Guardo le stelle scherzare fra di loro
e il cielo ironico ridere di me,
mentre io col naso all'insù cerco di capire
dove e quando ho smarrito l'ingenuità
della bambina che giocava con le favole
ora che il cielo resta muto a guardare
e i giorni si rincorrono tutti uguali
senza speranza e senza amore
dove la morale della favola
è affogata in fondo ad un acquario
che io credevo fosse il mare
insieme ad un rosario 
con cui ho smesso di pregare
per un Dio che non c'è.
Asciugo gli occhi mentre guardo
il mio cuore smettere di urlare
non c'è più nessuno a dirmi
cosa resta da capire
quando i sogni iniziano a morire.
La tristezza toglie il respiro
alle parole senza pensiero
e inizio nel vuoto a cercare il vero
volando senza ali
precipitando
senza più versi da ricordare.
Lo so, gli altri non smettono di credere
e allora perchè io ho smesso di sperare ?



 
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Ho un macigno sul cuore
e nessuna medicina a lenir dolore,
come una piaga si insinua lentamente 
attraverso il cuore raggiunge la mia mente,
la trafigge, insiste e resiste.
Senza stimoli riduce il pensier mio
a una distesa arida di gobbe
come quel sottile strato rovente 
che le ricopre in modo incandescente
non è il macigno a pesare, 
ne il fuoco a bruciare
ma sono le parole lanciate come lame 
a trafiggere il cuore.
Ah se avessi, ah se fossi, ah se dicessi,
pensa prima di parlare,
pensa prima di scrivere,
pensa prima di sparare sentenze
non fermarti mai al primo rigo 
ma soprattutto non far caso alle apparenze.


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Profilo Autore: anonimo veneziano  

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ho bevuto succo d'uva
conteplando le movenze sue
i suoi gesti
le sue cadute e le sue ascese
ho bevuto emozioni
cercandoti tra le intimità tue coperte
ho bevuto e amato te
mentre le bottiglia
si è piano piano svuotata...

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Profilo Autore: fgl  

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Ultima e poi ultima sarà
una poesia
lontana dall'uomo
ed entrata in una lacrima
dopo la pioggia.

Inebetiti petali e foglie,
 la loro bara dolce,
il cielo che ha l'azzurro spento
delle battaglie dei salici.


 

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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Se ho l’inferno che mi brucia i talloni,
correrò più forte...
Possiedo già occhi d’acciaio
per condividere i giochi dell’uomo
e per guardare gli stessi sfondi,
soliti colori mescolati
da un pennello invisibile,
ogni volta tanto bene
da sorprenderti un poco,
donando luce al fiume
e un vestito al vento,
che disegna le nostre solite catene
oramai talmente amiche
da condividerci ogni passo
o svolazzo affannato,
di cui ricordiamo l’enorme peso
se per un istante saltiamo più in alto.
Ma io ti conosco,
sadico incantatore delle mie scelte ridicole,
quante teste rotolate
da un piatto d’argento troppo piccolo,
tanto inutili da poter soltanto vedere un’altra alba
schiantarsi col suo opposto mondo,
tetro sfondo per puntini luminosi.
Lo vedi...
Se mi tieni a lungo impegnato
so godere anche io di questi istanti
o posso correre abbastanza forte,
tanto da seminarli...
Lo vedi...
Siamo superstiti con stupende cicatrici,
vecchi amanti di polvere e arene,
una busta della spesa può essere un dono per il quale morire.
Il tuo schiaffo ci ha educato bene
a tirare pugni verso mura che mai crollano,
mai crollò la nostra mano.
Lo sento, il tuo fiato caldo nelle orecchie,
cerca mostri nell’ombra di un albero distorto,
ci fa spezzare i rami ad ogni voce della notte.
La tua voce cruda, il tuo bisbigliare senza scopi,
inni di guerre quotidiane che pulsano nel cervello,
ci ha reso custodi di ferite sempre aperte e mai curate,
stimatori di piaghe invisibili agli occhi.
Il nostro corpo è scudo per tempeste
facili da schivare,
passi leggeri portati via dalla marea.
Ma io ti conosco attento custode delle mie scelte sbagliate,
quando ci hai fatto cadere e rialzare,
e credere e cedere e precipitare,
combattere,
e abbracciare e sacrificarci e mai mollare

