facendolo scoppiare di gioia,
la tua ansia si sciogliere
e manda vie le mie paure.
Le tue carezze amore
mi fanno mancare il respiro,
mi abbandono lasciando
sognare il mio cuore,
solo con te riesco a provare
la vera passione.
Le tue mani sul mio corpo
Danzano, lasciando
amorevoli carezze,
il piacere è così forte
che mi lascia senza forze.
Tutto è così bello
che mi reca eccitazione,
occhi negli occhi
un fremito mi assale,
voglio fondermi con te
per raggiungere
l’estremo godimento,
questa è amore e passione.
si sfiorano
si respingono
si corteggiano
e si abbandonano.
Alla danza speciale
che rispecchia l'Amore.
Inebriante il profumo
di gemme primaverili
avvolge tutto l’ambiente
sotto gli occhi stupiti
di una giovane donzella
che non conosce ancora
il profumo dell'Amore.
Oh delicata e fragile
delle meraviglie
a cosa devo tanta
fantastica bellezza?
Sento il profumo vellutato
delle rose appena colte
la tua essenza fa spalancare
le porte del mio povero cuore
i tuoi baci voglio amore.
Manda via la mia malinconia
e la tua soave voce sia per me
un dolce suono di paradiso.
Rido sotto la pioggia
agitando l'anima
felice del battesimo
come solo i bambini
sanno fare godendo
dell'attimo senza pensieri
sguazzando con le scarpe
nelle pozzanghere a piè pari
con le braccia al cielo
e la gioia nel cuore,
loro insegnano a vivere
l'attimo che scompare
seppellirlo nel cuore
vederlo fiorire
al sole di un'emozione
e non aver timore
di quello che sarà
tanto poi Dio provvederà.
Si dice così ... no ?
Da qualche parte oltre l'arcobaleno
c'è la felicità dipinta dal magico velo
dei sette colori sulla tela del cielo
lì, rivolgo i miei pensieri
mentre lacrime bagnano il viso
meno male...
ricomincia a piovere all'improvviso.
Nato in paese straniero
che mai fu patria per te...
come un pacco postale
spedito e rispedito
al mittente
Un giorno al tuo visetto smunto
occhi grandi e spaventati
ormai rassegnati ad una vita
da viandante,
aprirono il cuore due angeli
ti accolsero nel loro abbraccio
papà e mamma li chiamasti
ed ancora li chiami
Definisci il tuo essere diverso
perchè l'amore tuo non è per le donne,
come una malattia
soffri, passi ore ed ore solo
compagna ti è
la macchina fotografica
immortali tramonti
albe e stelle,
il mondo intero
per sentirti vivo....
La sensibilità nasce spontanea
come una pratolina a primavera
nel tuo cuore,
in ogni tuo gesto
vive gentilezza d'animo
Parliamo ore ed ore
sei il mio amico del cuore
mi sorridi raccogli un fiore
me lo doni e mi ringrazi
Non sei diverso
sei speciale, una perla rara
bisognoso di amore
di carezze dolci
combatti amico mio
arriverà anche per te
l'anima che cerchi
forse sta viaggiando
come pacco postale
e tu sei il mittente al quale
sarà recapitato
definitivamente.....
Dedico queste parole ad un mio caro amico
omosessuale ma il più prezioso e caro amico che potevo incontrare....
Il giorno che scenderò a patti con i vermi
la luna si sfalderà sulla mia testa
e dal cielo a spicchi, pioveranno
gocce salmastre di coraggio e pianto.
E sarà il giorno che alba e tramonto
si congiungeranno nello stesso punto
e il sole si scioglierà come farina
nei granai dell’inquieto ricordo.
Paesaggio virtuale e paradossale
illuminerà la scena per i pochi fortunati
e poi vulcani in improvvise eruzioni
sui deserti in fiore nell’ Eden dell’amore.
Succederà quando gli occhi miei saranno fuoco
e non potrò aprirli se non per gioco
per presenziare alla sentenza delle tenebre
e deglutire l’ultimo boccone velenoso.
