per salvarmi.
Lascia che io sia
pellegrino fra tanti,
avvolto dalla fede,
in una penombra
di chiesa...
Un giorno tornerò
libero ma adesso
lascia che io sia....
( A tutti gli agenti infiltrati)
passato in casa a "pitturar coriandoli",
raggio di Sole, che in me compie miracoli,
mi spinge a passeggiar prima che goccioli.
m'avvio a salutar il mio caro amico Tiglio,
ma non lo trovo più e ciò è gran problema:
scruto e riscruto dov'era il suo giaciglio.
Orrore! Tra l'erba vedo, a filo terra,
il grande piano di base radicale;
la vista al cuore un grande colpo sferra:
già mai più profumo e canto di cicale
d'Estate allieteranno il bel tempo nio
né linfe né pensier fusi in un abbraccio.
Chi ha fatto questo scempio contro il tuo Bio?
Sento nel mio dolore forte legaccio...
Immagino la tua ombra in Paradiso
che frescura offre a chi l'abita d'antico:
scorgo tra le foglie il dolce tuo sorriso!
Prendo vita nel naso
mi rivelo in uno spruzzo
a volte in uno sputo,
in un colpo son starnuto
attacco e stizzo il muco
non riesco a stare muto,
posso esser trattenuto
ma sfogato son starnuto
faccio festa con il pepe
a raffica emetto sbuffi,
allergia con allegria
son starnuto e non mi stufo.
Settenari organizzati in terzine a rime incatenate.
Quest’è contraddizione!
Adoro somma Dea
pur nella convinzione
di cui Ragion si bea
in merito alla Fede:
io d’ateo ho gran nomea.
Eppure il cuor non cede
pensando ai suoi verdi occhi
pur s’oramai non vede
quel viso e scarabocchi
compone da memoria
scrivendo versi sciocchi,
indegni di sua gloria.
Lei sta troppo lontana,
non m’è nemmen notoria
la via di nuova tana.
Del resto non cammino
per qualche settimana…
La faccia nel cuscino
cercando il buio pesto,
un ultimo puntino
e poi si salva il testo.
15/04/2026
del cielo notturno
giunge ardita
e senza pensieri
Misteriosa e sola
non bussa alle porte
non chiede permesso
ma dove tutto tace
e il silenzio parla
prima che il cielo
si tinge di alba
ad ogni ombra
racconta il segreto
dei suoi sogni spezzati
abbarbicata ai confini
della sua magica favola
goccia di dolore,
sono l’età che ho vissuto
e quella che mi manca.
E ora che succede?
Il sogno non si stacca,
mi resta addosso
come una luce ostinata
che non vuole spegnersi.
La via più facile
è dissolversi nel vento.
La più difficile
è restare
e chiamarlo amore.
Così imparo la mia strada,
non è sicura,
non è gentile,
ma riconosce i miei passi
prima ancora che li compia.
Da cuore a cuore
si apre un varco,
da anima ad anima
passa un respiro
che non sapevo di avere.
C’è poesia nel tuo vivere,
la sento crescere
nei movimenti della tua voce,
come rami che cercano luce
anche quando il cielo è chiuso.
Mi hai consegnato
la tua solitudine intera,
e nei tuoi occhi
ho visto un’immagine
che non sapevo di essere.
E allora sì,
ora lo so,
questa meraviglia
non è un caso,
non è un errore,
non è un sogno.
È la verità che fiorisce
a ogni mio passo,
anche quando il pensiero
resta muto.
porta il confessore
nello sguardo di una pietà tossica
che simula il perdono
nei gesti che assolvono la propria dottrina
messa lì a proscioglierci
nel condono del cuore
anche la voce ne è turbata
e inciampa su stanchi sentieri
di un'esistenza che partorisce lividi
che si veste di vite altrui
una specie di luce gratuita
un'invadenza luminosa,arrogante
ingravidata da albe non sempre meritate
una prosa turbata,per capirci
ospitando troppi sguardi
si camuffa di presunzione
il proprio sapere
e ci si presta con coscienza
all'inganno commerciale del
desiderare tutti le stesse cose
spinti ad inventarci un dio
rassegnamoci,il regno dei cieli
non basta
perché se la morte è la fine
dei bisogni
è anche il bisogno di non
finire mai.
Limerick di endecasillabi canonici e settenari con rime AAbbA.
Convinto d’esser meglio anche di Cristo,
quel ciuffo biondo degno di Mefisto
adesso sgrida il papa…
Chissà, Giorgia s’arrapa
vedendo ch’è blasfemo, stronzo e tristo¹?
¹: cattivo, meschino.
14/04/2026
Quartine di settenari a rime alternate.
Esco dall’ospedale,
prendo le vie del centro
e quasi par normale
quando in piazza m’addentro
che degli adolescenti
col viso al primo pelo
da scuola ben assenti
con ostentato zelo
urlino a squarciagola
sereni «Viva il Duce!».
Un nodo nella gola
ad un singhiozzo induce
e non me ne vergogno
d’aver pensato irato
che questi hanno bisogno
di ricino¹ calato
dentro le sporche bocche,
come il cervello sciapo
pieno di idee farlocche
di chi gli lava il capo.
Abbiam fallito in tanti
nel non saper formare
ragazzi che pensanti
possano migliorare
una realtà imperfetta
senza tornare indietro
a fase maledetta
di color troppo tetro.
¹: olio di ricino.
13/04/2026