COMBATTERE

Non farmi cogliere il fiore più semplice,
il primo ai bordi dell’asfalto,
scalerei le cime più impervie
per coglierne i più rari.
Ma non farmi rallentare proprio adesso
Non farmi inginocchiare e toccare i suoi petali
Non farmi vedere un sorriso dietro al vetro
Non mentre dolcemente lo strappo dalla terra
Perché se succede questo,
Io
Non potrò...
Mai più...

VINCERE

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Profilo Autore: Kenji  

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Sento il tuo respiro

ogni giorno più stanco

gli occhi tuoi belli

perdono luce ogni giorno

mare che ad ogni onda

rapisce

qualche granello di sabbia,

cancellando un'orma

del tuo cammino

Il viso smagrito

accarezzo mentre riposi

il tuo sorriso

dice quanto l'amore tuo

è grande

ti sono figlia, ma mi sento

mamma

invertiti i ruoli nel tempo

che avanza

e da questo giardino

ti allontana

Al petto appoggio

il canuto capo

ti voglio ancora qui

non posso lasciarti andare

incateno la mia mano

alla tua

in una prigione d'amore

vivrai ancora

sarò il tuo respiro

il tuo cuore più sano,

anelo ancor sulle mie labbra

di salutarti la sera dicendo

buona notte mamma”


 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Son gli occhi
che non sanno mentire
mentre lacrime scendono con amore
portando un alito di vento
tra le mie labbra
sussurrando il tuo nome.

Son le mie mani
portate verso quel viso
cercando di asciugare
quelle lacrime
intrise d'amore
senza parole.

Cercherò tra mille raggi,
quel tuo viso,
accarezzandolo dolcemente
portandolo
tra mille parole
fatte solo di sussurri
ascoltando nell'etere
i miei
battiti di cuore
.

Non vorrei essere vita
senza un destino

non vorrei essere ombra
senza amore

ma vorrei essere amato

per quello che sono
.

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Profilo Autore: Enzo Agostini*   Socio ordinario del Club Poetico dal 21-03-2011

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Ancora, un’alba
passata innanzi agli occhi
fermando sospiri e se…
seguendo il tempo
tra sensazioni intinte
in un letto di carta e ricordi
 
Ancora, un’alba
che accarezza i capelli
saziandomi di silenzi infiniti
strozzate tra le onde
tra deliri inermi e ombre
dal sapore di fiele
 
Ancora, un’alba
senza il tuo respiro
a invadere il cuor sopito
privo delle tue parole
che sciolgono l’anima
persa tra le stelle
 
Ancora, un’alba

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

Questo autore ha pubblicato 331 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Si vive con poche certezze
e ancora meno verità
pensare di capire
senza rischiare amarezze
è pura ingenuità.
Quando tutto è un gioco alla notorietà
alla verità e alla sicurezza
non dispiacerebbe avere talvolta
una sospensione di giudizio
una piccola incertezza.
Mi fa sorridere chi si mostra
spavaldo e sicuro
sentendosi certo del futuro
quando di tutte le cose sicure
investire nella certezza del dubbio
è l'unica possibile saggezza.
Essere intelligenti e giusti
vuol dire evitare di credere a tutto
sententosi dispensati dal capire
supponendo che la realtà sia solo quella
attraverso gli occhi della propria verità.
Nulla è scontato ... sia chiaro
nemmeno che io sia in questa poesia il faro.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Sento il rumore della chiave nella serratura

il cuore batte forte in preda al panico

eccolo entra gli vado incontro

lui vuole che lo faccia e lo saluto

lui vuole anche questo

me l'ha spiegato l'altro giorno senza parole

con un calcio e uno schiaffo

mi chiedo perchè gliel'ho permesso

eppure avevo giurato a me stessa che

sarebbe stata l'ultima volta.