Lo farò come ultimo mio insano gesto
per addolcirmi la bocca dall’inganno eterno.
nel prato nasceva,
curata dal sole
cullata dal vento.
Un piccolo fiore
dal profumato candore.
Viola del primo calore
che semini amore
nella stagione del cuore
riaccendi una voglia improvvisa.
Ti confondi tra spighe di grano
per non esser raccolta.
Gracile fiore,che doni splendore
nella stagione dell'amore
Mattino d’estate,
nell’aria il profumo
degli eucalipti.
Sole accecante
sulla pietra bianca
corre la lucertola svelta.
Un silenzio di aria campestre.
Le case bianche,
la polvere,
il vento fra gli alberi.
Arrivare sotto casa
e fischiare…
Quel fischio familiare:
un segnale.
Io per mano a mia madre.
Il fischio, segnale di festa.
Affacciarsi finalmente
mia zia dalla finestra.
I sorrisi ed il cenno
di salire…
Ripassare ora in quei posti,
ricordare quel fischio
nelle fronde
rimasto avviluppato.
Lo sento ancora
e rivedo quell’atmosfera
di gioia.
Persone purtroppo
ora perdute.
Quel fischio come oggi…
Molti anni fa.
Non si può spiegare
dove le parole
diventano superflue,
non si riesce
a far capire quanto male
ci si può fare
complici e consapevoli
tanto da non riuscire
nemmeno a immaginare
come ci si sente
quando arresi
bisogna consegnare
al destino il dolore
di un cuore senza pudore
che ha smesso di volere.
I pensieri bruciano
nel falò dell'immaginazione
dove si inceneriscono i sogni
troppo belli per esser veri
e si tolgono le parole
alle illusioni bastarde compagne
di pensieri felici.
Non c'è nessuno a dirti
ora basta
e allora continui
con la sadica attitudine
di vedere l'anima soffocare
e smettere di sperare.
E' così grande il male
che ci si riesce a fare
che diventa inutile
perfino pensare.
Or che la vita appar senza una meta,
Come un enorme e silenzioso campo,
solo un pensier ancor tanto m’inquieta,
facendomi tremare come un lampo!
È il pensier del suo amore fuggitivo
Che tu, natura, un giorno mi donasti,
accanto al fluir del più dolce rivo.
Ahimé, così per poco lo lasciasti
Lì, solo avvolto nella sua bellezza!
Diffondesti tu il canto di una brezza
Che ad altro poi da sé lo ricondusse.
Cosa potrei ancora dirti
ancora amore mio
“ti amo”... lo sanno pure le fronde degli alberi
che ne fanno filastrocca nel soffio del vento
che sei la mia vita
ogni filo d'erba ne è a conoscenza
No.....
voglio raccontarti del fuoco
che mi invase
quando la porta chiudesti
alle tue spalle
lasciandomi senza parole
senza lacrime
muto persino il dolore
Eppure ti amai ancora di più
paradossale forse,
io circondata da comprensione
colpita da quel male oscuro
che ti getta nel buio
e ti toglie la voglia di vivere
Tu solo ,condannato, uomo crudele
che abbandona la donna
nel momento del bisogno
Io lessi la paura nei tuoi occhi
alle ferite piangenti
rosse lacrime sulle mie braccia,
l'impotenza di non sapermi aiutare
Ti odiai godendo
della solitudine che ti avvolse
aspettando in silenzio
sperando, urlando il tuo nome,
portato al tuo cuore
dalle nubi nel cielo
Corsero via primavere ed inverni
dall'alto qualcuno
guidò i nostri passi
si riunirono le due strade
di orme sulla sabbia....
non ti perdonai
non si perdona la paura
si comprende con l'amore
mai morto tra noi
ma fortificato maturato
rivestito a festa...
Cosa potrei dirti ancora
amore mio
“ti amo” sempre più
oltre ogni dove oltre ogni cosa.......
