divorarmi
in un sol boccone!
Invitante per la mia brama
di assaggiare il suo collo
dopo le sue labbra,
per fondergli il mio calore intriso
di pura passione
quella che sapeva accendere
nel fondo del mio essere.
Un lampo d'insana follia
avvolge i nostri sensi infuocati
nel limbo dei sussulti
e carezze esplosive,
che perlustrano quei segreti
svelati ai nostri occhi
accecati dalla voglia
di sospirare quel che
si pretende con foga
intinta di spudorata dolcezza!
Ed è magia pura
nelle contorsioni dei corpi
pronti a riceversi
per poi lasciarsi andare
per riallacciarsi
formando un unico cuore,
un cuore che pulsa,
un cuore che brucia,
un cuore che si vive,
un cuore che respira,
un cuore che si ama!
E tutto il mondo intero
gira intorno a noi
nella notte che ci lega
nel letto dell'amore etereo,
sotto le lenzuola
dai petali di rose
che hai preparato per me
al lume di candela!
Sotto le brillanti stelle
quelle che scintillano
dai gemiti d'amore
che decantano
all'universo intero
questa nostra
parodia d'amore!
quante volte di dormirti affianco
perché arrivi finalmente il tempo di una impercettibile carezza.
Per quanto ancora sarai solo un passante
un silenzioso occasionale conoscente
Come quelli che seduti al bar ti parlano di politica
green pass ...e di economia.
Eppure vivi nella mia cucina, siedi sul mio divano e non al tavolo del bar o della pizzeria.
E non ti interessa se sono depressa se ho la rabbia che mi mangia viva, che te ne frega,tanto stai al computer, nel tuo lontano mondo fuori casa mia, eh sì perché non c'è mai stato un nostro, non è mai nato n'è mai costruito. Chissà mai perché io l'ho voluto, desiderato e anche immaginato, bastava una parola una carezza,
bastava un po' d'amore vicinanza e perché no parole ma certo non quelle da telegiornale.
Anche stavolta saprò darmi una mano,
con un vedrai, andrà tutto bene, anche da soli ci si può aiutare...Tra noi solo rapporti di buon vicinato.
Sfoltito d’inezie
resta vuoto il diario.
Bardato di tutto.
Ma fuoribordo è l’allarme
da raggiungere a nuoto.
Nessun salvagente
che accorre a sostegno.
Nessuna luce.
Grande di fauci
si spalanca il mare.
Inghiotte anche il vuoto.
Galleggiano solo ipotesi
si fanno miraggi.
E non sempre, si diffida.
Intanto
la terra ferma si allontana.
senza indossare il tuo velo,
oltraggiando tuo padre.
Non pretendevi di imporre
la tua sana passione,
offendendo il credo del tuo paese.
Volevi solo vivere il tuo sogno
fatto di sacrifici e volontà,
soddisfazioni e amicizie.
Chiedevi semplicemente rispetto
per un puro sport che ti bruciava in petto
con la fiamma della dedizione.
Quella palla per te era simbolo di libertà,
icona di tenacia e determinazione
ali verso un sano successo.
Vedevi un futuro radioso con occhi di speranza
sguardo di una giovane donna verso la maturità
di spirito e mente pronti a crescere al meglio.
Il tuo librare su lucidi campi
il tuo andare oltre la rete
erano viaggi verso una serena vita.
Superare le altitudini, i muri
set dopo set, partita dopo partita
era l’abbattimento di cruda realtà.
La stessa che senza scrupoli
mettendo in ginocchio il tuo sogno
ti ha spezzato in un colpo le ali.
La tua ultima partita l’hai persa in terra
contro la codardia di chi non accetta
la vera essenza della vita, la libertà d’animo.
Rimane tra noi però come prezioso regalo
la tua forza nel non mollare mai
nel perseguire e difendere ogni desio.
Nel vento udiremo ancora il tuo batter d’ali,
il tuo grido alla libertà d’essere sognatrice
e per te alzeremo sguardi d’ammirazione.
è stare sul sofà davanti la televisione,
intendo non da solo ovviamente,
ma in compagnia di determinata gente.
Un paio hanno il cognome come il mio,
quando nacquero in sala parto c'ero anch'io,
l'altra ne ha uno che meno mi assomiglia,
ma la reputiamo comunque di famiglia.
Scherzi a parte c'era anche lei in ospedale,
e quel giorno fece pure l'epidurale,
certo che comunque ne è valsa la pena,
soprattutto per questi momenti dopo cena.
Poi d'improvviso lo spot di Poltrone e Sofà,
dicono di esser artigiani della qualità,
vorrebbero sopravvalutare il mio divano,
ma non sanno che non ha prezzo dove poggio il deretano.
é colui o colei
che tesse la
ragnatela
alle spalle
dell'amore,
svendendolo per
pochi spiccioli
a qualsiasi
altra forma
di sentimento.
Perché l'amore
ne é il
supremo,
pur finendo,
se ne tiene
traccia migliore
custodendolo
nello scrigno del
cuore in onore
di ciò che si é
vissuto.
A nessuno é
dato il
giudicarne le
profonde
intercapedini,
meglio voltare
le spalle al silenzio.
Le scarpe di bianco consumato
restio all'ozio del tempo
a secondi trapassano il limite
-una scatola vuota conta cumuli-
Dizionari a sfogliare rossi vigneti
che del frutto si maturano a nudo
Sempre così la linfa assorta
sorregge un lascito d'umore a valle
qui, dove sbirciano sette denari
tramutato in spora di delicata orchidea
è entrato in punta di piedi
nella fertile anima tua.
Ogni suo battito è divenuto
armoniosa parola,
ogni suo scalpitio si è fatto
vibrante emozione.
Come amorevole padre
hai trascorso notti insonni
a cullarlo nelle sue prime
pagine di vita.
Hai vissuto in simbiosi col tuo fiore
nutrendolo tutti i giorni
con tenerezza e generosità,
innaffiandolo con passione.
Goccia dopo goccia
ogni suo petalo si è vestito
di magici colori
simboli di rare virtù.
Colmo di coraggio e tenacia
lo hai difeso da ogni quiescenza
con la conoscenza di puri sentimenti
e sani principi divenuti solidi radici.
Un anno è passato
e ora, sbocciato con rara essenza,
è pronto a muovere i suoi primi passi
mostrandosi al mondo.
Veste nuova indossa
ma conserva ancora
l’anima pura
che gli hai donato.
Pronto ad emozionare, meritevole,
siede al posto tanto agognato,
fiero e umile dinanzi a occhi
che presto avvolgerà d’amore.