Ormai ho sempre paura ... vivo nel terrore

cerco di non contraddirlo anzi non parlo

ma poi lui si arrabbia perchè dice che

sono sempre più distante e fredda

allora mi avvicino con cautela

come la preda al predatore

i bambini guardano e io cerco di sorridere

ecco devo solo fingere di essere serena

e tutto andrà bene ... no, non è vero

io lo so e anche lui lo sa che può fare quello che vuole

scende una lacrima non riesco a trattenerla

ho così poco rispetto per me stessa ... mi vergogno

la colpa è mia sono così insignificante e irritante

sì è così ... e piango in bagno , chiudo a chiave

ormai chiudo sempre a chiave ... anche il cuore.


 

Dedico questa poesia a tutte quelle donne che si sentono indifese e le invito a non essere complici in questo gioco al massacro ... NO alla violenza sulle donne !

 

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Guardando negli occhi

l'adorato figlio

disse il padre

La vita è un dono prezioso

vivila pienamente

nella tua giovinezza

come onda del mare

che danza serena e spumeggiante

Dona sorrisi e abbracci

a chi vuoi bene

non hanno prezzo

ma molto valore

la sincerità sia tua sorella

la bontà l'acqua che ti disseta

l'onestà la tua ombra

Il timore è per Dio

la paura non ti fermi

affrontata va per non cadere

Ama con tutto te stesso

la coscienza che bella e pura

ora ti appartiene

così sia per sempre

come la stella cometa

i tuoi passi guidi

Se ciottoli aguzzi

sul cammino incontrerai,

alte vette da superare,

non arrenderti

il capo tieni alto

allunga una mano e sempre

la mia sarà li

Incontrerai la donna della tua vita

amala con grazia, rispetto

e dedizione la vostra unione

durerà nel tempo

ed oltre il tempo

Ora vai figlio mio

uomo tu sei ed io

sempre padre ti sarò”

Dall'incontro di quegli sguardi

colmi d'amore

scesero lente lacrime

brillanti a morire in sorriso


BUONA FESTA DEL PAPA'

A TUTTI I PAPA' DEL MONDO.....



 

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Profilo Autore: Cristina Biga  

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Ricordi più chi io sia?
No, ma come posso darti torto
se non lo ricordo più neanche io.
Album di vecchie immagini ritraggono
un bambino che dietro agli angoli
allestisce il suo palcoscenico,
e mentre inventa nuovi copioni
ti guarda distratto e
pensa di nuovi mondi,
e più lo fa, più non può far a meno
di distrarsi.
Tu vinci se sbagli o hai ragione,
vinci lo stesso, esisti e reciti,
non ti accorgi del mio teatrino
dietro l'angolo.
Sette anni e uno stesso pullman,
menti perse nel proprio naufragio,
io penso a noi due e a vite sconosciute,
tu pensi a te e al tuo prossimo passo.
Non ricordi neanche chi sono,
non hai abiti da principessa con cui
osavo vestirti,
ricordi...? Ti parlo nella mia mente.
Comprai un orsacchiotto blu
dalla tua bancarella
per regalartelo il giorno dopo.
ed è sporco e usurato,
quasi fosse con me cresciuto,
e con me abbia frugato i rifiuti
che stanno al fondo del mio
teatrino di turno, del tuo
spettacolo sincero e giornaliero.
Sembra proprio sia invecchiato con me
e insieme a me abbia visto ardere
le favole più ingenue.
Se non ricordi di me e delle mie
occhiate dagli angoli e dei
miei pianti trattenuti,
dimmi almeno che ricordi di lui...
Di un povero e piccolo pupazzo venduto,
marchio sempre più spento
di carovane lontane.
Non ricordi? Era più blu prima,
ma non puoi averlo dimenticato...
Era più pulito e quella gialla visiera
non gli copriva entrambi gli occhi.
È fuori moda ora, ma non puoi scordarlo...
Ha il valore di tutte le cose perdute...
Lo hai già fatto.
Dunque non va perduto per nulla al mondo.
Lo hai dimenticato...
In questo pullman, adesso,
ritaglio un inutile sorriso alla memoria.
Questo rosso tramonto è la voce nella mia testa,
è una promessa sicura,
misto inebriante e profondo.
Non ho nulla da cui scappare
e stranamente il tuo sguardo,
due posti più avanti, sembra
simile al mio di sette anni fa
rivolto a chissà quale altra persona.
Entrambi nella tua testa,
cornice romantica per sogni ormai vani,
a dispetto degli anni e di ciò che è stato,
quest'oggi fondiamo i nostri occhi lontani
in un solo tramonto.

