Per nulla sale di mare
Ho riso di gioia
Fresca gioia di luce.
Mi son fermata, la, infondo alla strada
Ho osservato, passi passare
Ho cercato mani, accarezzare
Ho guardato occhi mai sereni
Ed infine, ho pianto ancora sale
Per nulla sale di mare.
E mentre tu, lì, fuori ad aspettare
Senza mai ascoltare i rumori della strada
E mentre tu, li, dentro a quella stanza
Senza mai dipingere i quadro della vita
E mentre tu, li, fermo ad implorare ricchezza materiale
Senza pesare la ricchezza spirituale
E rimani lì, fermo, ancora, a non ascoltare il chiassoso silenzio della gente
Invano intenta a parlarti
Invano intenta
A non asciugare i pianti
Sature gocce
scivolano scoinvolte
sul mio nudo corpo,
spugna satirica del male...
Scendono
come rilassante cascata
sulle molli pareti,
acqua su fuoco
che scioglie le fibre scottanti,
fumo nero
che sbianca i corrosi atomi...
Profumo sporco
di fragranza pura
cade sulla pulita spugna,
ogni volta asciugata
da lucente acqua...
Disse lo straniero
non si passa da qui!
Troppe nuvole in cielo
si rischia di perder la via.
Ma io devo andare...
Hanno detto che dall'altra parte del cielo
il mondo è diverso.
Giù da me ho perso la strada
non credo nemmeno più a Dio,
Troppo male m'ha colpito nel cuore
han rapito per sempre il mio amore.
Fammi andare straniero
tu che sei dell'est,
voglio un pò sorvolare
il tuo mondo,
per vedere se è diverso dal mio.
Lo straniero commosso:
Si! Ti faccio passare,
ma dimmi una cosa...
Quel tuo amore di bimbo
dov'è che riposa?
A Lindembergh.....
Se non c'eri
ti avrei inventato
avrei dipinto
il tuo viso
stampato
quel dolce sorriso.
Che cosa sei per me?
Il dono più grande
che mi fa guardare
prati verdi
l'azzurro intenso
del cielo
la bellezza infinita
del mare.
Sei immensa gioia
che scaccia
la malinconia
di una giornata buia
la dolce fata
che fa tornare il sorriso
sulle mie labbra.
Ancora una volta è la creazione
a prendersi gioco di me.
Oh, tu non sai quanto vorrei creare e rompere
i cicli che regolano questo pianeta,
soltanto per esaudire il desiderio di starti accanto.
Maledetta la terra che mi ha fatto uomo
e la storia che mi ha svelato le forme degli angeli.
Maledetti gli aerei che avvicinano il corpo alle nuvole,
che accorciano in metri la distanza dal cielo,
che accrescono in presunzione la distanza da Dio.
Che tutti possano guardarsi allo specchio e vedere se stessi,
quanto siano inutili, ripresi da un satellite,
o in una discoteca senza flash e luci con cui camuffare
i propri movimenti.
E noi che arranchiamo, trucidiamo, voliamo in nome
d'istinti e stati d'animo che osiamo chiamare
sentimenti...
E con essi giustifichiamo i nostri piccoli omicidi.
Se così gira il disco... io non capisco più un cazzo di niente,
di aria e fumi, di apatie e parole,
parole, parole, parole,
oh Dio, perdonaci per tutte queste parole...
Sprecate a un’interrogazione, al vento, su questo foglio,
per un amore di un mese, per un amore di un anno,
nel testamento,
pensate lungo il tunnel bianco...
Fratelli miei, quando il mondo sarà giunto
a tale comprensione,
noi arriveremo davvero
ad uccidere un bambino
per rubargli le caramelle.
con dispiacere
ho lasciato i miei ricordi
le mie nostalgie
dentro te
stupenda creatura
mi sono confidata
apertamente
senza nasconderti
i miei veri sentimenti
le mie preoccupazioni
mascherate dalle introspezioni
calandomi in sfondi musicali
ottime ispirazioni
le prime che mi hanno ispirata
incoraggiata a scrivere
per scacciare l'apatia
che mi ha rapita
facendosi scudo di me
poi nella bontà
indicando la libertà
Volto giovane
con connotati anziani
mutato
senza merito
dall'ignobile tempo...
Occhi di raro cristallo
rispecchiano lucenti ricordi
di un gioioso passato,
vivo e frantumato...
Sulla testa
un fertile campo:
qua e là
bianche e robuste
piante di esperienza
seminate negli anni più belli...
E mi prese
da sciocco pargoletto
per insegnarmi a narrare
per ingenue strofe
complessi scenari di vita...
E ora
mi invita in un mondo beato
con un palese sorriso di occhi,
forse un po'celato...
A te,nonno,
che guidi le mie membra
alla scrittura commossa
di questi tuoi versi dorati
dedico questa canzone
di glorioso argento...
