Volto giovane
con connotati anziani
mutato
senza merito
dall'ignobile tempo...
Occhi di raro cristallo
rispecchiano lucenti ricordi
di un gioioso passato,
vivo e frantumato...
Sulla testa
un fertile campo:
qua e là
bianche e robuste
piante di esperienza
seminate negli anni più belli...
E mi prese
da sciocco pargoletto
per insegnarmi a narrare
per ingenue strofe
complessi scenari di vita...
E ora
mi invita in un mondo beato
con un palese sorriso di occhi,
forse un po'celato...
A te,nonno,
che guidi le mie membra
alla scrittura commossa
di questi tuoi versi dorati
dedico questa canzone
di glorioso argento...
A te,nonno,
che hai preso i miei primi gemiti
e li hai condotti in leggere poesie di bronzo...
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