VEGLI SUL MARE TIRRENO
LE TUE CASE SUL CIGLIO DELLA STRADA
SI ARRAMPICANO FINO AL CIELO
TRA STRETTI VICOLI
CON MURA ANTICHE
DI RICORDI BELLI DELLA TUA STORIA
E QUANDO SI FA SERA
E SI ACCENDONO LE LUCI
IL CANTO DEI PADRI
E LE ANTICHE GESTA
RIEMPIONO GLI OCCHI
DI CHI DA LONTANO
TI GUARDA FELICE
DI ESSERCI NATO
NASO 20 04 2026
Vento sul viso,
lieve è il tocco che adombra lo sguardo,
scivola fra le dita
quasi lo potrei afferrare.
Stringo forte i pugni,
straripante il vuoto
dilaga dalle costole alle ginocchia
e nulla m'appartiene,
neanche questa lacrima raschiata dal vento,
vento che spazza e soffia
su questi cumuli d' assenza.
Una luce nella notte
Ed il mio animo sospira
Si inebria di gioia il mio cuore
È dolce felicità quella che sento
Durerà per un attimo
Fino a quando nuovamente il buio
E scenderà il ricordo sul mio viso
Solo attimi dura la gioia
Inseguirla con spasmo e poi
Vederla sparire con un respiro
Un battere di ciglia
È questa la verita
Quartine a rime alternate di settenari (accento principale in 6ª sillaba e secondario in 3ª).
Ed il coma continua,
sta con il cuore aperto
mentre un dubbio si insinua
che già tanto ha sofferto:
riuscirò a risvegliarlo
questo computer vecchio?
Tenterò di salvarlo
ma è scassato parecchio!
La memoria centrale
preda di mortal danno
ed io da criminale
non backuppo0 da un anno!
Con le lacrime agli occhi
sento ch’è tempo perso,
già sprecati baiocchi
ma il destino m’è avverso:
nuovo disco m’è giunto
in soltanto due giorni
ma già il vecchio è defunto,
non c’è modo che torni:
son del tutto bruciate
le cellette e ogni byte¹
s’è le cose scordate,
la mia storia ormai white²!
Certo restano i testi,
questi versi nel Cloud,
ma i miei veri contesti
son spariti a due baud³.
Foto e vecchi lavori,
programmini e filmati,
pure debiti e amori
che ci avevo archiviati
m’hanno ormai sfanculato
con la mente ch’è stanca.
Ma no, debiti ho urlato
li ricorda la banca!
Certo avessi le carte…
ma sarebbero troppe:
pila da Terra a Marte…
non cerchiamo altre toppe:
sono stato un cretino,
non rifare un backup
m’ha portato al casino,
voglio il vostro clap clap⁴!
¹: per la metrica:
1[le] 2[cel] 3[lét] 4[teeo] 5[gni] 6[bà] 7[it];
²: bianca nel senso di cancellata;
³: nel senso che è stata un’agonia lenta man mano che l’SSD perdeva le cellette di memoria;
⁴: onomatopea per “applauso”; ah, a proposito, andate a fare un bel backup del vostro PC (e giacché anche del telefono).
0: M’era scappata: voce del verbo backuppare (pronuncia “beccappare”, quindi 1ª declinazione, neologismo per “fare una copia di backup”.
18/04/2026
più forte del sole.
Non un fuoco,
un varco.
Camminava
tra speranze sottili
e incertezze che graffiano,
ogni passo
un piccolo azzardo.
Aspettava una voce
capace di stare nel margine,
di fermarsi sulla soglia
senza invaderla.
Il suo cuore
non si apriva a caso,
rispondeva solo
a chi riconosceva
la sua lingua nuda,
rispetto,
amore,
detto piano.
E quando l’emozione
la spostò davvero,
capì che la trasgressione
non era il gesto,
era lasciare
che qualcosa la cambiasse.
Il resto
fu un chiarore nuovo
dentro le stesse stanze.
e più non è materia,
s’apre nuova via
tra i cantici
d’un celestiale coro.
Esile il corpo par che muoia,
rimane immoto ma è solo sopito
or che l’anima s’invola lontano
tra gli spazi del cielo infinito.
E torna ai margini del mondo,
ai margini del tempo
in cerca di risposte vere
ricerca di sé la sua essenza
poi placida posa là, dolcemente,
dove nasce il sole..
Calando il buio anestetico
Occhi di luce compaiono vivi
Spiragli fruscianti allarmano i cuori dimentichi
Persi fin qui
Ansimanti sospiri frenano
Molte stelle osservano la ricerca di una scappatoia
Pensieri suggestivi sul futuro prossimo
Lampi come d'estate
Escono non richiesti
Aver vissuto di pochezza
Ora pesa e schiaccia
Hic sunt leones
Famelici nemici
Camuffati amici
Scricchiolano le ossa
Sudano le mani
La paura è dell'oggi
Nessun bisogno di aspettare domani