A te,nonno,
che hai preso i miei primi gemiti
e li hai condotti in leggere poesie di bronzo...
Utopia disse alla Realtà
io sono il tempo che verrà,
un sogno che diventa realtà.
Io sono l'erba che sgretola l'asfalto,
il grigio muro coperto di graffiti,
la pioggia fine che inzuppa i vestiti.
Sono il sorso d'acqua fresco
dopo una traversata nel deserto,
sono la vasta vallata
al di là del ripido sentiero.
Sono il vecchio e stolto mulo
che diventa un nobile destriero,
Sono il bussare del forestiero.
Io sono il vento che mischia le carte,
sono i sogni che metti da parte.
Io sono la corrente che tutto trascina
il giorno che dopo la nera notte s'avvicina.
nel giardino del tempo,
mentre cresceva un fiore
che ricamava il cuore.
Gocce leggere nel vento
parevano disperse,
le presi ad una a una
diventarono sorelle.
Cominciarono a danzare
nel palmo della mano.
Giorni di sogni
nel giardino del tempo,
quando nasceva il sole
che illuminava amore.
Gocce leggere nel tempo
portavano sorrisi,
le presi ad una, ad una,
per non farle disperderle
nel vento.....

… Goccia d’amore…
Mare incolmabile
Stille che si uniscono
Nuvole di sentimento
Sopra s’addensano
Lacrime d’amore
Scindono in pioggia
Indelebile goccia
Nell’infinita indifferenza
Anima incolmabile
Nel vedere dolce presenza
Timido raggio il chiarore
In quel cupo cielo
Nuovo colore
Inaspettata pulsione
Quel tuffo al cuore
Appare visione
Del ritrovato amore
la vita
esterni parole illuminate
dallo sbocciare dei fiori
intense meraviglie
seminate sui prati
desiderati dai vuoti
degli inverni
trascorsi
tra casa e lavoro
a litigare, per giornate
stressanti
che si buttano sul letto
addormentati senza vedere
quell'amore disposto a donarsi
avvolgere, baciando labbra
esauste e innamorate
Nasconderò nelle tasche
un pezzettino di terra
invisibile
e come un mendicante
per strada,
me ne andrò via.
Non cercarmi…
non lascerò tracce
del mio passaggio,
perderai tempo.
Nel mio buio
tu eri solo
una debole luce,
un raggio
che faceva male ormai
alla mia vista,
ed eri il mio ultimo..
ma ormai fallito salvataggio.
Ritorno a chiudermi
nella mia bara
fatta di un silenzio
indiscusso,
sotto metri di pace profonda
e lapide a forma di unicorno.
Poche parole,
adornate intorno
ad una foto di angeli neri
che formano uno stormo.
Ora, in un punto di non
ritorno,
c’è lei,
dannatamente libera!
Piccolo grande uomo distratto,
ti sveglierai sentendoti vuoto
e cercherai di capire cosa hai perso.
Ti guarderai intorno
come un bambino impaurito
piccolo mio grande tesoro,
avevi l'Amore, ora ti è sfuggito.
Sentirai il dolore
di chi non aveva capito
d’aver avuto per un istante
il Tempo stesso..fra le sue dita.
Dovevo essere io il tuo tempo
ma
tu, salutandomi ..
con la mano aperta,
sempre così perso
nei tuoi giorni piegati,
mi hai lasciato scivolar via
e non ti sei nemmeno voltato.
Adesso hai tutto il tempo scandito
in un mondo come una caverna.
Sentirai il ticchettio e l’eco,
il tuo tempo ora è senza un nome,
il mio era speranza ed ero eterna.
Non mi sono mai chiesta se eri il mio amore
a rispondere erano i battiti del mio cuore
e la luce dei miei occhi quando ti guardavo
Mai attese furono più lunghe
come quelle in cui aspettavo di vedere te
mai sogni più veri e più reali
come quelli dove io amavo te
come un'eterna conferma
di sapere quello che da sempre è
un prezioso segreto conservato nel profondo dell'anima
con la chiave sepolta in pensieri senza memoria
di un tempo eterno senza storia .

… L’incomprensibile, visibile…
L’incomprensibile
Dove logica mente non legge
Nel celato appare visibile
Solo agli occhi dell’anima non sfugge
Prendono corpo parole invisibili
L’illumina particolare sensibilità
Componendo frasi possibili
Lezioni di vita nella semplicità
Nascondendo nella ‘banale’ ostentazione
Quel leggere comune, richiede
Dove inquieta anima esprime emozione
Sentimento puro, cuore indurito chiede
Vanifica superficialità di comune attore
Ma, dell’intensa profondità si disseta
Piccola oasi sorge, chimera d’amore
Tra insignificanti righe trova l’ambita meta







