Ancora una volta è la creazione
a prendersi gioco di me.
Oh, tu non sai quanto vorrei creare e rompere
i cicli che regolano questo pianeta,
soltanto per esaudire il desiderio di starti accanto.
Maledetta la terra che mi ha fatto uomo
e la storia che mi ha svelato le forme degli angeli.
Maledetti gli aerei che avvicinano il corpo alle nuvole,
che accorciano in metri la distanza dal cielo,
che accrescono in presunzione la distanza da Dio.
Che tutti possano guardarsi allo specchio e vedere se stessi,
quanto siano inutili, ripresi da un satellite,
o in una discoteca senza flash e luci con cui camuffare
i propri movimenti.
E noi che arranchiamo, trucidiamo, voliamo in nome
d'istinti e stati d'animo che osiamo chiamare
sentimenti...
E con essi giustifichiamo i nostri piccoli omicidi.
Se così gira il disco... io non capisco più un cazzo di niente,
di aria e fumi, di apatie e parole,
parole, parole, parole,
oh Dio, perdonaci per tutte queste parole...
Sprecate a un’interrogazione, al vento, su questo foglio,
per un amore di un mese, per un amore di un anno,
nel testamento,
pensate lungo il tunnel bianco...
Fratelli miei, quando il mondo sarà giunto
a tale comprensione,
noi arriveremo davvero
ad uccidere un bambino
per rubargli le caramelle.

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