su esseri vitali
usati come schiavi
dallo squallido re uomo...
Come meschini gladiatori
li poniamo davanti l'un l'altro
a combattere per i nostri ideali,
ideali di marmo
su basi di sporcizia...
Li poniamo
al nostro inutil servigio
promettendo biscottini,
biscottini avvelenati,
rovinati da glassa di avidità...
Rispettabili creature
spezzate le finte catene
e abbaiate
i vostri diritti...
voi che sapete riunirvi
in nobile democrazia
con la natura vostra madre...
Oh mia trinacria ridente
che di nebbia lupa scompari;
Oh mio triangolo indiscreto
che da acque tiepide m'appari.
Dal tuo cratere di sinuosi gesti
che dal seno ai limpidi celesti,
ridi,piangi e di meraviglia ti vesti.
Voglio viverti e sentirti
voglio perderti e ferirti.
Son quì vicino ad ammirarti
e mi allontano per non vederti.
Brivido è il sublime
che l'incanto mi opprime
brivido è il sentimento
ma non placa il tormento.
Urla il silenzio dinanzi alla scia
finchè sguardo languido
non mi porti via;
Urla felice la mia poesia
che la Sicilia bedda
è la Sicilia Mia.

… L’apparir ‘d’ali’…
Nel vortice insostenibile
Le tenebre avvolgono
L’anelata quiete è labile
Timide lacrime attendono
Il ‘tempo’ inesorabile
Triste trascorre
Il non vivere è palpabile
Quel nulla nell’anima percorre
Stille saline premono
Assenza voluta opprime
Rivoli amari segnano
Flebile gesto reprime
Inaspettate ali sfiorano
Tenue, fioca luce delinea uscita
Non più tenebre ma, inizio lontano
Spirale del nulla spezzata periodicità
Non essere giorno, l’entrata
Senza fine e speranza il percorso
Apparir d’ali accompagnano all’uscita
Al nuovo giorno, il giusto decorso
proprio lì che si ha l’inizio...
m'incantava
stava seduto in poltrona
a sbirciare la padrona
che scriveva
visionando
i conti del di
con tipi distratti
che passavano
di sfuggita
mentre uno dava un'occhiata
alle inserzioni
di abitazioni
informandosi
vagamente
sui prezzi
lasciati
lasciandoci
alla scelta
per un progetto
meditato
nel pensiero
di un domani
Piano, giungiamo a sfiorarci
tutto è candidamente limpido.
come magia dei suoni che ci danzano dentro.
Siamo come acqua che accarezza i nostri pensieri
siamo lontani con i corpi ci stringiamo con le menti;
Poi, tutto scorre nell'ampio raggio delle nostre menti
ci lasciamo condurre dolcemente cullati da un coro di voci bianche
ed ancora, all'orizzonte, le nostre menti s’incontrano
e danzano, e danzano, e danzano
le nostre ditta si sfiorano
i nostri sguardi s'incrociano
uniti in una complicità impetuosa come il mare
e di essa ci dissetiamo
Piano, piano siamo qui insieme.
Fragile è pensiero sparso nel vento
Difficile da riprendere
Scorre veloce come acqua in fiume in piena
Ruba spazi a loro volta, rubati
E non ammette compromessi.
Tempo in viaggio verso mette non vicine
Dove mente e corpo si scoprono lontane
Non vive
Non fresche
Non vicine
Ticchettio d’orologio che scandisce il battito del cuore
In un lungo incessante rumore dell’ansia
Che rende fragile e illogica la mente umana.
Dormi e sogna
mio dolce amore,
questa è la tua notte
ricomincia la vita.
Dormi...
Tra qualche ora
l'alba accarezzerà il tuo viso,
sfiorerà il tuo corpo
lo tratterà come un fiore
appena cresciuto
con la rugiada del mattino.
Dormi amore mio
io ci sono
sarò sempre con te.
Ti aiuterò a ricominciare,
ti farò dimenticare
le sofferenze passate
di una vita travagliata.
Dormi mia divina creatura
io ci sono
Dove vado? dove fuggo?
Laddove mi porta il cuore direbbe
il naufrago alle prime armi o
un giovane romantico dai leggeri abbagli.
Ma chi sei tu per puntarmi gli occhi al cuore
e un dito verso il vento?
Chi sarai mai
per stringermi la mano oltre questa direzione
e accompagnarmi,
tra praterie di fango e mille laghi di cemento?
È così forte il tuo istinto a smascherare il secondo volto
dell'emozione?
Della materia? Della forma o della ragione?
Ed io...
Chi sarò mai io per toccare l'orizzonte...
Fai tremare il legno di un bastone trovato a terra,
possiedi il tessuto del mio mantello
e sei nel vento che lo scuote
e porta con sé l'odore di mille favole remote...
Questo cercare oltre le nuvole è il solo modo
per fuggire una stagione secca o un abisso freddo e piovoso?
Ma un avventuriero di antico stampo
non teme la pioggia o spettri oscuri delle selve,
né gli incendi, né le voci della notte.
Egli trema quando sa di non poter mai più abbracciare
tutto il caos che lo spinse a fuggire
e a non voltarsi,
pallido sole destinato a tramontare.
Tu, mia guida di terre ignote,
conosci bene i nostri amici viaggiatori...
Eterno albero dalle chiome dorate,
lì nello spazio, senza radici che lo annodano al passato.