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Profilo Autore: Kenji  

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Sputo’ con fare distratto
sopra quel corpo
che aveva distrutto,
e lasciandolo accanto
ad un letto di sangue
se ne ando’
come se nulla fosse accaduto.

Lei,
che invano aveva provato,
a togliersi lo schifo
di quella ignobile mano,
provo’ a girare gli occhi
in cerca d’aiuto.

Ad un filo di voce
si era aggrappata,
con il capo all’indietro
e la voce tappata
da quella corda annodata,
e per un filo di vita,
aveva sperato
di uscire
da quell’atroce dolore,
e di liberarsi
da quel fango mangiato.

Senti’ un calore improvviso
ed una pallida luce arrivare,
due ali d’argento
le presero il fianco
e si senti’ sollevare,
dall’alto
quel pezzo di terra
 sembro’ scomparire
e di tutta la rabbia
e le grida smarrite
le resto’
solo un’ombra
tra le unghie sbiadite.

Lacrime a lei care
non pote’ consolare,
e l’ultima nota
che volle suonare
fu un canto soave
per quella vita
che le fu tolta nel sole,
e per quella
che ancora
non riusciva
a capire

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Profilo Autore: annalisa .....  

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Eran le otto della sera.....

 

il ragazzino dagli occhi grandi,

correva felice al suo lettuccio, pregustando,

la felicità di una nuova avventura,

che il mattino gli avrebbe portato....

...il sapore vero della libertà...

l'estate ,che meraviglia viverla da bambini....

 

eran le otto della sera...

 

la lentezza dei gesti ,era quasi cerimonia,

gli anni per lui eran volati,

sulla tavola un pasto leggero,ed ancora due posti,,

ma lei , compagna di una vita non c'era piu',

ormai solo e stanco,

attendeva con calma l'ultimo viaggio ..,

gli alberi si spogliavano,

e lui viveva l'autunno dell'animo...

 

eran le otto della sera......

 

nella grande città vagava silenzioso,

straniero tra mille volti solitari avvolti di nebbia,

il suo pensiero,il suo cuore rivolti lontano

al di là del mare , ai suoi bambini,alle sue genti...

là dove il sole lo tocchi con la mano..

la' dove l'inverno è uno sconosciuto..

 

eran le otto della sera.......

 

tornavan a casa sotto braccio ,

nei lor occhi la felicità,

la felicità tipica dell'amore

sara' una femmina disse lei...

e una lacrima a lui solco' il viso...

immaginava i suoi piccoli occhioni...

una primavera tutta loro stava per arrivare …

 

sono le otto della sera.....

 

e qui alla mia scrivania,

a scriver frasi, che sò inutili

a spender le mie ore parlando a te,che non ascolterai.....

.mi manchi anima mia...,

ed un anno solo ancor è passato...

dei giorni miei solitari non ti scrivo,

delle notti insonni io non ti dico

di tornar ormai io no,io non ti supplico..

ma che ti amo ancora

per sempre , questo si lo scriverò....

...............ti amo.

 

 

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Profilo Autore: puccio  

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Incontri l'amore
lo senti scorrere
sulla pelle
come acqua fresca
di sorgente
inonda la mente
di onde impetuose.
Occhi d'amore
brillano solo per te
cerchi desiderio
scritto nei versi
di poesia.
Pensi che sia
un regalo d'amore
da scartare pian piano
regalo di donna
arrivata per caso
in un giorno qualunque.


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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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