Muore un uomo sulla croce;
scende il silenzio infondo ai nostri cuori
ci si presenta, in quel momento, al cospetto della sofferenza.
Non s'ode nulla intorno se non piccoli frastuoni di peso di coscienza.
Gli occhi di una madre che addolorati contemplano il volto sofferente di suo figlio in croce
mani giunte che fredde di sofferenza chiedono conforto a Dio
Labbra chiuse in un silenzio struggente
piccoli passi fino ai piedi della croce.
mani pietose che depongono l'uomo della croce
che l'avvolgono in un bianco lenzuolo.
per abitarlo in un sepolcro, dove è fatta scivolare una pietra.
Poi, buio, buio e buio tutto intorno...
è il buio del mondo sofferente
è il buio delle mamme che piangono sulle croci dei figli
è il buio dei popoli in perenni conflitti
è il buio di chi vive in povertà
è il buio di chi non ha niente
è il buio della malattia
è il buio, il buio che sembra non voler lasciar spazio alla luce
Poi, d'improvviso eccola, appare da lontano
È la luce dell’uomo della croce
arriva a noi
con cenno della mano in segno di saluto
con occhi di gioia
con labbra sorridenti
con passi leggeri avanza verso noi per dirci: "Ci sono, son qui, son tornato!"
Ed è la gioia.
Don Chisciotte
Godot è arrivato,
chi lo aspettava
è morto da cent'anni.
E' venuto in silenzio,
ci ha guardato,
poi è fuggito correndo,
disperato.
Sancho si è ritirato.
Coltiva rose preziose,
ha messo arnie sulla sua collina,
cura le api, beve sempre vino,
e dice che il suo cuore non funziona;
quando l'ho visto non mi riconosceva.
Io cerco sempre i miei mulini a vento,
Ronzinante non si muove dalla stalla,
vive di biada buona, non ricorda,
non posso avvicinarmi,
quella che era baldanza ora è paura,
sgroppa, si sdraia per terra, si ribella.
Vorrei salvare mille e più donzelle,
ma ormai son rare come le avventure,
l'ultima che ho strappato da una torre,
si è messa a urlare e poi mi ha maledetto,
dice che stava bene prigioniera.
Aldanza, Dulcinea, amore mio,
mio dolce inganno.
Il cuore mi si spezza e non ti sogno.
Qui nel Reparto non mi manca niente,
ma non ho pace!
Vivo con un tale che non si crede matto,
scrive sul muro parole senza senso
e grida a tutti di essere un poeta.
Spero di uscire presto e di perire
nella mia prossima guerra contro il male.
Spero che vi resti nelle vene
un che di me, un che di Don Chisciotte.
Conclusa è l'epopea di un Cavaliere.
Vendo la mia anima
solo per poterti
ancora una volta
amare….
Mi ha risposto
lucifero,
da tanto ormai
aspettava
saltellando intorno
e il mio puro cuore
tentava.
Secoli or sono
lui avidamente
mi desiderava.
Una scelta la mia
ultima, disperata,
che faccio con
la mia anima
ma senza di te?
Accetto l’offerta.
Adesso sono fuori
dalla tua porta
non oso bussare
mi senti nell’aria
e felice spalanchi
con braccia protese
ti sporgi in avanti
e glorioso vuoi darmi
un bacio immenso
io, il tuo amore
che pensavi per sempre
fosse perso.
Ma invade una nuvola
nera e macabra
il nostro momento
sento l’odore
del suo spavento,
lo spavento
della tua anima
che non riconosce in me
niente…e sento il suo
grido che si perde
nel vento…
Non è lei…
lei ormai è morta è morta…
ora c’è solo un corpo
vuoto…
davanti alla tua porta.
Ho venduto la mia anima
al miglior offerente
adesso che so che non sono più
il tuo amato presente
mi porgo
una sola ultima domanda
perché per l’amore
non è Dio che comanda?