Su questo fusto incidesti il loro viaggio...
Da questo sentiero li vedremo cadere uno ad uno come foglie
all'autunno che per tutti viene...
I loro sogni preziosi come foglie d'oro...
Avremo fortuna se al nostro ritorno saremo cambiati anche noi
tanto da non capirlo
o nel peggio da riuscire ad accettarlo.
Io... non riuscirò a toccar questo orizzonte,
non adesso.
Ho bisogno di te che mi stringi la mano
e mi dai una direzione per fuggire questo buio,
di cui temo ancora tutto ciò che non esiste e non nasconde.
Ti seguirò per rocce scoscese, ruscelli di ghiaccio e strade proibite,
sotto cieli che discorrono nuvole come album di foto antiche,
per poter cogliere con gli ingenui invincibili occhi di un tempo,
di chi correva forte e guardava piano,
quel fiore giallo ai bordi dell'asfalto
che, ciechi, ogni giorno calpestiamo.
Dove andrò infine? Dove fuggo?
Laddove mi guida la tua mano direbbe
un viandante ferito e derubato
o il consapevole romantico che porta con sé i resti
di un sogno frantumato.
mi hai dato la forza di reagire
nonostante la notizia
che non volevo sentire
Tu sei il mio riferimento
il mio punto d'appoggio
anima religiosa
che cammini e balli
da sola
ripensando a quello
che mi manca
e al rischio di non esserci
più, tra qualche anno
come dicevano gli impulsivi
Si è rivelato un falso allarme
quello, insegnamento morale
utile, per amarsi di più
Irrequieto
si agita il sonno
in un letto dove le lenzuola
trasformate in fameliche serpi
soffocano le angoscie
e divorano oscuri pensieri
senza pace , senza tregua,
mentre il cuscino
da astuto felino
si finge inerte
appostato...
in attesa della preda
divorando lacrime e timori,
in un sonno che ha smesso
di far sognare a colori.
Se solo si potesse avere
un pò di silenzio
per pensare
che cosa c'è di sbagliato
nella scelta tra il bene e il male.
Ma ecco l'alba
che promette di salvare
la pace dei sensi
ossigenando di luce il buio
che ha dato così tanto dolore.
Le paure però non cambiano idea .
Come un uccello chiuso in gabbia
lecco le mie bagnate penne
e guardo fuori un mondo
che più non mi appartiene...
Troppi dolori mi han segnato il cammino
e troppe lacrime han fermato il mio passo
,
le braccia mie abbandonate e stanche
nascondono pugni serrati dalla rabbia.
Tutto mi han tolto con indifferenza,
più niente dei miei giorni assolati,
copre tutto la nebbia bagnata del mio pianto..
.
In questa prigione il mio vivere ormai
e qui nascondo gioie lontane e sogni perduti
e speranze morte,infrante da tanto,
qui aspetto una mano pietosa
che liberi me e il mio pianto
e la mia nostalgia e il cercarti ,ormai lontano
e il non trovarti,
che soffochi il mio desiderio di te,
figlio mio e il mio canto morto,
che urlo nel silenzio del mio incedere stanco ....
Luna illuminami la strada
nel bosco della vita sono persa
sole scaldami
le mie ossa sono gelate
stalattiti di ghiaccio
ad ogni movimento mi feriscono
e piange il cuore
Eolo dio del vento
soffia via queste cupe nubi
che inibiscono i miei pensieri
un'accozzaglia
che non so districare
possedessi il filo di Arianna
lascerei questo labirinto
infinito
Vivere libera voglio
a piedi nudi danzare
sull'erba umida di rugiada
con gli uccelli dividere
il mio canto
e sorridere fino a che
piccole rughe adornino
le mie labbra....
Scrivere per me è esprimere emozioni che spesso non riesco ad esprimere a parole
so che riccorre spesso nelle mie poesie, ma è un modo per liberare l'anima .....
Come sanpietrini
calpesto
i miei pensieri
senza ritegno
ormai logori
dal tempo
si disfano
per lasciare
fori da cui
salgono
i fumi
maleodoranti
delle mie paure.
Le ali
nascoste sotto
un cappotto
di umiliazioni
mi costringono
a vedere
il dolore
dei miei limiti
su un sentiero
incerto fatto
di domande
senza risposte.
Se ne vanno nella nebbia del loro fumo
quelli di Woodstock
Sulle Harley Davidsnon di “Easy Rider”
cadendo sparati
da calibri che non lasciano un filo di fiato
Blowin’ in the wind non hanno ricordi
da appendere al chiodo del cielo
Like a rolling stone si frantumano a valle
sulle note e la voce di un Bob Dylan
ormai ricoperto di fiori appassiti
Sbuffi di cannabis ed oppio
che hanno cullato sogni neonati
ora sotterrano gli ultimi scarti di vita
Brilla di sole la mia donzella,
libera e fiera é la più bella !
Dall'acque si specchia tra le correnti
fra scilla e cariddi in mari lucenti.
Un forte boato d'un tratto ci sorprende
che di gabbiani in volo il veleggiar contende.
Voci incessanti gridan di vedetta,
che all'orizzonte si erge la forca maledetta!
Soffia forte il vento di maestrale
ed il tridente dal cielo già m'appare!
D'impeto la spada grida e vira
che già preda il mio corpo perde la sfida.
Lagrima sangue di gioia e dolore
sicché lei vive ed il cuor mio muore!







